Venti Eurofighter per la Turchia

Regno Unito e Turchia hanno trovato l’accordo per la vendita a quest’ultima di venti caccia bombardieri Eurofighter Typhoon.

L’importante accordo ha un valore di 8 miliardi di sterline, pari a 9,16 miliardi di euro, e permetterà di sostenere una forza lavoro di 20.000 persone in tutto il Regno Unito, con linee di produzione a Edimburgo (Leonardo UK), Warton e Salmesbury (BAE Systems) e Bristol (Rolls Royce).  

L’accordo prevede la possibilità che la Turchia possa acquistare in futuro ulteriori velivoli; di tale contratto beneficerà prevedibilmente anche MBDA che fornisce buona parte dell’armamento del velivolo.

Nei giorni scorsi si era capito che l’accordo sarebbe stato siglato, essendo venute meno le preclusioni poste in precedenza dal Governo Tedesco, allorquando era stato dichiarato dal Cancelliere Merz che non c’erano più ostacoli da parte germanica alla definizione della trattiva; da parte dell’Italia e della Spagna peraltro non erano mai state sollevate particolari obiezioni.

Un’importante boccata di ossigeno per BAE Systems

La prima consegna in Turchia è prevista per il 2030; per BAE Systems la commessa turca è una boccata di ossigeno perché in attesa che si attivi la produzione del GCAP le linee di assemblaggio sono sostanzialmente ferme.

Infatti, il Regno Unito, a differenza degli altri Paesi membri del consorzio Eurofighter, non ha posto nuovi ordini per questi caccia bombardieri, limitandosi ad ammodernare quaranta Typhoon Tranche 3a con il nuovo radar AESA ECRS Mk 2 sviluppato da Leonardo UK e BAE Systems.

Il Regno Unito detiene nel consorzio Eurofighter una quota pari al 37% nella produzione del velivolo; evidentemente, al momento la filiera britannica lavorava solo per fornire componenti, perché si era esaurita la commessa ottenuta da BAE Systems per il caccia bombardiere in Qatar.

Nuovi scenari per la Turchia

Per la Turchia l’accordo con il Regno Unito apre nuovi scenari; finora, dagli anni Sessanta, l’Aeronautica Turca è stata equipaggiata esclusivamente con velivoli da combattimento fabbricati negli Stati Uniti o di origine statunitense.

Sono noti i problemi tra Washington ed Ankara che hanno portato ad escludere dal programma F-35 la Turchia che era Paese partner di 2° livello anche a livello industriale a seguito dell’acquisto del sistema russo S-400 e le polemiche sull’ammodernamento di parte della linea F-16 allo standard Viper o Block 70.

L’acquisto degli Eurofighter nella versione Tranche 4 da parte della Turchia controbilancia in qualche modo i caccia bombardieri Dassault Rafale F3R forniti dalla Francia in servizio con l’Aeronautica Greca; oltre i missili Meteor di MBDA, è prevista l’integrazione sul caccia europeo di armi aria-aria ed aria-superficie sviluppate e prodotte in Turchia.

Con tale commessa la Turchia diverrà il quinto Paese NATO ad impiegare il caccia bombardiere europeo.

Si rafforzano i legami tra Turchia e Regno Unito

La commessa per gli Eurofighter Typhoon rafforza inoltre i legami tra Ankara e Londra che fornisce consulenza tecnologica per il caccia nazionale turco KAAN.

Infine, di recente è stato sottoscritto il contratto per l’acquisto da parte dell’Aeronautica Turca di dodici velivoli da trasporto tattico C-130J-30 già in servizio con la Royal Air Force e venduti come surplus, ora sottoposti a manutenzione ed aggiornamento presso gli impianti di Marshall Aerospace.

Fonte Governo del Regno Unito

Foto credit @NATO