Il Polo Nazionale della Subacquea inizia a prendere forma

Durante la mattina di venerdì 10 maggio all’interno dell’hangar di Nave Cavour, momentaneamente in sosta a Civitavecchia nel corso dell’esercitazione Mare Aperto, si è tenuto l’incontro “Immersi nel Polo Nazionale della Subacquea: alla scoperta del futuro” a margine della prima riunione del Comitato Interministeriale del Polo Nazionale della Subacquea.

Dopo il saluto del Comandante di Nave Cavour, Capitano di Vascello Milos Argenton, che ha sottolineato l’impegno dell’Unità in Mare Aperto con la presenza a bordo del Comandante in Capo della Squadra Navale Ammiraglio De Carolis e di studenti di università, centri di ricerca e del CASD (Centro Alti Studi Difesa) per un totale di circa 700 persone, ha preso la parola il Capo di Stato Maggiore della Marina Ammiraglio Enrico Credendino.

“Il Polo Nazionale della Subacquea è un progetto che fino a poco tempo fa nessuno avrebbe previsto che potesse diventare una realtà. Oggi abbiamo svolto la prima riunione del Comitato Interministeriale dove sono state approvate le linee strategiche che si articolano nei primi quattro bandi grazie al sostegno del Ministro della Difesa On. Guido Crosetto e degli altri ministeri interessati.

La terra è ricoperta per il 70% da mare che è fondamentale per la nostra sopravvivenza dato che oltre a contenere grandi riserve di cibo e di riserve naturali ospita importanti infrastrutture come i cavi sottomarini. Le recenti evoluzioni in campo tecnologico ci mostrano pericoli come droni in grado di poggiarsi sui cavi sottomarini per prelevare le informazioni e dati.

Il futuro sarà costituito da sensori attivi e passivi in grado di rilevare chi o cosa sta passando sott’acqua ed attuatori in grado di inviare i dati verso navi madre, droni e sommergibili in modo da ottenere una Underwater Situational Awareness aggiornata ed affidabile.

Noi come Marina abbiamo attivato presso Santa Rosa, all’interno della Centrale Operativa Multi-Dominio, il Critical Underwater Infrastructure Surveillance Center che è in grado di ricevere informazioni da reti classificate e non da soggetti militari e civili per monitorare le nostre infrastrutture critiche.

Nello Spazio ci sono stati molti investimenti mentre nel mondo subacqueo è oggi necessario cambio di passo dato che si stima che il mercato dei ROV e veicoli autonomi sottomarini passerà dai 3 miliardi di oggi ai 13 miliardi tra pochi anni.

Il Polo funge da catalizzatore del cluster dell’underwater, per sviluppare progetti di ricerca, sviluppo e sperimentazione di tecnologie nel settore della subacquea.

L’Italia è l’unico paese che ha adottato questo schema per il Polo Nazionale della Subacquea ed il prossimo Simposio di Venezia (8-10 ottobre 2024) sarà interamente dedicato alla subacquea “Spotlight on the Depths: the Underwater as the New Frontier for Mankind” con oltre 100 Marine partecipanti su scala globale ed oltre 350 rappresentanti del Cluster marittimo mondiale (istituzioni, mondo accademico,industria).

A seguire è intervenuta la Dott.ssa Luisa Riccardi, Vice Segretario Generale della Difesa.

“Nave Cavour oltre ad essere un autorevole ambasciatore della dimensione globale della Difesa italiana porta il nome di un grande statista che evoca in tutti noi un senso di grande riconoscenza che vorrei oggi ricordare per alcuni tratti significativi che richiamano gli elementi fondanti del Polo Nazionale della Subacquea. Cavour era infatti un innovatore spinto dal desiderio di fare progredire il progresso del Paese capendo subito l’importanza della formazione, dell’istruzione, del valore degli investimenti e della coesione internazionale spingendo la creazione di sinergie ed investimenti che sono tutti elementi essenziali del PNS. Nell’ambito delle condizioni necessarie per il Polo Nazionale della Subacquea vorrei ricordare la prima condizione, la certezza dei finanziamenti e la seconda, l’autonomia strategica nazionale. Il PNS deve rappresentare tutto questo e possiamo affermare che sono state intraprese tutte le azioni necessarie per mantenere queste condizioni.”

