Il concetto di museo e di mostra storico-militare nel “progetto di allestimento”

Il concetto di museo

e di mostra storico-militare

nel “progetto di allestimento”

Lineamenti di filosofia dell’organizzazione museale

di Angelo TIBERI

Ufficiale (in cong.) del Corpo dei Granatieri

Cultore di Ordinamento dell’Esercito Italiano e delle Politiche di Difesa e Sicurezza

Questa mia stesura, redatta senza ricorrere alla trattazione delle molteplici norme e vigenti disposizioni legislative regolanti sotto il profilo giuridico-amministrativo e della sicurezza lo svolgimento delle “attività museali”, ha lo scopo di fornire essenziali lineamenti concettuali rivolti direttamente ad una tipologia di funzione, collocata tra le più importanti delle predette “attività” per trasmettere la conoscenza del prezioso patrimonio storico: parlo della realizzazione di “spazi espositivi strutturati” contestualizzati in “musei” ed “eventi espositivi”, concentrandomi essenzialmente sulle “mostre a carattere storico-militare”, permanenti e occasionali (o di circostanza), riservando per esse un focus alla loro fase di allestimento.

Precisando, che proprio in questa specifica fase organizzativa-procedurale, si origina il motus della divulgazione e si predispongono le modalità di condivisione per dare il concreto e giusto potenziale espressivo alle poliedriche forme di linguaggio mediante le quali, il museo o la mostra, ci accoglie, ci ricorda, ci parla, ci racconta, ci spiega, ci insegna, ci trasferisce contenuti, ci fornisce dimostrazioni, ci coinvolge, ci rende partecipi dei fatti e degli accadimenti rientranti nella tematica o nelle finalità di trattazione su cui s’incentra e si materializza il presupposto o il segmento dell’intero allestimento espositivo.

Museo Storico dei Granatieri di Sardegna – Roma

(ritocco grafico da un’idea dell’autore)

Tenendo presente ciò, si conviene nel dire che il “museo” è la realizzazione strutturale stabile di un percorso sistematico-cronologico-evolutivo completo, mentre la mostra è una manifestazione espositiva-conoscitiva, momentanea, espressa da una summa scelta di oggetti, documentazioni e materiali (provenienti in prestito da musei, istituzioni e collezionisti); da questo distinguo, appunto, si studia e si indirizza, a seconda dei casi, il diverso “progetto di allestimento” da seguire e approntare.

Museo Storico dei Granatieri di Sardegna – Roma

Pertanto, è necessario subito premettere che in un qualsiasi “progetto di allestimento” per un museo o una mostra (e questo discorso è valido non solo per quella concezione progettuale di tipologia o manifestazione storica, bensì per qualunque altro percorso e sviluppo disciplinare-argomentale) i due aspetti primari, concorrenti e sostanziali che si presentano – sui quali è necessario lavorare in stretto legame, con capacità, esperienza, motivazione e passione – sono:

1) la “definizione dell’dea”, attenendosi scrupolosamente alla settorialità “tematico-culturale”, al “retaggio” del periodo ovvero al passaggio o excursus storico di riferimento, senza stravolgere l’andamento dei fatti (trasferendo e tramandando esclusivamente l’effettiva e autentica veritas come ferma garanzia di attendibilità e qualità) e dove possibile ricorrere anche ad un rapporto di considerazione temporale con il presente, su un piano comparativo, sia per fornire in una proiezione di ricerca, “continuità storica e di tradizioni” sia per presentare il migliore quadro di completezza a riguardo, non dimenticando che le mostre sono delle complementarità culturali di approfondimento “dirette” (che nell’evoluzione del concetto di divulgazione “storica” perseguito porta le stesse, sempre più spesso, ad essere allestite con un’ottica bipolare “passato/presente-contemporaneo”);

2) la “trasformazione dell’idea” nella giusta “forma espressiva”, vale a dire la ricerca e l’individuazione della più idonea e rispondente organizzazione da attuare che maggiormente riesca ad offrire una chiara ed interessante comunicazione informativa per facilitare la comprensione del visitatore;

questi due punti, interdipendenti fra loro, ma consequenziali, si vanno a generare e prefigurare prima della effettiva “costruzione tecnica” (o della “realizzazione/esecuzione tecnica”) appunto del c.d. “allestimento” o “progetto di allestimento”.

