Negli Stati Uniti la Lockheed Martin sta considerando l’evoluzione dell’F-35 Joint Strike Fighter in una piattaforma con equipaggio opzionale per potenziarne le capacità di “quinta generazione”.

Relativamente le novità previste per il Lightning II, il CEO di Lockheed Marin, Jim Taiclet, ha presentato nuovi miglioramenti per il caccia stealth, inclusi rivestimenti che assorbono radar e infrarossi ed una modalità operativa senza equipaggio.
Su questo aspetto Taiclet ha sottolineato che potrebbe essere possibile rendere facoltativo il pilotaggio dell’aereo grazie agli sviluppi tecnologici già in buona parte realizzati.
Il concetto prevede che l’F-35 possa volare senza pilota in alcune missioni specifiche, con l’integrazione di tale capacità che potrebbe iniziare presto ed un primo volo senza equipaggio potrebbe essere effettuato entro pochi anni se i finanziamenti e gli sforzi di sviluppo proseguissero come previsto.
Questa evoluzione segue le feroci critiche da parte del facoltoso imprenditore Elon Musk, all’epoca al vertice del DOGE ed influente consigliere del Presidente Donald Trump, sul futuro dei caccia pilotati nel contesto di una guerra moderna, che aveva giudicato l’F-35 troppo costoso e complesso, preconizzando la prossima fine dei velivoli da combattimento pilotati.
Peralto, l’F-35 resta un pilastro della potenza aerea occidentale, ampiamente impiegato dagli Stati Uniti e da diverse nazioni partner e con numeri di velivoli in costante aumento e diffusione.
Da parte sua Lockheed Martin, nonostante la pesante sconfitta riportata nel concorso NGAD per il velivolo da combattimento di 6a generazione a favore di Boeing, sta attualmente aggiornando il software dell’F-35 con il programma di modernizzazione Block 4 che permetterà al velivolo di ottenere nuove capacità operative e di migliorare quelle già disponibili.
Foto credit @Lockheed Martin