Assemblata la prima bomba nucleare B61-13, sette volte più potente della B61-12

Il 19 maggio 2025, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e la National Nuclear Security Administration (NNSA) hanno annunciato il completamento della prima bomba nucleare B61-13, con quasi un anno di anticipo rispetto alla tabella di marcia. Un passo significativo nel processo di ammodernamento dell’arsenale nucleare statunitense.

La motivazione alla base dello sviluppo della B61-13 è da ricercare nella Nuclear Posture Review del 2022, che ha sottolineato la necessità di disporre di capacità nucleari flessibili e moderne per contrastare le minacce emergenti.

La B61-13 rappresenta un’evoluzione diretta della B61-12, dalla quale eredita i sistemi di guida di precisione basati su INS/GPS, ma se ne differenzia per una caratteristica fondamentale: la potenza. Mentre la B61-12 ha un rendimento variabile tra 0,3 e 50 kilotoni, la nuova B61-13 arriva fino a circa 360 kilotoni, lo stesso valore massimo della vecchia B61-7. Questa combinazione tra alta potenza e precisione consente di colpire obiettivi particolarmente difficili, come installazioni sotterranee fortificate, mantenendo al contempo la capacità di limitare i danni collaterali.

Dal punto di vista operativo, entrambe le bombe sono armi a gravità, sganciabili da aerei, ma è probabile che la B61-13 venga impiegata principalmente da piattaforme strategiche come il B-2 Spirit e il futuro B-21 Raider, mentre la B61-12 è già certificata anche su aerei come l’F-15E, l’F-16 e l’F-35A.

L’introduzione della B61-13 dovrebbe consentire il ritiro della B83-1 dato che seppur quest’ultima sia più potente (fino a 1,2 megatoni) il sistema di guida della B61-13 consentirà maggiori danni contro bersagli come bunker, centri di comando,etc.

La B61-13 non sostituisce la B61-12 ma la affianca, offrendo agli Stati Uniti un’arma nucleare di nuova generazione in grado di combinare l’elevata potenza distruttiva delle testate strategiche con la precisione delle moderne bombe guidate.

Tuttavia, l’annuncio della B61-13 ha sollevato preoccupazioni tra alcuni analisti, che temono possa contribuire a una nuova corsa agli armamenti e a un abbassamento della soglia per l’uso di armi nucleari. Altri, invece, sottolineano come si tratti di un aggiornamento necessario per garantire una deterrenza credibile nel contesto attuale, in cui le potenze rivali stanno a loro volta investendo pesantemente nei propri arsenali strategici.