Il Sottocapo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio Bergotto, che è anche il Presidente del Comitato Direzione Strategica (CDS) del PNS ha spiegato come il Polo è organizzato a livello di governance sottolineando l’importanza della Fondazione PNS, il cui statuto è in corso di stesura, che avrà l’importante compito di fare fluire nel PNS finanziamenti anche di natura privata.

“Il Polo è un hub tecnologico, espressione del sistema paese che vuole mettere insieme le eccellenze italiane per la valorizzazione delle potenzialità e della competitività del settore della subacquea mettendo insieme grandi imprese, PMI, startup, Istituzioni e centri di ricerca.

La governance è basata su più livelli con quattro ministeri, rappresentanti dell’industria con AIAD, del mondo accademico con la Conferenza dei Rettori e la Consulta degli Enti di Ricerca, lo Stato Maggiore della Difesa, lo Stato Maggiore Marina, Agenzia Industrie Difesa e Difesa Servizi.

La fondazione ha l’importante compito di mettere insieme interessi pubblici e privati cercando di attrarre capitali privati dato che i finanziamenti attuali sono solamente pubblici espressione di due leggi di bilancio.

Sono già state emanate le linee di indirizzo strategico per la conoscenza multidisciplinare della dimensione subacquea, la protezione delle infrastrutture critiche, la sostenibilità e la protezione degli ecosistemi ed il supporto alla sicurezza e alla resilienza cyber).

Un modello del genere deve avere una sostenibilità per avere delle risorse che devono essere coerenti con il modello di ambizione e credo che il modello che abbiamo adottato per il PNS ad oggi sia il più adeguato per sostenere questa sfida ed affrontare la attività del mondo della subacquea”

L’Ammiraglio Nervi, Direttore del Centro di Supporto e Sperimentazione Navale, ha illustrato i primi quattro bandi aperti dal PNS con fondi pubblici che rappresentano la prima spinta verso l’operatività del PNS.

“La struttura operativa ha iniziato con le conoscenza acquisita dal CSSN nel comprensorio di San Bartolomeo dove è presente anche il CMRE della NATO. Nel corso delle prime attività è iniziato il potenziamento degli strumenti per iniziare il lavoro sui primi quattro bandi in modo da mettere a disposizione i tools necessari per l’attività sperimentale come un base comune per creare le giuste sinergie al fine di raggiungere gli obiettivi strategici.

E’ stata creata una mappatura delle tecnologie subacquee e sulla base di questo sono stati individuati i gap tecnologici da affrontare rapidamente da cui abbiamo ottenuto i primi 4 bandi pubblicati il 26 marzo per 24 milioni di euro di cui la metà finanziati dal PNS:

  • Il primo bando prevede lo sviluppo di un LARS (Launch and Recovery System) che consente il rilascio ed il recupero di due tipologie di veicoli fino a 3 metri 100 kg e fino a 6 metri per 1000 kg con possibilità di ricarica delle batterie e trasferimento dei dati dati verso la nave madre;
  • Il secondo bando prevede lo sviluppo di algoritmi per la localizzazione di bersagli subacquei con la fusione di dati da più fonti per avere una rappresentazione attuale della Situational Awareness;
  • Il terzo bando è per l’ottimizzazione dell’energia elettrica per avere maggiore persistenza in ambito subacqueo;
  • Il quarto è una infrastruttura di rete subacquea che possa proteggere una infrastrutture primarie in grado di rilevare assetti subacquei che si avvicinano alle infrastrutture.

Ogni bando prevede la realizzazione di un dimostratore e la realizzazione dell’attività sperimentale nella struttura operativa favorendo le sinergie per pervenire rapidamente ai risultati che vogliamo raggiungere.

Il 26 maggio chiuderà la finestra di presentazione delle proposte e riteniamo che entro la fine del mese di ottobre si andrà a contratto.

Per il futuro, qualora ci fossero i finanziamenti, avvieremo altri 4 bandi e altri 4 prima del 2025 in modo da avere un totale di circa 10-12 progetti contemporaneamente attivi nella struttura operativa.