La Turchia punta ai sottomarini a propulsione nucleare
FORZE ARMATE

La Turchia punta ai sottomarini a propulsione nucleare

· · Aurelio Giansiracusa

La Turchia procede spedita nei programmi di rinnovamento e potenziamento delle sue Forze Armate ed ora punta ad ottenere anche capacità nazionali nel settore strategico dei sottomarini a propulsione nucleare.

E’ stato lo stesso Comandante della Flotta di sottomarini della Marina di Ankara a confermare l’interesse turco per i battelli a propulsione nucleare, parlando di un vero e proprio programma il NUKDEN.

Attualmente, la Turchia ha in corso la costruzione dei sottomarini classe Reis e del sottomarino nazionale MilDen dal quale, a sua volta, sarà derivato il battello a propulsione nucleare.

Se le intenzioni si tramuteranno in realtà, la Turchia diverrà la settima nazione al mondo a possedere questa tecnologia.

Il vantaggio del sottomarino a propulsione nucleare è rappresentato dall’autonomia, praticamente illimitata, e la possibilità di rimanere immersi per lunghi periodi, aumentando le capacità ISR e di attacco furtivo.

Evidentemente, un programma del genere richiede tempo e competenze tecniche; probabilmente, i Turchi, nonostante gli sforzi nazionali industriali ed accademici, dovranno ricorrere alle consulenze straniere per il reattore.

Non è un impegno da poco, saranno necessarie molte risorse umane, tecniche e finanziarie; peraltro, come insegna la storia recente non bisogna sottovalutare la Turchia, le cui industrie del settore Difesa hanno compiuto veri e propri passi da gigante grazie al generoso supporto statale, sfornando prodotti avanzati che ottengono crescenti successi anche presso Paesi NATO.

Il solo accenno alla possibilità di un sottomarino turco a propulsione nucleare ha mandato in fibrillazione Atene che assiste con crescente apprensione al riarmo turco sempre più tecnologicamente avanzato.

Di certo, la possibilità che la Turchia si doti nel medio-lungo periodo di un sottomarino a propulsione nucleare cambia e non poco le prospettive per l’intero bacino del Mediterraneo compresa ovviamente l’Italia.

Foto via social network

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