La Turchia interessata all’acquisto di ottanta Eurofighter

Ankara starebbe valutando l’ipotesi di procedere all’acquisto di ottanta caccia bombardieri Eurofighter per ammodernare la sua linea caccia.

Tale acquisto sarebbe in qualche modo collegato al programma TF-X teso a sviluppare e costruire un caccia avanzato da parte dell’industria nazionale turca con apporto tecnologico straniero.

Nel caso di specie interessata al programma TF-X è Rolls Royce che ha ricevuto a suo tempo dal Governo Turco un contratto per fornire tecnologie e supporto nello sviluppo del motore.

Come è noto, a causa degli attriti con gli Stati Uniti sia per la questione siriana sia per l’acquisto dei sistemi missilistici russi di difesa d’area S-400, la Turchia è stata estromessa dal programma F-35 a cui partecipava a livello industriale e militare.

Gli Stati Uniti, peraltro, oltre il blocco del programma F-35, hanno anche fin qui negato la possibilità per Ankara di ottenere caccia bombardieri F-16V Block 70/72, la versione più moderna del Fightning Falcon, ostacolando persino il programma di ammodernamento degli F-16 già in dotazione.

In risposta a questo ostruzionismo statunitense, Ankara ha lanciato un programma di ammodernamento dei Falcon gestito dall’industria aerospaziale locale; quest’ultima è in forte crescita grazie agli investimenti profusi ed alle commesse ricevute dall’Estero.

Peraltro, la Turchia è conscia che tale situazione non possa durare a lungo per cui si è attivata per trovare soluzioni alternative in attesa del TF-X. Per un certo tempo sono state seguite piste che portavano alla Sukhoi in Russia; oltre i Su-35 si era parlato di un programma congiunto relativo il Su-57, il caccia avanzato di 5a generazione che Mosca sta allestendo in pochi esemplari e con ritmi produttivi bassissimi. Ovviamente, una soluzione simile avrebbe scatenato ulteriormente le ire di Washington ma è intervenuta la guerra in Ucraina a far tramontare in modo definitivo la possibilità di questo accordo.

Sondaggi simili sono stati portati avanti con la Cina ma pare non si sia andati oltre lo scambio di informazioni, probabilmente per la non fattibilità del progetto.

In Europa, la Francia ha imposto sanzioni alla Turchia per la questione siriana e per la gestione dei rapporti con Cipro, sanzioni che hanno colpito anche il programma relativo al sistema missilistico di difesa d’area gestito con l’Italia e derivato dal SAMP-T. Pertanto, appare difficile che Ankara possa rivolgersi a Parigi che, tra l’altro, sta armando Atene con caccia Rafale e fregate FTI nonché Il Cairo, sempre con Rafale e corvette Gowind, entrambe non proprio in rapporti idilliaci con la Turchia.

In tale situazione si è inserita Londra che, avendo di fatto risolto i problemi di Rolls Royce nella vicenda TF-X con Ankara, sta lavorando su un doppio fronte; spingere l’Eurofighter per l’immediato ed offrire la consulenza di BAE Systems al programma TF-X a cui, ovviamente, i Turchi sarebbero molto interessati.

Pertanto, Londra con BAE Systems capofila del consorzio Eurofighter avrebbe presentato un’offerta che prevederebbe due opzioni; o l’acquisto diretto del velivolo nella versione più recente e maggiormente performante o l’acquisto con la partecipazione industriale turca che farebbe salire i costi ma che sembrerebbe essere preferita dai Turchi; in pratica la Turchia provvederebbe a montare buona parte dei caccia con componenti ricevute dal consorzio ed in più dovrebbe curarne la manutenzione.

Sarà interessante vedere nel prossimo futuro come e se si evolverà questa trattativa che avrebbe anche riflessi sull’industria aerospaziale italiana che partecipa a pieno titolo nel programma Eurofighter-

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