Cortocircuito politico-militare tra Spagna ed Israele

In Spagna il Ministero della Difesa di Madrid ha revocato le licenze alla “PAP Tecnos”, filiale spagnola dell’azienda israeliana Rafael Advanced Defense System, per la produzione di missili anticarro Spike LR2 nel Paese e sta cercando di riorientare il programma alla ricerca di alternative.

Inoltre, la Difesa ha deciso di evitare la tecnologia israeliana nel nuovo sistema lanciarazzi multiplo SILAM di Elbit Systems basato sul PULS per un programma da 576 milioni di euro, optando invece per una tecnologia interamente spagnola, quest’ultima realizzata da Escribano ed Expal-Rheinmetall.

Questa decisione è stata presa prima degli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023, allorquando il Governo aveva assegnato a Rafael ADS un contratto per la fornitura di 168 lanciatori con 1678 missili anticarro Spike LR2 di quinta generazione, imputando l’obsolescenza dei sistemi precedenti e la necessità di sostituirli con tecnologie più moderne impiegate da Paesi Alleati.

Il ripensamento è parte degli sforzi del Ministero della Difesa di Madrid per ridurre la dipendenza dalla tecnologia israeliana, in risposta alla richiesta dei partiti politici che sostengono il Governo di imporre un embargo sulle armi a Israele e che sono per il riconoscimento di uno Stato palestinese.

Tuttavia, vi sono diversi problemi poiché alcuni programmi in corso sono tecnologicamente legati ad aziende israeliane, ma il Ministero della Difesa spagnolo sta lavorando per diminuire questa dipendenza e raggiungere l’indipendenza tecnologica.

Foto credit @Rafael Advanced Defense Systems Ltd.