Aerospace Power Conference 2025: il ruolo centrale del SEAD e della superiorità aerea nella difesa europea

Durante l’AeroSpace Power Conference 2025, organizzata dall’Aeronautica Militare, è intervenuto Justin Bronk, Senior Research Fellow presso il Royal United Services Institute (RUSI): “se l’Occidente intende contenere la minaccia russa e sostenere un equilibrio globale nel contesto indo-pacifico, non ci sono alternative all’investimento massiccio e prioritario nella supremazia aerea.”

La doppia sfida: Russia ed Indo-Pacifico

Bronk ha tracciato con i due scenari principali che potrebbero esplodere in tempi brevi come una nuova aggressione russa in Europa, in grado di mettere alla prova la credibilità dell’articolo 5 della NATO oppure un’escalation cinese nell’Indo-Pacifico, tale da assorbire la gran parte della potenza militare statunitense.

“Il rischio più realistico per un conflitto in Europa” ha avvertito Bronk “si materializzerà quando gli Stati Uniti saranno totalmente impegnati in Asia. È lì che Mosca potrebbe tentare una provocazione mirata, contando sulla nostra impreparazione.”

Una Russia più forte di quanto vogliamo ammettere

Il quadro fornito è impietoso. La Russia, nonostante le sanzioni, ha raddoppiato le dimensioni della forza impiegata in Ucraina rispetto al 2022, produce oltre 300 T-90M all’anno, quadruplicato il numero di missili a lungo raggio e mostra una sorprendente capacità di rigenerazione operativa.

“In termini di capacità di find, fix and strike—trovare, fissare e colpire obiettivi—i russi oggi superano la NATO in Europa” ha dichiarato Bronk. “Lo fanno ogni giorno, in scala e con efficacia. E il peggio è che non mostrano alcuna intenzione di fermarsi.”

Supremazia aerea o il nulla

Secondo Bronk, le forze terrestri europee non saranno mai pronte nei tempi necessari a respingere un’offensiva russa. La superiorità aerea diventa quindi l’unico elemento di dissuasione credibile, in assenza del quale, ammonisce, “l’unica alternativa sarà la deterrenza nucleare”.

Eppure, ha osservato con durezza, troppe nazioni europee hanno trascurato la dimensione combattente dell’aeronautica, privilegiando missioni secondarie come il trasporto, l’ISR permissivo o la presenza simbolica all’estero. “Abbiamo costruito flotte pensate per combattere i russi, e poi le abbiamo usate per fare altro. Ora dobbiamo tornare a combattere per davvero, o almeno a prepararci seriamente.”

Il SEAD è responsabilità europea, non più solo americana

Una delle priorità emerse è la soppressione delle difese aeree nemiche (SEAD). “Per troppo tempo abbiamo lasciato il SEAD agli americani. Ma ora la maggior parte delle loro risorse sarà proiettata nel Pacifico. Serve una capacità europea autonoma.” L’Italia è stata elogiata come uno degli attori più avanzati in questo ambito, in particolare per il lavoro svolto dal 6º Stormo di Ghedi.

Addestramento avanzato e specializzazione: il vero investimento

Bronk ha anche rivolto un’accusa chiara: la disattenzione verso l’addestramento avanzato e la formazione dei piloti. “Se davvero pensiamo che le persone siano la nostra risorsa più importante, perché i jet trainer avanzati sono sempre gli ultimi a essere finanziati? Non si può simulare l’esperienza del volo notturno in condizioni IMC dopo una missione di otto ore, con il carburante agli sgoccioli. Ed è proprio lì che si rischia la vita.”

Tagliare il superfluo, concentrare le risorse

Il messaggio finale è stato lapidario: se i budget non consentono di garantire la prontezza al combattimento e la disponibilità di munizionamento, allora bisogna tagliare altrove. “Il core business delle forze aeree è conquistare la superiorità aerea. Se non possiamo permettercelo, vuol dire che stiamo spendendo male.”