Vertice in Eritrea con i leader di Egitto e Somalia

Nella capitale eritrea Asmara, il leader eritreo Isaias Afwerk ha incontrato il Presidente egiziano Al Sisi ed il somalo Hassan Sheikh Mohamud, per un vertice tripartito incentrato sul rafforzamento delle relazioni tra i tre Paesi e sulla risoluzione dei problemi di sicurezza regionale.

Al termine del vertice è stato emesso un comunicato congiunto che sottolinea l’importanza di aderire ai principi del diritto internazionale, come base per mantenere la stabilità regionale e rispettare la sovranità e l’integrità territoriale dei Paesi della regione.

I leader hanno concordato di voler opporsi a qualsiasi interferenza negli affari interni dei Paesi della regione, sostenendo la necessità di sviluppare e rafforzare le istituzioni statali somale e l’Esercito nazionale somalo per affrontare le sfide interne ed esterne, in particolare la lotta al terrorismo.

Inoltre, i tre leader hanno anche discusso della situazione in Sudan, della crisi in Somalia e delle questioni di sicurezza nel Mar Rosso, stabilendo meccanismi di coordinamento diplomatico e sforzi congiunti tra le tre nazioni.

L’Egitto ha ribadito il suo sostegno alla Somalia, offrendosi di inviare truppe per la prossima missione dell’Unione Africana a sostegno della stabilità nel Paese. Già sono arrivati consistenti aiuti militari sbarcati nel porto di Mogadiscio e velivoli da trasporto egiziani C-130 fanno la spola con la Somalia; le autorità egiziane prevedono di schierare fino a diecimila uomini nel ambito della missione della Unione Africana.

Inoltre, è stata concordata la creazione di una commissione tripartita congiunta composta dai Ministri degli esteri dei tre Paesi per la cooperazione strategica in tutti i settori.

Al vertice si è notata l’assenza dell’Etiopia, Paese che ha più di una questione aperta con le tre nazioni che hanno organizzato l’incontro.

Infatti, sono noti i grandi problemi sussistenti tra Il Cairo ed Addis Abeba per la questione della gestione delle acque del Nilo Azzurro e del riempimento del bacino del enorme bacino della diga Rinascimento visto come una minaccia mortale per gli interessi economici e sociali egiziani, problema che ha portato le autorità egiziane più volte ad evocare una possibile crisi militare tra i due Paesi.

Altrettanto manifesti sono i problemi “secolari” sussistenti tra Etiopia ed Eritrea, che alternano periodi di quiete a feroci scontri armati per il controllo diretto ed indiretto delle aree di confine tra i due Paesi.

Da ultimo, ma non certo per importanza, vi è il tormentato rapporto tra Addis Abeba e Mogadiscio per la questione del Somaliland e della possibile apertura di una base navale militare e commerciale etiope in quella regione somala.

Il Somaliland da anni si è dichiarato autonomo ed indipendente dal resto della Somalia (indipendenza fin qui non riconosciuta a livello internazionale) e gode di rapporti privilegiati con Taiwan che contrasta la presenza cinese a Gibuti e l’Etiopia che ha schierato truppe nella regione per aiutare, ufficialmente, le autorità locali a contrastare le milizie islamiche integralistiche che tormentano il Corno d’Africa.

Il Governo di Mogadiscio vede come “fumo negli occhi” la presenza militare etiope non richiesta e più volte ha invitato Addis Abeba a ritirare le truppe, arrivando a minacciare anche un intervento militare diretto per risolvere la questione.

Mogadiscio sospetta che la presenza militare etiope sia destinata a divenire permanente anche per l’accordo in divenire tra le autorità di Addis Abeba e quelle di Hargheisa, “capitale” del Somaliland, relativo alla concessione di un’area costiera di una ventina di chilometri per permettere all’Etiopia di costruire una sua base navale militare ed un porto commerciale.

La detta concessione sarebbe controbilanciata dalla Etiopia con il riconoscimento formale dell’indipendenza del Somaliland e da una serie di accordi economici e militari per il supporto della regione somala.

Per Addis Abeba l’ottenimento del agognato “sbocco al mare” sarebbe il coronamento di un disegno strategico di lunga data, ovviamente indigesto per l’Eritrea dai cui porti affluiscono i traffici commerciali da e per l’Etiopia.

La concessione marittima rappresenta un problema serio anche per l’Egitto e la stessa Turchia, grandi sponsor del Governo di Mogadiscio e, come dire, “tutori” dell’integrità somala che vedrebbero un altro concorrente pericoloso per i loro progetti tra Mar Rosso, Golfo di Aden e Mar Arabico, con la Somalia che si troverebbe nella critica e scomoda posizione di dover contrastare le istanze indipendentiste di ampie regioni ancora sotto il formale controllo di Mogadiscio.

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