Si è svolto presso la Biblioteca Centrale dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano il convegno organizzato dal Centro Studi Esercito avente come tema “L’evoluzione tecnologica e dottrinale dell’ala rotante“.

Il convegno ottimamente guidato dal Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, già Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, ha rapprentato un importante terreno di confronto, fortemente sostenuto dallo Stato Maggiore dell’Esercito, che ha riunito autorevoli rappresentanti del mondo accademico, industriale ed ovviamente militare.
Questo primo articolo si concentra sugli interventi dei rappresentanti dello SME, delle Forze di Supporto al Combattimento e dell’AVES: in un secondo articolo saranno presi in considerazione gli interventi degli esponenti dell’industria, accademici e del CSE.
Presente e futuro della componente elicotteristica dell’AVES
Tra gli interventi più interessanti perché attinente alla situazione attuale e futura della componente elicotteri dell’Esercito merita particolare attenzione quello del Generale di Divisione Salvatore Annigliato comandante dell’AVES.

L’AVES dell’Esercito Italiano è una componente fondamentale delle forze armate, dimostrando nel tempo una grande adattabilità in vari contesti operativi.
Tale componente ha operato in teatri lontani come l’Afghanistan, e in altre aree come il Medio Oriente, Europa e Italia, supportando attività di ricerca e soccorso e collaborazione nella lotta antincendio.
Recentemente, è stata avviata una revisione della specialità, portando alla creazione di nuovi segmenti operativi. Per esempio, l’elicottero da esplorazione e scorta A129, nato come un modello controcarro, è stato evoluto in una versione multiruolo che mantiene capacità elevate nonostante l’età.
L’AW249 “sistema dei sistemi”
Il suo successore, l’elicottero AW249 che sta completando la fase di sviluppo, ha dimostarto un’ottima manovrabilità sul campo di battaglia ed avrà un peso di circa 7-8 tonnellate al decollo e rappresenterà il “sistema dei sistemi”, la summa tecnologica ed operativa nel settore degli elicotteri da combattimento.

Le prime consegne di questi elicotteri saranno effettuate da Leonardo entro la fine del 2027; questo elicottero avrà una capacità maggiore rispetto all’attuale AW129D ed un sistema di sensoristica che lo renderà molto versatile essendo progettato per operare in sinergia con droni (MUM-T – Man-Unmanned Teaming) ed altre piattaforme terrestri od aeree in bolle tattiche multidominio in cui l’Esercito Italiano sta progressivamente adattandosi ed evolvendosi anche alla luce delle risultanze degli attuali campi di battaglia.
Attualmente, oltre il prototipo sono stati realizzati tre esemplari di preserie, che successivamente saranno portati allo standard operativo, ora impegnati a completare la complessa fase di sviluppo e di certificazione; sotto contratto vi sono 17 esemplari di serie su un totale di 48 elicotteri di prevista acquisizione.
CH-47F ed NH-90
Inoltre, nelle fila dell’AVES opera il CH 47 nella sua versione avanzata, Foxtrot F Block I, che sta seguendo l’innovazione internazionale, in particolare analizzando le tendenze americane per sviluppi futuri. Oggi, questi elicotteri mostrano performance elevate grazie all’integrazione di nuove tecnologie.

Un’altra risorsa chiave è rappresentata dall’NH 90, un elicottero da trasporto tattico sviluppato con la Marina Militare, che può imbarcare fino a 12 soldati completamente equipaggiati ed opera in diverse condizioni. È dotato di sistemi avanzati per supportare i piloti in operazioni notturne e diurne. Tuttavia, è fondamentale riflettere sull’integrazione delle nuove tecnologie e sul miglioramento delle capacità esistenti.
Il nuovo LUH AW169 ed il vecchio AB-205
Recentemente, è stata ricevuta una nuova flotta di elicotteri LUH AW169, che porta innovazioni nei sistemi e rotori, oltre a sfruttare l’esperienza acquisita nella progettazione del modello AW249.

È importante anche considerare le flotte legacy, alcune delle quali sono più vecchie di molti membri del personale attualmente in servizio, come l’elicottero AB 205 ancora in servizio, che riveste un ruolo cruciale come supporto operativo. Un aspetto essenziale di questi elicotteri è anche la capacità di effettuare evacuazioni mediche, dimostrando così la loro versatilità e utilità.
Lo stato dell’AVES
Attualmente, secondo il Generale Salvatore Annigliato lo stato di salute dell’AVES è buono grazie all’esperienza accumulata. I piloti sono addestrati a volare in diverse condizioni ed a utilizzare infrastrutture avanzate. La vera sfida non risiede tanto nella manovra degli elicotteri, ma nella gestione di una crescente quantità di sistemi tecnologici che richiedono un notevole impegno cognitivo.

Il Comandante dell’AVES ha voluto sottolineare che è fondamentale evitare giudizi affrettati sulle capacità degli elicotteri, poiché ognuno di essi ha caratteristiche specifiche che devono essere utilizzate in base alle necessità operative. L’adattamento alle aspettative ed alle situazioni è cruciale, e il commento di esperti è sempre utile per rifinire l’uso di questi mezzi.
Le risultanze del conflitto in corso tra Russia ed Ucraina
Di notevole interesse anche l’intervento del Generale di Corpo d’Armata Giovanni Gagliano, Comandante delle Forze di Supporto al Combattimento, che ha incentrato il suo intervento sullo spettacolare ed al tempo stesso drammatico impatto che hanno avuto i droni nei moderni campi di battaglia.

