Lo scorso 24 settembre il Ministero della difesa ha trasmesso – ai sensi dell’articolo 536, comma 3,
lettera b), del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 (Codice dell’ordinamento militare) – la richiesta di
parere parlamentare sullo schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 16/2024, denominato “Sistema d’arma controcarro a corta gittata per le unità operative dello
Strumento Militare Terrestre” relativo all’acquisizione e al sostegno di sistemi controcarro a corta gittata e
del relativo munizionamento.

Il programma rappresenta una prosecuzione di quello già avviato nel 2022 con l’Atto del governo n.426 (d.m. contenente il Programma SMD 22/2022). Il programma è stato presentato alle Camere il 1° settembre 2022 (a Parlamento già sciolto per le imminenti elezioni politiche), assegnato alle commissioni
competenti il 9 settembre e ha ricevuto il parere favorevole della sola Commissione difesa della Camera (il
15 settembre).
La finalità operativa è l’ammodernamento del parco controcarri a corta gittata attraverso la sostituzione dei sistemi “Panzerfaust 3” e “Folgore” che ad oggi costituiscono l’unica capacità a corta gittata in servizio nell’Esercito.
Le principali caratteristiche tecniche del sistema d’arma sono: cannone senza rinculo, idoneo all’aviolancio; peso del sistema (senza munizione) pari o inferiore a 8 kg, una lunghezza massima di 1 metro e la possibilità di impiegare, con lo stesso lanciatore, diverse tipologie di munizionamento; anti-struttura, con distanza utile d’impiego da 40 a 500 metri, controcarro, con distanza utile d’impiego da 40 a 600 metrim contro truppe appiedate, con distanza utile d’impiego da 40 a 300 metri e di supporto (fumogene e illuminanti), con distanza utile d’impiego da 40 a 1.000 metri.
Il sistema è predisposto per l’impiego di munizionamento “air burst” (letteralmente “scoppio in volo”), dotate di una spoletta programmata per ricevere l’informazione sul tempo di volo dal sistema di controllo.
L’acquisizione di questi nuovi sistemi d’arma, che sono destinati alla neutralizzazione di mezzi corazzati, di postazioni fortificate ed alla difesa vicina – sottolinea la scheda illustrativa del precedente d.m. 22/2022 – garantirà all’Esercito un’elevata flessibilità di impiego, unita ad una potenza di fuoco in grado di incrementare significativamente la capacità d’ingaggio alle corte distanze delle unità Combat (C), Combat Service (CS), Combat Service Support (CSS) e Command Support.
Il programma è concepito secondo un piano di sviluppo pluriennale con una durata ipotizzata di 6 anni
(2023-2028) ma che, probabilmente, sarà rivista alla luce del DPP 2024-2026.
L’onere complessivo dell’impresa, già avviata con il precedente decreto n. SMD 22/2022, è stimato in 426 milioni di euro (a condizioni economiche 2022) per complessivi 2.720 sistemi controcarro, 122.000 proiettili, Supporto Logistico Integrato (SLI) della durata di 10 anni e corsi di addestramento per il personale manutentore ed operatore.
La spesa relativa alla 1° fase(già totalmente finanziata e contrattualizzata) per un ammontare complessivo di 52 M€, è stata autorizzata nel 2022.
L’onere previsionale della 2° fase, oggetto della presenta scheda, è stimato in 374 milioni. Di questa cifra complessiva, il programma è già finanziato per 75 milioni a valere sugli stanziamenti derivanti dai capitoli del settore investimento del Bilancio Ordinario del Ministero della Difesa nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente.
Tale quota, secondo la scheda tecnica, garantirà l’acquisizione di una ulteriore aliquota di sistemi d’arma non inferiore a 600 lanciatori, il relativo munizionamento, il supporto logistico per la durata di 10 anni e l’addestramento del personale manutentore e operatore.
Il completamento del programma, per il restante valore previsionale complessivo di circa 299 milioni, sarà realizzato attraverso successivi provvedimenti, finalizzati al completamento delle acquisizioni previste.
Commento
Il programma in questione prevede l’acquisto, senza nominarlo, del sistema cannone senza rinculo Carl Gustaf M4 da 84 mm prodotto da Saab che andrà ad integrare e sostituire gli attuali lanciarazzi monouso Panzerfaust 3 in linea dagli anni Novanta del passato secolo.
Infatti, la descrizione del sistema che si intende acquisire, riportata da entrambi gli Atti del Governo n.426 e 205, combacia perfettamente con le caratteristiche salienti del cannone senza rinculo Carl Gustaf M4.
L’M4 è la versione più avanzata sviluppata da Saab della famiglia di sistemi d’arma senza rinculo Carl-Gustaf entrati in servizio a partire dalla metà dello scorso secolo.
Il Carl Gustaf M4 è destinato ad combattere tutti i tipi di moderni veicoli da combattimento, compresi i veicoli corazzati pesanti come i carri armati.
Inoltre, grazie alla possibilità di impiegare vario tipo di munizionamento, l’M4 fornisce a chi lo impiega il vantaggio tattico di poter ingaggiare truppe e bersagli fortificati, veicoli non protetti nonché di illuminare il campo di battaglia e creare cortine fumogene con apposito munizionamento.
Sia l’Atto del Governo n.426 che l’Atto del Governo n.205 fanno riferimento anche al sistema anticarro senza rinculo Folgore da sostituire; in realtà questo sistema distribuito ai reparti a partire dagli anni Ottanta, non è più in linea da diverso tempo con le unità combattenti ed era stato assegnato ai reparti del Genio; peraltro, parte dei sistemi nel corso degli anni è stata alienata all’Estero ed altra semplicemente ritirata dal servizio o messa in deposito perché obsolescente.
Fonte Atto del Governo 205
Foto credit @Saab