A Bruxelles l’Ecofin ha autorizzato l’uso dei prestiti agevolati per la Difesa previsti dall’iniziativa Security Action for Europe (SAFE) a otto Paesi tra cui l’Italia, che otterrà circa 14,9 miliardi di euro.

Oltre l’Italia, beneficeranno Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia e Finlandia.
Il SAFE consente di finanziare anche commesse per sistemi d’arma ed equipaggiamenti già in corso, a partire dalle spese militari previste per il quinquennio 2026-2030, con minor onere per il bilancio statale nel periodo di riferimento.
A tal fine, il Governo Italiano ha richiesto ed ottenuto un prestito complessivo di 14 miliardi e 900 milioni di euro in 5 anni al 3% fisso di interesse, con i rimborsi che saranno attivati a partire dal 2035 e che si esauriranno nel arco temporale massimo di 45 anni.
Per l’Italia questi fondi serviranno principalmente per ammodernare e potenziare capacità critiche come difesa aerea, difesa antimissile, sistemi C-UAS tra le divese esigenze.
Il meccanismo SAFE
Il SAFE prevede fondi per un massimo di 150 miliardi di euro in prestiti agevolati destinati al rafforzamento della capacità industriale e tecnologico nel settore della Difesa e della Sicurezza.
Il fondo sarà impiegabile anche per finanziare l’acquisto di sistemi d’arma ed equipaggiamenti fabbricati al di fuori dell’Unione Europea, ma per un importo complessivo non superiore al 35%; questo consentirà di eseguire acquisti soprattutto negli Stati Uniti, Regno Unito e Norvegia nonché in Israele e Brasile, i principali Paesi extra UE le cui industrie della Difesa sono largamente attive sul mercato comunitario.
Il Canada ha stipulato un apposito accordo ed è il primo Paese extra UE ad essere divenuto membro del SAFE,
I prestiti ottenuti dal SAFE potranno essere impiegati principalmente per l’acquisto di missili da difesa aerea, munizioni d’artiglieria, droni e sistemi C-UAS e sistemi di difesa antimissile.
Ulteriori possibili acquisti finanziati dal SAFE riguardano navi di superficie e sottomarini, mobilità nei vari domini, spazio, cybersecurity ed intelligenza artificiale (AI).
Immagine credit @Commissione Europea