Nei Paesi Bassi il Governo ha accelerato drasticamente l’adozione di droni e sistemi di difesa a seguito delle risultanze di oltre quattro anni di guerra tuttora in corso tra Russia ed Ucraina e delle ripetute incursioni da parte di velivoli a pilotaggio remoto non identificati subite in aree sensibili.

La decisione è stata supportata dall’attivazione di un’ampia campagna di reclutamento di specialisti nel settore, tanto che i Paesi Bassi sono diventati il primo paese della NATO a schierare droni in tutte le unità di combattimento.
Infatti, la Difesa dei Paesi Bassi in pochi mesi è riuscita ad arruolare centinaia di specialisti che operano in unità di combattimento e di difesa anti-drone o C-UAS.
Per l’ormai prossimo mese di aprile il Ministero della Difesa di Amsterdam prevede di avviare un’ulteriore offerta di arruolamento per oltre mille specialisti del settore.
Tutte e tre le Forze Armate sono state interessate da programmi di acquisto di droni di vario genere e diverse capacità.
I programmi della Koninklijke Luchtmacht
La Koninklijke Luchtmacht o Reale Aeronautica con propri ingegneri e tecnici, oltre ad aver immesso in linea gli MQ-9A Reaper, partecipa al programma Collaborative Combat Aircraft (CCA) della US Air Force che si propone di sviluppare e mettere in produzione su larga scala un velivolo senza pilota umano con autonomia crescente grazie al ricorso ad algoritmi sempre più sofisticati di intelligenza artificiale, a basso costo ed in grado di interagire con velivoli di quinta generazione come l’F-35A o di agire da solo od in sciami.
Le iniziative della Koninklijke Marine
La Koninklijke Marine o Reale Marina lavora sia su droni navali che aerei; per i primi sta ricevendo USV per missioni di contromisure mine, oltre veicoli sottomarini a controllo remoto (UUV) od autonomo (AUUV), ma anche per missioni di sorveglianza e di combattimento leggero; nel settore aereo ha appena acquistato 12 V-BAT di Shield AI, uas vtol che decollano ed atterranno in spazi di minime dimensioni e garantiscono numerose ore di volo per missioni ISR.
Koninklijke Landmacht sempre più impegnato nella trasformazione dronica
Il Koninklijke Landmacht o Reale Esercito da parte sua si sta dotando di droni aerei per missioni ISR, di attacco e sperimenta gli UGV oltre che la guida remotizzata di veicoli logistici, oltre a diffondere ad ogni livello l’uso di questi sistemi divenuti indispensabili nei coflitti moderni.
L’obiettivo è creare reparti in cui siano presenti unità che gestiscano i droni per missioni ISR, il supporto al combattimento e logistici e di protezione dalla minaccia o C-UAS.
L’esperienza dei Paesi Bassi nel settore dei droni
Come è noto i Paesi Bassi hanno partecipato (e tuttora partecipano) al finanziamento della produzione di oltre 600.000 droni per l’Ucraina attraverso l’iniziativa cd. “Drone Line”, un programma supportato da 880 milioni di dollari, inclusi finanziamenti da parte di Amsterdam, volto ad acquistare droni FPV, ISR e d’attacco prodotti in Ucraina.
In questo quadro è vivace la presenza industriale olandese nel settore con Avy (Amsterdam) che sviluppa di droni autonomi per monitoraggio a lunga distanza e per compiti logistici e con Robin Radar che progetta e produce i radar e suite di rilevamento dei droni nei sistemi C-UAS per la difesa di obiettivi sensibili ed aeroporti.
Foto credit @Koninklijke Landmacht