Italia e Giappone, entra in vigore l’accordo ACSA per il supporto reciproco delle Forze Armate

È entrato ufficialmente in vigore l’Accordo di Acquisizione e Servizi Incrociati (ACSA) tra Italia e Giappone, un’intesa che consentirà alle Forze Armate dei due Paesi di rifornirsi reciprocamente di beni e servizi in maniera rapida, sicura ed efficace.

Il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha sottolineato come l’ACSA rappresenti il culmine di un percorso diplomatico e militare avviato da anni, formalizzato con la firma del 25 novembre 2024 insieme all’allora Ministro della Difesa giapponese Takeshi Iwaya.

“Si traduce oggi in uno strumento concreto per rafforzare la collaborazione tra i nostri Paesi e favorirne lo sviluppo anche nel campo delle tecnologie avanzate. Italia e Giappone, legati da una storica amicizia e da un partenariato strategico, intensificano il loro impegno comune per la pace e la sicurezza internazionale” ha dichiarato Crosetto.

Cosa prevede l’ACSA

L’accordo introduce un meccanismo di interoperabilità logistica che permetterà a Roma e Tokyo di scambiarsi carburante, lubrificanti, munizioni, pezzi di ricambio, supporto tecnico e manutentivo. Sono inclusi anche servizi di assistenza medica, trasporto di personale e materiali, oltre alla possibilità di utilizzare reciprocamente infrastrutture come basi, porti e aeroporti. In questo modo si riducono tempi e complessità burocratiche legate alla fornitura di supporto operativo, rendendo più efficiente la cooperazione durante missioni multinazionali, esercitazioni congiunte o interventi umanitari.

Gli altri accordi del Giappone

Il Giappone ha già siglato accordi analoghi con i suoi principali partner strategici. Quello con gli Stati Uniti, il primo e più importante, costituisce il pilastro della sicurezza nipponica nell’Indo-Pacifico. Con l’Australia, l’ACSA si è rivelato cruciale per le attività congiunte nel Pacifico e per il quadro di cooperazione del “Quad” insieme a Stati Uniti e India. Con il Regno Unito, l’intesa del 2017 ha favorito lo svolgimento di esercitazioni e la nascita di nuove collaborazioni industriali, mentre con la Francia, dal 2018, si sono intensificate le missioni coordinate soprattutto nell’Oceano Indiano.