L’inizio della seconda edizione della Aerospace Power Conference ha visto tra i suoi momenti più significativi l’intervento del Generale Bradley Chance Saltzman, Capo di Stato Maggiore della United States Space Force, che ha offerto una visione del ruolo sempre più centrale dello spazio nel contesto militare globale.
«Lo spazio non è più un mistero né una curiosità» ha affermato Saltzman «È diventato il fondamento delle operazioni combinate, il cuore pulsante della proiezione di potenza nel XXI secolo. Senza lo spazio, le forze armate moderne combatterebbero alla cieca e con una mano legata dietro la schiena».
Lo spazio: dominio operativo a tutti gli effetti

Nel suo intervento, il Generale ha ripercorso l’evoluzione dello spazio da ambiente scientifico e simbolico a dominio pienamente operativo. Se un tempo i satelliti rappresentavano un supporto tecnico ausiliario, oggi costituiscono il pilastro su cui si reggono intelligence, comunicazioni, comando e controllo, logistica, e capacità di fuoco di precisione.
Saltzman ha sottolineato come le forze armate statunitensi siano ormai strutturate sulla presunzione che la “potenza spaziale” sarà sempre disponibile. «Lo spazio non è solo una risorsa, ma una dipendenza critica» ha affermato «E come ogni dipendenza, può diventare una vulnerabilità».
Minacce concrete e strategia di difesa
Il Generale ha denunciato l’aumento esponenziale delle minacce contro lo spazio. Dai missili antisatellite cinesi (come quello testato nel 2007) alle interferenze elettromagnetiche e cyberattacchi, il dominio spaziale è ormai un terreno di competizione attiva. Saltzman ha ricordato che uno dei primi attacchi della guerra in Ucraina è stato proprio un attacco informatico a un sistema satellitare: un segnale chiaro che la guerra moderna inizia nello spazio.
«La superiorità spaziale, come quella aerea o marittima, è una condizione necessaria per ogni altra forma di dominio operativo» ha spiegato «Senza il controllo dello spazio, nessun’altra operazione militare su larga scala può essere efficace».
Una Space Force per un nuovo mondo

Questa consapevolezza ha portato gli Stati Uniti a creare una forza armata dedicata: la Space Force. Saltzman ha spiegato che la decisione di istituire un servizio autonomo nasce dalla constatazione che lo spazio è un dominio a sé stante, che richiede dottrina, formazione e strumenti specifici. «La superiorità nello spazio non vincerà la prossima guerra, ma senza di essa, la perderemo di sicuro» ha dichiarato.
Cooperazione internazionale: Italia partner strategico

Uno dei temi centrali del discorso è stato l’elogio della cooperazione internazionale. Saltzman ha annunciato l’avvio di un Piano d’Azione Bilaterale per la Cooperazione Spaziale tra la US Space Force e l’Aeronautica Militare Italiana. Il documento, non vincolante ma strategico, getterà le basi per esercitazioni congiunte, scambio di personale, condivisione di dati critici e sviluppo di capacità interoperabili.
«Lo spazio è un gioco di squadra. Nessuna nazione può affrontare da sola le sfide di questo dominio», ha affermato Saltzman. «L’Italia è un partner fondamentale: la sua competenza tecnica, la visione strategica e la cultura spaziale saranno decisive nel costruire un futuro comune».
Il Generale ha auspicato che anche l’Italia possa inviare un ufficiale di collegamento permanente presso lo Stato Maggiore della Space Force, come già avviene con il Regno Unito, per garantire un’integrazione profonda nella progettazione operativa statunitense.
Guardando al futuro

Saltzman ha concluso con un monito e un appello: «Lo spazio è ormai parte integrante della nostra vita quotidiana, della nostra sicurezza alimentare, delle nostre comunicazioni e della nostra difesa. È troppo importante per essere lasciato alla buona volontà. Dobbiamo proteggerlo, insieme».
Con uno sguardo rivolto alla cooperazione e all’innovazione, il Generale ha salutato i presenti con un ringraziamento sincero e con il motto della Space Force: “Semper Supra”.