Museo Nazionale Storico degli Alpini – Trento

Per “idea” però non va inteso soltanto il fatto di “mettere in opera” quel complesso processo dispositivo e rappresentativo di apprezzabilità, strutturato in un preciso ordine di collocazione spaziale e temporale-sequenziale dei materiali, delle opere e degli oggetti da presentare, questo, seppur importante, sarebbe alquanto riduttivo; ma, è anche e soprattutto quella configurazione risultante nella sua interezza che attraverso la quale si cerca di avvicinare al massimo il visitatore in un’atmosfera di contenuti tra “coinvolgimento relazionale” e “trasporto emozionale”, esaltando ed enfatizzando in un attraente e positivo richiamo il reale “senso” del museo o dell’evento espositivo quale nobile diffusore di testimonianza, di riflessione, di conoscenza di “valori e tradizioni”.

Museo Storico dei Bersaglieri – Roma

Una collezione museale, un ricordo di un accadimento storico o il “carattere” di dichiarare, diffondere e far conoscere la storia di un’Arma, di un Corpo, di una Specialità, di un Reparto militare, nell’insieme è contestualizzato e formalizzato in quell’essenza espressiva unica, esplicita, immediata ed esclusiva, derivante da precisi fattori e fondamentali componenti:

a) il “luogo” del Museo (sia geografico sia strutturale-architettonico) – oppure, paritariamente, se riguardante una mostra inserita in un contest la “collocazione scelta” – determinato dalla “località di svolgimento” e dall’“ubicazione” (immobile, stabile, area fisica “interna ed esterna”) che, unitamente, definiamo come “location”;

b) se trattasi di una mostra temporanea, si considerano la data o le date del “suo periodo di permanenza” (la scelta delle date dipende dalla “specificità tipologica degli avvenimenti” e/o dall’“elemento legante/abbinamento alle ricorrenze” concomitanti con “anniversari di costituzioni e trasformazioni ordinamentali di reparti”, “raduni”, “presentazioni di libri oppure di opere d’ingegno”, “inaugurazioni di infrastrutture”, “consegna in dotazione e/o immissione in servizio di nuovi mezzi militari”, “altri eventi”) al fine di importantizzare e solennizzare maggiormente il ricordo e le celebrazioni attivate a riguardo;

Museo Storico delle Aviotruppe dell’Esercito Italiano

presso il Centro Addestramento Paracadutismo (CAPAR) – Pisa

c) le “forme”, le “simbologie”, i “colori” idonei che, in rispondenza, concorrono a dare esplicito riconoscimento e risalto alla tematica, compreso il corredo di pubblicizzazione (mass media/organi d’informazione, locandine, manifesti, banner, totem e striscioni promozionali) e l’eventuale stampa di pubblicazioni editoriali come “cataloghi” e “monografie” di approfondimento da distribuire ai visitatori;

d) i “cimeli” dell’epoca da esporre inerenti l’araldica, la stemmologia, l’uniformologia, la vessillologia, la faleristica, le targhe, le oggettistiche varie, le cartoline, le armi, gli equipaggiamenti, così per tutti gli altri manufatti e significativi elementi;

e) la presentazione delle relative documentazioni e dei “carteggi” sottoforma di originali e/o riproduzioni (magari, per quest’ultimi, ricorrendo ad ingrandimenti o a evidenziazioni di loro parti specifiche come motti, frasi celebri, proclami, motivazioni di concessione di decorazioni, autografi);

f) il corredo fotografico vario, con in primis le foto dei nostri caduti, esempio perenne di valore e altruismo, ma non solo, anche foto aeree, immagini di vita di caserma, scatti nei teatri operativi, fotografie di mezzi e quant’altro di specie;

Museo Storico dell’Arma di Cavalleria – Pinerolo (TO)

g) le attinenti rappresentazioni artistiche e iconografiche di carattere grafico, pittorico, scultorio, ecc.;

h) il materiale di tracciabilità e illustrazione topocartografica (mappe, schizzi, carte geografiche e topografiche);

i) le eventuali modellizzazioni o ricostruzioni degli scenari operativi per mezzo di diorami, plastici, figurini, modelli in scala;

l) le strumentazioni, le apparecchiature e le attrezzature;

m) i mezzi militari;

ed altro ancora, che contribuisca a ricordare e riportare al presente la storia, le tradizioni e le gesta, traendone proficuo insegnamento.

