Varata in Corea del Nord una nuova unità di superficie

Alla presenza del leader Kim Jong-un è stata varata a Nampo la nuova unità, prossima ammiraglia della flotta nord coreana, il cacciatorpediniere (secondo la denominazione ufficiale data da Pyongyang) Choe Hyon.

La nave presenta diverse caratteristiche interessanti; numerosi lanciatori di missili, radar presumibilmente di tipo AESA che la rendono piuttosto diversa rispetto alle maggiori unità di superficie attualmente in servizio con la Marina Nord Coreana, vecchie fregate e corvette del tutto obsolete.

Ovviamente, non sono state rilasciate dichiarazioni ufficiali sul tipo di armamento in dotazione per cui bisogna procedere per deduzione e per analisi visiva; si notano ad esempio sistemi per la protezione ravvicinata da 30 mm AK-630 di origine sovietica ed un impianto di artiglieria che può essere classificato nella categoria 127-130 mm.

A poppa del blocco dei fumaioli è stato installato un sistema missilistico/artiglieria Pantsir ME d’origine russa; dalle fotografie si nota un gran numero di celle di lancio missilistiche, almeno 74, suddivise per blocchi posti nell’area di poppa e di prua della nuova unità.

Secondo alcune stime (da verificare) le celle piccole e medie, rispettivamente, 32 e 12 sarebbero deputate al lancio di missili antiaerei a medio e lungo raggio di cui sulla sovrastruttura si notano i radar di illuminazione, mentre le celle di tipo grande e molto grande sarebbero armate con missili antinave Hwasal-2 in 20 esemplari e con 10 missili da crociera a lungo raggio BR Hyunmoo-4.4 o Hwasong-11, quest’ultimi che possono essere dotati di testate nucleare a detta dei servizi di intelligence.

Dalle fotografie circolate prima del varo si notava la presenza di un sonar di chiglia, il che porta a presumere che l’unità sia dotata di tubi lanciasiluri per la difesa antisommergibile, oltre i sistemi di protezione elettronica e lancia chaff/decoy presenti sui lati della sovrastruttura.

Sempre secondo le stime, la Choe Hyon, un eroe della resistenza anti giapponese, dislocherebbe attorno le 5.000 tonnellate ed avrebbe le dimensioni di 144×22 metri ed adotta per quanto possibile un design stealth.

Presso il cantiere navale di Chonjin sarebbe in costruzione una seconda unità di questa classe; c’è da dire che i tempi di costruzione della Choe Hyon sono stati più che rapidi, in poco più di un anno mezzo dall’impostazione (almeno così filtra dalla Corea del Nord).

L’avvenuta costruzione di questa nave ed il probabile allestimento in corso dell’unità gemella porta a pensare che nel ambito dei vertici politici e militari della Corea del Nord vi sia un cambio di strategia navale, con la Marina che sarà chiamata ad operare anche con la componente di superficie al di fuori delle acque nazionali, non più esclusivamente per compiti strettamente difensivi come è stato finora.

La presenza di tale tipologia di navi comporterà contromisure anche da parte della Marina Sud Coreana e di quella Giapponese, finora focalizzate nel contrastare l’enorme flotta di sottomarini diesel-elettrici per lo più superati, ma sempre pericolosi per l’alto numero di battelli in linea, tra cui i primi lanciamissili balistici realizzati autonomamente nel Paese.

Fonte e foto credit @Korean Central News Agency