Marlin 40, il best-seller navale di Leonardo si trasforma in Hystrix 40 per dominare contro i droni

Se il 76/62 di cui abbiamo scritto ieri è la “spada” a lungo raggio, l’Hystrix 40 ADS (Air Defence System) è lo scudo reattivo per le minacce a medio-corto raggio. Svelato come componente chiave del sistema integrato Michelangelo Dome, questo sistema punta a neutralizzare droni e minacce aeree che sfuggono ai missili, sfruttando la precisione in un pacchetto ad alta mobilità.

Un successo globale

Sebbene il sistema Hystrix sia una novità di inizio 2026, la sua genesi operativa ha radici solide. Il Marlin 40 vanta oltre 850 unità in servizio con 30 marine, ma il suo battesimo terrestre è già avvenuto in segreto.

Leonardo ha infatti già ottenuto un importante contratto con un paese dell’Estremo Oriente, che ha acquistato un numero significativo di torrette Marlin 40 ILOS su rimorchio per la propria Aeronautica. Attualmente, Leonardo è in gara per una seconda fornitura allo stesso paese, questa volta destinata all’Esercito. Questo modello di export, che vede Leonardo fornire i componenti “core” e l’industria locale gestire l’assemblaggio.

La tecnica

La versione terrestre, Hystrix 40 ADS, si distingue dalla controparte navale per scelte ingegneristiche mirate alla difesa aerea frenetica (C-UAS).

L’Hystrix spara al rateo di 300 colpi al minuto per saturare il bersaglio con il maggior numero di colpi nel minor tempo possibile.

Per inseguire droni veloci e manovrabili, i servomeccanismi garantiscono accelerazioni brucianti: 200°/s² sia in brandeggio che in elevazione, con velocità di punta di 120°/s (rotazione) e 75°/s (alzo).

La massa a secco è stata ridotta a 2.100 kg (100 kg in meno del modello navale). A pieno carico, con 72 colpi pronti al fuoco (circa 180 kg totali), il sistema rimane estremamente leggero per la sua classe.

Una volta esauriti i 72 colpi, l’operatore può ricaricare il sistema in meno di 5 minuti tramite un portello posteriore facilmente raggiungibile.

Per estendere ulteriormente il raggio d’azione e renderlo un sistema stand-alone, Leonardo sta collaborando con MBDA Italia per integrare sulla torretta il nuovo missile VSHORAD Fulgur.

Il munizionamento

Marlin 40mm

Il sistema gestisce diverse tipologie di munizioni che permettono di adattarsi alla tipologia di minaccia:

  • HE-PFF (High Explosive Pre-Formed Fragments): Proiettili ad frammentazione pre-formata con spoletta di prossimità programmata.
  • MPA (Multifunction Programmable Ammunition): Il fiore all’occhiello. È una munizione con sfere di tungsteno e una spoletta intelligente programmabile in 5 modalità:
    • Proximity: Esplode quando sente il bersaglio.
    • Gated Proximity: Si attiva solo in una specifica finestra temporale.
    • Airburst: Esplode a una distanza predeterminata.
    • Impact / Point Detonating: Esplosione all’impatto.

Il sistema può calcolare la velocità del proiettile alla bocca (Muzzle Velocity Radar) e correggere istantaneamente il tempo di volo per garantire una precisione chirurgica.

L’efficacia

I numero dimostrano le notevoli capacità di interdizione del sistema Hystrix 40 ADS quando impiega il munizionamento HE-PFF MPA (High Explosive Pre-Formed Fragments / Multifunction Programmable Ammunition), evidenziando la versatilità operativa del calibro 40mm contro uno spettro di minacce estremamente variegato. Nel contrasto alle minacce convenzionali ad alte prestazioni, come aerei da caccia ed elicotteri, il sistema assicura un raggio d’azione esteso, con l’apertura del fuoco che avviene rispettivamente a 6.1 km e 4.0 km, permettendo così di disturbare la manovra ostile ben prima che il vettore nemico possa portare a termine l’attacco a corto raggio.

(U.S. Navy photo by Ensign Drew Verbis/Released)

Il dato forse più significativo per gli scenari asimmetrici attuali riguarda però l’efficacia contro i droni: nel caso dei Micro UAV di Classe I, bersagli notoriamente sfuggenti per i sistemi tradizionali, l’Hystrix 40 mantiene una Probabilità di Neutralizzazione Cumulativa del 90% fino a una distanza di 900 metri. È infine cruciale osservare come, specialmente per le minacce più piccole come i Mini e Micro UAV, il divario tra la distanza di primo ingaggio e quella di neutralizzazione sia estremamente ridotto, a dimostrazione di come l’elevato rateo di fuoco e le spolette di prossimità riescano a generare una saturazione d’area letale in pochissimi istanti di volo.

L’evoluzione Janus D

La torretta opera in configurazione ILOS (Independent Line Of Sight), dotata cioè di sensori propri che la rendono autonoma nel calcolo balistico e nell’ingaggio.

Il prototipo attuale monta un sistema elettro-ottico di un fornitore esterno, tuttavia, la configurazione finale di serie farà un salto di qualità integrando il Leonardo Janus D; la versione completamente digitale e ottimizzata del celebre sensore, garantendo una “visione” perfetta anche contro minacce piccole e sfuggenti come gli UAS.

Jack-and-Go

La mobilità è assicurata dall’integrazione su camion IDV/Astra 8×8 (lo stesso telaio usato per i sistemi missilistici SAMP/T, garantendo uniformità logistica). Una caratteristica distintiva è la capacità autonoma di scarramento: il pianale è dotato di stabilizzatori idraulici che permettono di scaricare la torretta e lasciarla sul terreno come difesa fissa, liberando il veicolo. Il sistema include un container per l’elettronica e controllo, rendendolo un nodo difensivo autosufficiente.

Il vantaggio del 40mm

Leonardo scommette sul calibro 40mm come “sweet spot” del mercato rispetto ai sistemi d’arma che impiegano direttamente i calibri 30/35mm dato che offre un volume interno sufficiente per ospitare elettronica avanzata e un carico esplosivo letale.

Secondo Leonardo, un colpo da 40mm costa il 35-50% in meno rispetto a uno da 35mm, un fattore decisivo quando si devono abbattere sciami di droni economici.

La munizione programmabile offre 5 modalità di ingaggio, tra cui la micidiale Gated Proximity + Airburst, creando un muro di frammenti impossibile da evitare.

    Il prototipo è atteso entro la fine del 2026, pronto a dimostrare che il “40mm” ha ancora molto da dire nella guerra moderna.