Infatti, il Generale Gagliano ha ricordato che nel conflitto in corso tra Russia ed Ucraina, sono stati abbattuti tra 250 e 300 elicotteri russi e 80-100 elicotteri ucraini. I numeri sono influenzati dalla disponibilità limitata di elicotteri da parte degli ucraini, non dalla loro bravura. Questo indica che il ruolo degli elicotteri deve essere ripensato, mantenendo però la loro utilità. Come sottolineato dal Generale Farina ad apertura del convegno, in alcune operazioni, come avvemuto in Venezuela, l’elicottero è stato fondamentale. Tuttavia, nei conflitti attuali, la flessibilità è essenziale dato che gli scenari operativi sono diventati sempre più complessi ed allo stesso tempo imprevedibili.
L’impatto spettacolare e drammatico dei droni nei conflitti in corso
E’ impressionante il numero di droni oggi operativi nel teatro bellico russo ed ucraino; attualmente, si stima che in Ucraina vi siano circa 10.000 droni in volo ogni giorno, e l’Ucraina ha prodotto 4 milioni di droni nel solo 2025.
I droni hanno causato il 70% delle vittime di questa guerra, evidenziando la loro importanza nei conflitti moderni.

Secondo lo SME Gli elicotteri devono essere integrati con i droni, creando un sistema di comando e controllo (C2) che possa gestire tutti gli assetti sul campo di battaglia. Ogni elemento, che sia un soldato o un veicolo, deve essere connesso e integrato in questa bolla multidomino.
Il ricorso necessario a sistemi di intelligenza artificiale
Per il Generale Gagliano si rende necessario un sistema in grado di sfruttare l’intelligenza artificiale per identificare minacce in tempo reale. Non si tratta solo di progetti futuri, ma di pratiche già sperimentate, come dimostrano le due Brigate già dotate di queste tecnologie, di cui una è la Brigata Paracadutisti Folgore.
Il Comandante delle Forze di Supporto al Combattimento ha rimarcato l’importanza della partnership tra industria e le forze militari chiamate a collaborare per integrare gli elicotteri e rendere i sistemi flessibili e pronti all’uso. L’integrazione rende un elicottero più efficace ed un moltiplicatore di forza nel campo di battaglia.
Nonostante l’auspicata adozione di sistemi di intelligenza artificiale sempre più sviluppati e funzionali, secondo lo SME l’operatore umano dovrà rimanere coinvolto, coordinando le operazioni tra risorse umane e sistemi senza pilota, cd. Human-in-the-Loop (HITL).
L’elicottero riveste ancora un ruolo fondamentale nelle operazioni
A chiudere gli interventi dei militari in servizio vi è stato quello del Generale di Corpo d’Armata Salvatore Cuoci, Sottocapo di Stato Maggiore che oltre a portare i saluti del Generale Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, ha sottolienato che negli ultimi tempi, vi è stato un rapido cambiamento nei conflitti, specialmente riguardo all’uso della tecnologia militare.

In passato, operazioni militari avvenivano in contesti di sovranità totale, con strumenti come l’elicottero considerati fondamentali. Oggi, l’argomento dell’elicottero rimane rilevante, così come la questione della sopravvivenza tecnologica, che richiede aggiornamenti costanti delle tecnologie impiegate.
Continua innovazione tecnologica
Dall’esperienza del conflitto ucraino, è emersa l’esigenza di modificare le tecnologie ogni due settimane, poiché le contromisure si evolvono rapidamente. È quindi cruciale collaborare per un’adeguata riconversione industriale. Attualmente, è necessario considerare tutti gli strumenti disponibili, come elicotteri e droni, poiché le Forze Armate erano progettate per un tipo di guerra diverso. Si parla di responsabilità nell’utilizzo delle risorse disponibili, per essere efficaci e pronti.
L’elicottero AW 249 nell’Esercito Italiano è paragonato al F-35 dell’Aeromautica Militare e della Marina Militare, trattandosi di un sistema avanzato in grado di operare in connettività e creare superiorità informativa. Con l’aumento dell’uso di droni, le operazioni dovranno fronteggiare nuove minacce, rendendo necessario un incremento delle capacità di sopravvivenza degli elicotteri e sistemi di armamenti che possano essere aggiornati in tempi rapidi e senza costi eccessivi; questa tematica si lega al problema dei tempi di approvvigionamento di attrezzature militari, che sono diventati più lunghi e costosi.
Verso un nuovo Esercito Italiano
Il Generale Cuoci ha concluso che è essenziale sviluppare un Esercito che possa rigenerarsi rapidamente, in modo da garantire la sostituzione delle perdite il che richiede un addestramento più breve e macchine tecnologicamente avanzate che non presentino un carico cognitivo eccessivo per i soldati. È una questione urgente da affrontare per migliorare l’efficacia delle Forze Armate.
Foto credit @Esercito Italiano