Dopo anni di sotto finanziamento, la gravissima crisi innescata dalla guerra scatenata dalla Russia nei confronti dell’Ucraina, ha messo in luce le problematiche, le lacune e le carenze dei Paesi della NATO, non ultima la Danimarca.

Infatti a seguiti degli eventi ucraini, il Governo di Copenhagen ha ordinato una revisione critica della Difesa, al termine della quale sono emerse tutte le criticità accumulate nel corso degli anni dalle Forze Armate Danesi.
Il Governo Danese, preso atto della situazione, ha deciso di “invertire la rotta”, puntando ad un investimento strutturale di ordine decennale a favore della Difesa nel suo complesso.
In particolare, il Ministro della Difesa Danese, Troels Lund Poulsen, prevede un massiccio investimento di circa 27 miliardi corone (pari a circa 3,62 mld di euro) per le attrezzature, tra cui l’acquisto dei caccia bombardieri F-35, gli edifici, l’IT ed il personale delle Forze Armate.
Inoltre, altri 11 miliardi di corone (pari ad 1,47 mld di euro) saranno impiegati in spese per il personale e l’esercizio, da anni sotto finanziati.
Questi sforzi saranno integrati nell’ambito dell’aumento delle spese per la Difesa che la Danimarca ha annunciato, portando progressivamente il bilancio al 2% del Prodotto Interno Lordo, come deciso all’unanimità dalla NATO nel 2014.
Al fine di ottimizzare i costi e le spese, il Ministero della Difesa Danese organizzerà un comitato di esperti il cui scopo sarà sostenere una difesa ben gestita nel prossimo periodo di 10 anni.
Il comitato di esperti dovrà formulare raccomandazioni su come garantire una gestione trasversale più forte e una gestione finanziaria più trasparente, dovrà far luce sui vantaggi e gli svantaggi di diversi modelli possibili per l’organizzazione lungimirante e la struttura di gestione del gruppo del Ministero della Difesa e, infine, dovrà formulare raccomandazioni su come creare opportunità di ridefinizione delle priorità e semplificazione durante il decennio.
Fonte e foto @Ministero della Difesa Danese