Museo Storico Nazionale dell’Artiglieria – Torino

Cercando il più possibile, mediante il museo o la mostra, di far valicare alle vicende appartenenti ad una determinata tematica “storico-militare” quei confini di staticità e di lontananza temporale che altrimenti, quest’ultimi, le terrebbero bloccate nell’irripetibile epoca storica temporale a cui ci si riferisce (diversa dalla ciclicità storica), con il grave rischio di farle dimenticare, lasciandole abbandonate semplicemente a se stesse nell’affondo di quel periodo ormai trascorso, creando però a noi (comprese le nuove generazioni) un grave danno, quello del non renderci partecipi dei fatti, privandoci del diritto alla conoscenza e alla crescita culturale e questo non è assolutamente possibile permetterlo.

Al contrario il museo o la mostra, come confidente contenitore culturale pulsante, deve istruire e dimostrare la sua efficienza riuscendo con efficacia a farsi comprendere dall’intelligenza del visitatore che è sempre attento osservatore e supremo valutatore fino a penetrare nel suo intimo.

Istituto di Storia e di Cultura dell’Arma del Genio – I.S.C.A.G. – Roma

Un buon e dedicato “progetto di allestimento”, possiede in sé il pregio e la spinta per riformulare la concezione tradizionale di mostra “statica” (in passato, a volte, “spenta” e “fredda”) creando e presentando uno spazio di indirizzo storico “nuovo, unitario e interattivo” in cui viene cercata su vari livelli e in diversi modi interpretativi la fusione assoluta fra evento, significato, condivisione e integrazione con il visitatore.

Meglio ancora se la visita è accompagnata da proiezioni di video/filmati, da animazioni virtuali, nonché da un’atmosfera creata con un’adeguata illuminazione integrata anche da appositi “giochi di luce” (cromatismi temporizzati) in associazione a sorgenti audio con voci narranti e appropriate basi/composizioni musicali, diversificate tra i vari ambienti espositivi, consistenti in “colonne sonore, brani patriottici e marce d’ordinanza”.

Questo contribuisce, senz’altro, a rafforzare e a completare quelle rispettabili motivazioni e interessanti considerazioni che hanno spinto profondamente l’“idea” a caratterizzarsi e a concretizzarsi nel far conoscere la storia di una precisa Arma, Corpo, Specialità, tematica o di un particolare Reparto, fatto/evento o accadimento storico.

In un “allestimento museale”, salvo il percorso pianificato e predisposto in termini “organizzativi” e “strutturali”, ogni “visitatore” deve essere accolto negli “ambienti espositivi/sale espositive” mettendolo nelle condizioni di benessere, sentendosi libero di muoversi con curiosità e di “plasmarsi” empaticamente con il contesto, intraprendendo una “traiettoria elaborativa” unica, intima, riservata ed esclusiva – contraddistinta da quella condotta comportamentale “prospettico-dimensionale” di apprendimento, apprezzamento e critica personale – trovando in essa interrogativi, spunti di riflessione, domande e risposte, connessioni/correlazioni, rivelazioni e interpretazioni, il tutto finalizzato per un accrescimento culturale “prezioso e ricercato”.

Museo Storico della Motorizzazione Militare – Roma

Da ciò deriva la considerazione e si inserisce la valutazione da riservare con meticolosità alla interrelazione tra lo “spazio” e gli “articoli, i materiali e gli oggetti” curando l’architettura espositiva ovvero le disposizioni delle pannellature, delle teche e degli espositori a piano, la catalogazione dei materiali, le didascalie e la comunicazione, tutti elementi primari che convergono verso un altro importante fattore portante definibile in quello “psicologico-percettivo” dell’intero spazio espositivo generatore anche di quel pathos atteso e desiderato dal visitatore.

Attuare e attenzionare, quindi, quelle esatte “azioni pianificative” di risposta al concept e alla performance qualitativa di un museo o di una mostra, in modo tale che ogni visitatore durante il suo tempo di permanenza nei locali espositivi riesca con privilegio, a cogliere ammiratamente e con interesse aspetti e particolari, oltre a poter – piacevolmente e nella massima tranquillità – percepire nell’interezza quell’intenso “respiro culturale” di arricchimento formativo, facendolo proprio, portandolo con se in una soddisfazione esperenziale ed emozionale indelebile da trasmettere e da raccontare con vivo e desideroso piacere ad altre persone.

