Raytheon, un’azienda del gruppo RTX, ha annunciato di aver completato con successo un test balistico per il Next Generation Short Range Interceptor (NGSRI) dell’US Army, in vista della sostituzione dell’attuale missile superficie-aria FIM-92 Stinger.

Tale prova rappresenta un altro test balistico di successo per l’NGSRI di Raytheon, dimostrando la capacità del missile di tracciare bersagli con droni e di poter essere lanciato da un lanciatore portatile (MANPADS).
Raytheon ha finanziato la predetta prova per dimostrare la maturità tecnica e raccogliere dati critici in vista della dimostrazione di volo programmata.
I test sui motori a propellente solido con Northrop Grumman
L’anno scorso, Raytheon ha collaborato con Northrop Grumman per condurre con successo numerosi test sui motori a propellente solido Highly Loaded Grain (HLG).
L’HLG è una tecnologia a propellente solido per motori a razzo che offre una maggiore autonomia ed una maggiore potenza erogata rispetto ai motori a razzo convenzionali, ampliando così la gamma di motori NGSRI di Raytheon rispetto ad altri missili.
Il programma NGSRI
L’NGSRI è il nuovo missile a corto raggio dell’US Army, più veloce e con prestazioni migliori contro le minacce aeree rispetto agli attuali Stinger. Il missile potrà essere lanciato da un veicolo o da un lanciatore a spalla.
Al momento sono due i contendenti, Raytheon e Lockheed Martin, che sono stati selezionati dall’US Army per sviluppare ed allestire i prototipi del nuovo missile.
Raytheon propone un missile che è compatibile con gli attuali lanciatori da spalla dello Stinger, mentre Lockheed Martin per il suo NGSRI ha puntato su un’architettura a sistemi aperti e modulari, integrando intelligenza artificiale (AI) e machine learning per il riconoscimento dei bersagli.
La decisione dell’US Army relativa l’unico vincitore del concorso NGSRI è attesa per il 2028; seguirà la fase di produzione a basso ritmo (LRIP) per la distribuzione alle unità di prima linea per le prove operative e per il raggiungimento della Capacità Operativa Iniziale (IOC).
Fonte e foto credit @Raytheon (RTX)