Nel corso della presentazione del Piano Industriale 2026-2030, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Leonardo Roberto Cingolani, parlando della roadmap per il “Michelangelo Dome”, ha rivelato che il gruppo condurrà versa la metà dell’anno test in volo fra velivoli pilotati che controllano velivoli da combattimento non pilotati o droni gregari, noti anche come “adjunct”.

“A metà del 2026 dimostreremo il primo “War Case”, ha rivelato Cingolani, evidenziando come il Michelangelo Dome abbracci un contesto multi-dominio, dove l’impiego congiunto di piattaforme aeree pilotate e non è destinato a contribuire alla rete di assetti C2, sensori ed effettori, per ottenere la neutralizzazione della minaccia, nel miglior modo possibile ed indipendentemente dal sistema utilizzato nell’ambito del concetto di “kill web” o “any sensor, best or any shooter”, (“qualsiasi sensore, il migliore o qualsiasi tiratore”).
Il Manned-Unmanned Teaming
“Faremo volare un velivolo “madre”, rappresentato dal nostro caccia leggero d’attacco M-346, che controllerà due velivoli da combattimento senza pilota. Questi ultimi sono costituiti dai velivoli congiuntamente prodotti con i nostri colleghi in Baykar e saranno controllati direttamente dal velivolo “madre” pilotato,” ha spiegato Cingolani dimostrando come il gruppo stia velocemente gettando le basi per futuri sviluppi nel settore delle attività MUM-T o di impiego in team di piattaforme pilote e non (manned-unmanned teaming) rappresentati da droni gregari per missioni congiunte al futuro velivolo di sesta generazione GCAP in fase di sviluppo congiunto da parte di Giappone, Gran Bretagna ed Italia.
Nel corso della presentazione agli investitori ed alla stampa, l’A.D. di Leonardo non ha aggiunto altro ma, rispondendo ad una domanda sull’argomento nel corso della successiva conferenza stampa, ha precisato che Leonardo vuole portare a termine due campagne di test: la prima è prevista intorno ad aprile-maggio e sarà riservata, mentre la seconda più avanti nell’anno sarà resa pubblica. Non è stato fornito alcun dettaglio sulle attività che saranno svolte e sui luoghi in cui saranno eseguite le medesime.
La joint venture Leonardo Baykar Aerospace Systems
Leonardo è partner dell’azienda turca Baykar Technologies attraverso la joint-venture LBA Systems, che si dedica allo sviluppo di tecnologie senza pilota, sfruttando forti sinergie industriali con i prodotti di punta di Baykar e abbracciando la progettazione, sviluppo, equipaggiamento con sistemi e sensori di Leonardo nonché certificazione e manutenzione nel corso della vita operativa in Italia.

Per questo motivo, i processi produttivi saranno delocalizzati in diverse località italiane, tra cui Villanova d’Albenga, dove i TB2 e gli Akinci saranno assemblati presso lo stabilimento Piaggio Aerospace; Ronchi dei Legionari, dove, oltre alla produzione di droni proprietary, si effettuerà anche l’assemblaggio finale del TB3, unitamente all’integrazione in loco di sensori e armamenti; e Grottaglie, dove saranno assemblati i caccia senza pilota Kizilelma.
Kizilelma e M-346 per l’attività MUM-T
Sebbene non siano stati forniti dettagli sul tipo di piattaforma da combattimento senza pilota che sarà utilizzato, l’indicazione di quest’ultima tipologia prodotta congiuntamente con Baykar, ed il fatto che il Kizilelma entrerà nel perimetro delle attività della LBA Systems, fa ritenere che tale attività sarà condotta a termine con quest’ultima piattaforma.

L’attività meglio definita di MUM-T fra la versione o meglio dire il prototipo della versione più avanzata e d’attacco dell’M-346 che Leonardo sta utilizzando per lo sviluppo di quest’ultima, ha il vantaggio dell’abitacolo doppio in tandem, dove uno dei piloti può essere destinato al controllo dei droni gregari mentre l’altro si dedica al pilotaggio ed alla gestione dello spazio aereo e della missione.
“Mentre aspettiamo il caccia di sesta generazione, possiamo già fornire ai clienti piattaforme aggiuntive che possono operare congiuntamente con aeromobili esistenti,” ha osservato Cingolani. Quest’ultimo ha quindi enfatizzato il fatto che mentre si aspetta il caccia di sesta generazione, Leonardo può già fornire capacità ai clienti che non hanno le possibilità di acquistare grandi piattaforme, assicurando l’impiego congiunto degli unmanned con gli aeromobili esistenti.
Foto credit @Leonardo e @Baykar Technologies