Museo Storico del Corpo Militare dell’A.C.I.S.M.O.M. – Roma

Mi piace ricordare che solo dopo aver avuto approccio con l’“aspetto esteriore” o la “superficie delle cose”, si ci può spingere a conoscere e a cercare quello che c’è sotto, quello che c’è dentro, quello che c’è oltre, cioè penetrare negli approfondimenti ed ecco qui che si apre quel mondo misterioso ed affascinante dell’imprescindibile “affiatata unione” fra l’esteriorità e l’interiorità delle cose, delle questioni e degli accadimenti (come del resto di tutto quello che ci circonda nelle situazioni della vita); conoscere realmente gli avvenimenti, a volte, ci aiuta a spazzare via preconcetti e pregiudizi e la storia nella sua autenticità ci aiuta a mostrarci l’effettivo andamento dei fatti, liberandoci da dubbi, perplessità, congetture, incertezze e false opinioni, imparandoci a farci apprezzare e rispettare anche tematiche che prima forse, non conoscendole, non avevamo mai tenuto nella giusta considerazione o riservatogli il meritato rispetto.

Il museo e la mostra storico-militare sono in grado di presentarci e svelarci, concretamente e non soltanto materialmente motivi, motivazioni e significati intrinseci al proprio ambito tematico (in linea con la finalità “istitutiva museale” o “organizzativa dell’evento espositivo”), connessi e rispondenti, con una soddisfazione che contemporaneamente assume una capacità formativa-culturale differenziata, propagata su più livelli e articolazioni attraverso un carattere “armonico-predispositivo” e “spaziale-temporale” oscillante fra rivelazioni e vibrazioni di “ordinarietà, straordinarietà e curiosità”.

Ogni museo e ogni mostra, come sopra in parte già ho scritto, è fonte di verità, contribuisce sempre a dare un segno concreto di apertura conoscitiva ed è proprio in relazione al suo “progetto di allestimento” che la fruibilità culturale diventa più ampia e viene recepita/percepita maggiormente dal variegato ed obiettivo visitatore con sensazioni, effetti e stimoli diversi, sia egli uno storico, un cultore della materia, un appartenente alle Forze Armate oppure una semplice persona curiosa.

Museo Tecnico Navale della Marina Militare – La Spezia

Un museo storico o una mostra storica a carattere militare, come fondamentale cardine a sostegno della storia militare, non considera esclusivamente o soltanto lo studio delle vicende di quella determinata Arma, Corpo o Reparto, la conservazione di quanto esposto e la didattica della conoscenza (la divulgazione), ma vuole sostanzialmente catalizzare nel “visitatore-individuo” quel sentimento puro e profondo, vuole dare quell’imprinting di saggezza per salvare e tramandare la contemplazione di quegli eroismi, di quelle virtù, di quei valori e di quei nobili ideali mai tramontati appartenenti all’Arma o al Corpo di riferimento; non stiamo parlando altro che del sano “culto della memoria” e della salvaguardia del nostro trascorso “identitario”, entrambi, nella massima purezza, non dovranno mai vacillare, non dovranno mai essere caratterizzati da fragilità e tentennamenti, bensì si devono mantenere e professare sempre con vivacità, splendore, indissolubile fermezza e dignità ed essere costantemente rafforzate nel tempo difendendo, con orgoglio e fierezza ed appunto proprio la “mostra storica e il museo storico” sono gli ottimi e i sani integratori da utilizzare a beneficio di ciò.

E’ da aggiungere ancora che una qualsiasi tipologia museale o espositiva rappresenta a pieno una delle valenti e immersive forme del sapere, ritenute fra le più autentiche e formative, in quanto non è soltanto visiva ma permette realmente un rapporto dialogante.

Museo Storico dell’Aeronautica Militare – Vigna di Valle, Bracciano (Roma)

Qualunque museo storico rappresenta quel solco fecondo che fa parte di quell’ampio e fertile terreno dove cresce la “cultura”, questa ci nutre e ci accompagna onorevolmente nel nostro vivere, permeando e supportando preziosamente la nostra esistenza, offrendoci continuamente quegli indispensabili elementi e quelle chiavi di lettura per avere sempre il giusto senso di orizzonte, un orientamento adeguato, ponderato e costruttivo.

Sottolineando che ogni struttura museale come ogni evento espositivo, congiuntamente alle biblioteche e agli archivi, sono il supremo e inviolabile presidio della conservazione della storia (qualcuno le ha definite anche le esclusive “sentinelle scelte” del ricordo storico), perché nulla compiuto nella storia deve andare perduto.

Soffermandomi ancora sul concetto di museo e di mostra, tengo a riferire che tutte e due sono le due forme espressive di conoscenza consistenti in rivelazioni educative-culturali atte a formare e a rafforzare nell’individuo la coscienza e la propria sfera esistenziale, in quanto, tali forme, riescono a comunicare con “immediatezza e profondità” attraverso un vero e proprio linguaggio al tempo stesso specifico e universale in grado di travalicare ogni confine.

