Negli stessi giorni in cui immagini dettagliate di un misterioso ekranoplano cinese iniziano a circolare a livello internazionale, negli Stati Uniti si registra la fine anticipata del programma Liberty Lifter, promosso dalla DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) per sviluppare un velivolo da trasporto strategico capace di sfruttare l’effetto suolo.
L’ekranoplano cinese in piena vista

Negli ultimi giorni sono state pubblicate sui social diverse immagini di un grande velivolo cinese progettato per volare appena sopra la superficie del mare sfruttando il cosiddetto effetto suolo. Questa tecnologia, già sperimentata dall’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda con i leggendari “Caspian Sea Monster” e i velivoli della classe Lun, consente di combinare la velocità del volo con l’efficienza energetica di un mezzo navale a bassissima quota.
L’ekranoplano avvistato in Cina ha una configurazione che richiama proprio quella sovietica: ali basse, propulsione posteriore e fusoliera che ricorda più quella di una nave che di un velivolo tradizionale.

Seppur non siano stati pubblicati dati tecnici ufficiali le foto mostrano un velivolo effetto suolo dotato di quattro motori, doppio impennaggio di coda e due grossi galleggianti posti alle estremità alari.
Liberty Lifter
Pochi giorni dopo l’apparizione dell’ekranoplano cinese, la DARPA ha annunciato la conclusione del programma Liberty Lifter, un progetto ambizioso nato per realizzare un velivolo a basso costo, adatto al decollo e all’atterraggio in acque agitate, in grado di trasportare carichi pesanti e supportare le forze armate statunitensi in contesti austere e privi di infrastrutture aeroportuali.
Il Liberty Lifter avrebbe dovuto coniugare la capacità strategica di un velivolo cargo con l’autonomia e flessibilità di una “nave“. Due contractor – General Atomics e Aurora Flight Sciences (Boeing) – erano stati selezionati per le fasi preliminari.

Tuttavia, anziché procedere con la costruzione di un dimostratore così come inizialmente previsto, l’agenzia ha deciso di collaborare con l’industria e i partner del Dipartimento della Difesa per favorire una rapida transizione delle tecnologie sviluppate, con l’obiettivo di accelerare l’impiego operativo di piattaforme ispirate ai risultati ottenuti.
Il fatto che la Cina sembri aver realizzato – o almeno mostrato – un ekranoplano operativo proprio mentre gli Stati Uniti abbandonano il loro programma solleva interrogativi. Non si tratta di un confronto diretto, ma la coincidenza alimenta le riflessioni sulle priorità strategiche delle due potenze.
Gli ekranoplani, pur con i loro limiti (mari agitati e manovrabilità ridotta), offrono vantaggi potenziali in termini di rapidità di proiezione, evasione radar, carico utile e costo operativo, specialmente in teatri come il Mar Cinese Meridionale. La Cina, più propensa ad accettare soluzioni ibride e non convenzionali, sembra disposta a puntare anche su questi asset per espandere la propria influenza marittima.
Gli Stati Uniti, al contrario, paiono aver giudicato il programma Liberty Lifter troppo rischioso o poco allineato alle esigenze future del Pentagono.