Corea del Nord, da Hero Kim Kun Ok al nuovo SSBN: l’evoluzione della minaccia nucleare subacquea di Pyongyang

A fine dicembre 2025 i media di Stato nordcoreani hanno diffuso, per la prima volta, immagini relativamente complete di quello che Pyongyang presenta come un “sottomarino strategico a propulsione nucleare” in costruzione, mostrato durante un’ispezione di Kim Jong-un in un impianto coperto. 

Secondo la versione ufficiale, si tratterebbe di una piattaforma destinata a diventare un pilastro della deterrenza nucleare del Paese. In parallelo, l’uscita mediatica si inserisce in una fase di accelerazione più ampia del rinnovamento navale nordcoreano, che negli ultimi anni ha visto l’emersione di nuove unità di superficie di grande tonnellaggio e un’intensificazione delle speculazioni su possibili contributi tecnici russi.

KCNA e la stampa regionale che ha analizzato le fotografie descrivono un battello da circa 8.700 tonnellate. Le immagini mostrano lo scafo in una grande hall di costruzione, con rivestimenti e primer visibili su ampie porzioni della struttura esterna. 

Sul piano della configurazione, due elementi emergono con chiarezza dalle analisi open source e da valutazioni riportate da media sudcoreani con un comparto missilistico integrato nella zona della vela e la presenza di fino a 10 tubi di lancio verticali e 6 tubi lanciasiluri a prua, secondo una valutazione attribuita al Korea Defense and Security Forum (KoDef) basata proprio sulle immagini diffuse.

SSBN “nucleare” o progetto ancora da dimostrare?

Il punto più delicato non riguarda tanto lo scafo o la presenza di celle di lancio, quanto la propulsione nucleare. KCNA definisce il battello “nuclear-powered”, ma allo stato attuale non esistono evidenze pubbliche e verificabili sulla maturità del reattore navale (design, schermature, sicurezza, ciclo combustibile), l’integrazione effettiva dell’apparato propulsivo e capacità di prova in mare e, soprattutto, di condotta operativa prolungata e silenziosa (quieting). 

Alcuni analisti, citati da AP, osservano che la presentazione di uno scafo apparentemente molto avanzato potrebbe suggerire che componenti interni “core” siano già stati installati (motore e forse parte del sistema legato al reattore), ma restano valutazioni inferenziali.

Pukguksong, e l’ipotesi “Pukguksong-6”

Sul potenziale carico utile, la famiglia Pukguksong resta la candidata naturale: è l’asse storico dello sviluppo SLBM nordcoreano. Tuttavia, proprio la compatibilità tra dimensioni dei missili, lunghezza delle celle e prestazioni reali è un’incognita.

Un’analisi di 38 North ha indicato come possibile candidato per un futuro battello “strategico” il missile Pukguksong-6, mostrato in parata nell’aprile 2022 ma non ancora testato in volo. In base alle dimensioni stimate (circa 13 m), lo stesso studio sostiene che, in teoria, potrebbe arrivare a portate dell’ordine di 12.000 km (dipendenti però da payload e profilo di missione). 

L’Open Nuclear Network sottolinea, più in generale, come la serie Pukguksong abbia visto pochi test di volo rispetto al numero di varianti presentate, un elemento che invita alla prudenza nel trasformare “parata” in “capacità operativa”. 

Nel pacchetto comunicativo di KCNA, oltre al sottomarino, compaiono riferimenti a nuovi sistemi subacquei e a munizionamento/armamenti osservati in altre immagini di ispezione. La stampa sudcoreana riporta che, nelle foto, sarebbero visibili anche nuovi siluri pesanti (con accorgimenti per ridurre la segnatura) e sistemi che potrebbero includere mine o ulteriori “underwater weapons”. 

Il confronto con l’“Hero Kim Kun Ok”

Oggi la Korean People’s Navy ha già un battello presentato come “nucleare tattico”, l’Hero Kim Kun Ok (2023), classe Romeo modificato a propulsione diesel-elettrica, ma dotato secondo la stampa locale di capacità di lancio di missili SLBM con testata nucleare.

La stessa analisi CSIS/Beyond Parallel ricorda che le autorità militari sudcoreane valutarono il battello “non in grado di operare normalmente” poco dopo la presentazione.

Cantieristica in accelerazione e “fattore Russia”?

L’uscita sul sottomarino arriva mentre la Corea del Nord spinge con decisione sulla cantieristica militare. Nel 2025, ad esempio, è stata documentata la vicenda dei nuovi cacciatorpediniere (classe Choe Hyon, ~5.000 t) e il recupero rapido di una nave dopo un grave incidente di varo: un caso che, al netto della propaganda, segnala risorse e priorità allocate al settore. 

Sul versante cooperazione esterna, Reuters ha riportato in ottobre 2025 dichiarazioni del ministro della Difesa sudcoreano secondo cui Pyongyang avrebbe probabilmente ricevuto supporto tecnico russo per lo sviluppo di sottomarini, nel contesto di un rafforzamento della cooperazione militare bilaterale. 

AP, nel coprire le immagini di dicembre 2025, richiama a sua volta valutazioni di esperti che collegano l’allineamento Mosca–Pyongyang alla possibilità di trasferimenti tecnologici sensibili (pur senza prove definitive pubbliche).