A riguardo della differenza fra il museo e la singola mostra storica c’è da evidenziare che mentre il primo è permanente, perenne, stanziale, allestito in una propria struttura architettonica dedicata ed è in continuo incremento (con l’acquisizione di nuovi oggetti e materiali, derivanti anche da corpose donazioni) rispondendo alle caratteristiche cardini di conservazione, tutela, valorizzazione (mediante lo studio, la ricerca e la condivisione), la seconda, invece, come evento espositivo può essere temporanea e/o itinerante, risponde alle caratteristiche temporali di divulgazione, legate alla particolarità della celebrazione o del ricordo, con la singolarità che viene realizzata attraverso una ragionata selezione di opere e oggetti fra i più salienti e significativi nella summa della mole dei materiali e articoli a disposizione di quel determinato segmento storico, Arma, Corpo, Specialità o Reparto per completare, importantizzare o solennizzare esclusivamente la celebrazione dell’evento.

Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri – Roma

Inoltre, considerazione e giusto riconoscimento va riservato anche ai musei e alle sale museo (chiamate pure “sale ricordi”) dei singoli Enti e Reparti militari, nonché a quelle istituzioni museali costituite da Fondazioni (1) in seno ad aziende di settore, ai tanti musei e alle diverse case museo create e gestite in forma privata da Associazioni e da appassionati di storia che, nelle proprie competenze “tematiche”, contribuiscono onorevolmente ad integrare e a completare, con passione e dedizione, l’importante opera di tutela, conservando e rendendo noto il diversificato, straordinario e inestimabile patrimonio testimoniale.

Ecco perché, a volte, le mostre storico-militari sono realizzate con la collaborazione di musei militari, fondazioni museali e qualificate collezioni storiche private.

I Ministeri della Difesa e della Cultura italiani, rispetto a quanto già predisposto, per poter assegnare più risorse finanziarie dovrebbero necessariamente pensare un piano congiunturale, più sinergico e incisivo, da attuare sia con i fondi derivanti dall’Unione Europea sia attivando cooperazioni con gli Assessorati alla Cultura o alle Politiche Culturali delle Regioni (2); migliorare la fruibilità e potenziare le strutture dei Musei delle Forze Armate italiane, è assolutamente un dovere, si tratta del retaggio della nostra gloriosa Patria e, quindi, della nostra essenza di popolo.

Museo Storico della Guardia di Finanza – Roma

(dipendente dal Comando Generale del Corpo della Guardia di Finanza/MEF)

A tal riguardo, in questa trattazione, sono bel lieto di citare, brevemente a titolo informativo il Protocollo d’Intesa “per la valorizzazione del patrimonio museale militare italiano” del 2016 sottoscritto fra i Ministeri della Difesa e della Cultura (3) e il Progetto “Musei Militari Italiani” (4) attuato nel 2021 dal Ministero della Difesa tramite la sua Società in house Difesa Servizi finalizzato alla “gestione economica del patrimonio storico-culturale della Difesa”, in quanto, tali iniziative procedimentali le ritengo veramente interessanti, molto lodevoli e certamente premianti nel tempo.

Concludendo, si può affermare inequivocabilmente che sia il museo storico sia la mostra di livello storico, convergono entrambi nell’offrire direttamente, a ognuno che ha modo di farne visita, quella cristallina e vitale sorgente di scoperta e conoscenza che va indiscutibilmente ad alimentare e ad impreziosire la cultura individuale a beneficio di una società migliore e consapevole, più informata e obiettiva.

Angelo TIBERI

“Ricordare, conservare, tutelare e valorizzare la storia

per vivere il presente e predisporsi alla costruzione del futuro”

Tenente dei Granatieri Angelo TIBERI, anno 2022

NOTE AL TESTO

(1) Si richiamano per importanza e informazione soprattutto: l’Associazione Museo della Melara e il Museo Breda Meccanica Bresciana facenti parte del Sistema Museale e Archivistico Integrato (SMAI) coordinato dalla FL Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine; il Museo delle Armi e della Tradizione Armiera (compresa la Collezione privata d’armi “Pietro Beretta”); il Museo Fincantieri/MuCa Museo della Cantieristica; la Fondazione Museo Agusta; il Museo dell’Aeronautica “Gianni Caproni”; il Museo Iveco.

Queste strutture museali hanno una particolarità perché attraverso la “cultura industriale” promuovono anche la “storia militare”.

(2) In quanto, più ampiamente, oltre che a livello nazionale pure in quello regionale, il discorso potrebbe trovare applicabilità e inserimento per lo sviluppo dei settori (“educativo-formativo”, “beni culturali”, “editoriale e comunicazione”, “tecnologico”, “turistico”, “ricettivo-alberghiero”, “ristorativo”, “enogastronomico”, “commerciale e artigianale”) delle economie territoriali rientrando nel c.d. “scenario strategico del cultural planning”; non in ultimo, inoltre, offrendo opportunità di creare nuovi posti di lavoro e, quindi, avere positive ricadute anche sul piano occupazionale.

(3) Questo Accordo d’Intenti, sicuramente considerato il primo documento effettivo e concreto redatto per tale scopo, è stato firmato a Roma il 6 luglio 2016 fra i Ministri della Difesa e della Cultura.

Richiamo, per completezza, anche l’importante Legge 7 marzo 2001 n. 78 sulla “Tutela del patrimonio storico della Prima Guerra Mondiale” (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 30/03/2001 Serie Generale n. 75 ed entrata in vigore il 31 marzo 2001), molto evidenziata in occasione delle celebrazioni tenutesi per il 100° Anniversario della Prima Guerra Mondiale “1915-2015”.

(4) “Musei Militari Italiani” è uno specifico Progetto che, sottoforma di “1° Avviso esplorativo” attivato il 29 marzo 2021 dal Ministero della Difesa mediante Difesa Servizi S.p.A. – predisposto di concerto con gli Stati Maggiori di Forza Armata e i loro Uffici Storici e inserito nell’iniziativa “Valore Paese Italia” – è volto all’individuazione di operatori economici commerciali interessati a formulare proposte di “finanza di progetto” ai sensi degli artt. 182 e 183, comma 15, del Decreto Legislativo n. 50/2016 per la gestione economica dei “Musei, degli Archivi e delle Biblioteche” Militari del Ministero della Difesa; poiché, da come si è potuto capire dalla lettura di questa mio scritto tematico, cotali strutture in possesso di variegati, straordinari e inestimabili patrimoni oltre ad essere luoghi speciali della memoria e della conservazione sono da considerare anche come luoghi dell’arte e dell’ingegno e, quindi, luoghi della ricerca e di studio, del sapere e della conoscenza.

“La Repubblica Italiana in riferimento all’articolo 9 della Costituzione

deve tutelare e valorizzare i Musei Militari

e sostenere, con le occorrenti azioni e risorse, le similari

realtà museali di istituzione privata e associativa

comprese le loro diverse iniziative-attività di ricerca, studio e divulgazione

volte alla conoscenza della nostra intensa e gloriosa storia nazionale”.

Tenente dei Granatieri Angelo TIBERI, anno 2022

Progetto grafico delle immagini di copertina e di testo ideato e realizzato dall’autore Tenente dei Granatieri (in cong.) Angelo TIBERI

Le didascalie, riportate a corredo, sotto le immagini di testo (riguardanti i Musei Militari richiamati e rappresentanti una parte di quelli esistenti) sono state redatte sempre dall’autore Tenente dei Granatieri (in cong.) Angelo TIBERI

Spiegazione dell’immagine di copertina redatta dall’autore Tenente dei Granatieri (in cong.) Angelo TIBERI. – Trattasi di una composizione grafica riportante alcune cartoline storiche illustrate a soggetto “patriottico” (quella centrata in basso) e “militare”, in particolare quest’ultime sono tre “reggimentali” realizzate negli anni ’50-’60 del 1900 che, in ordine di posizione, si riferiscono al 46° Reggimento Fanteria “Reggio” (a sinistra), al 17° Reggimento Fanteria “Acqui” (in alto), al 6° Reggimento Artiglieria Pesante Campale (a destra).

LINKOGRAFIA TEMATICA

Riguardante in parte questo argomento si consiglia di vedere dello stesso Autore anche La proposta “Tiberi” per la costituzione del Museo Storico dell’Aviazione dell’Esercito contenuta nel lavoro documentale Il Comando Aviazione dell’Esercito una straordinaria istituzione militare a difesa della sicurezza di Angelo Tiberi pubblicato il ­­23 aprile 2022 in Ares Osservatorio Difesa al link http://staging.aresdifesa.it/il-comando-aviazione-dellesercito-una-straordinaria-istituzione-militare-a-garanzia-della-sicurezza/

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