Il Governo Italiano, dopo un’analisi complessiva, ha deciso di presentare la richiesta di aderire al SAFE, il Security Action For Europe, fondo per la sicurezza europea.

E’ stato lo stesso Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ad annunciare il cambio di strategia del Governo Italiano.
Il Ministro Giorgetti ha dichiarato che i debiti contratti con il ricorso al SAFE sono considerati più convenienti ai classici BTP, e serviranno a finanziare le spese d’investimento nel comparto Difesa in larga parte già previste ed avviate.
La richiesta italiana
Infatti, il SAFE consente di finanziare anche commesse per sistemi d’arma ed equipaggiamenti già in corso, a partire dalle spese militari previste per il quinquennio 2026-2030, con minor onere per il bilancio statale nel periodo di riferimento.
A tal fine, il Governo Italiano richiederà un prestito complessivo di 14 miliardi di euro in 5 anni, con i rimborsi che saranno attivati a partire dal 2035 e che si esauriranno nel arco temporale massimo di 45 anni.
Così, dopo Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Lettonia, Lituania, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia, Spagna ed Ungheria anche l’Italia ha deciso di ricorrere al SAFE.
Il meccanismo SAFE
La domanda di adesione deve pervenire entro il 30 novembre di quest’anno ed è valutata dalla Commissione che, finora, ha ricevuto richieste per circa 127 miliardi di euro dai 18 Paesi.
Il SAFE prevede fondi per un massimo di 150 miliardi di euro in prestiti agevolati destinati al rafforzamento della capacità industriale e tecnologico nel settore della Difesa e della Sicurezza.
Il fondo sarà impiegabile anche per finanziare l’acquisto di sistemi d’arma ed equipaggiamenti fabbricati al di fuori dell’Unione Europea, ma per un importo complessivo non superiore al 35%; questo consentirà di eseguire acquisti soprattutto negli Stati Uniti, Regno Unito e Norvegia nonché in Canada, Israele e Brasile, i principali Paesi extra UE le cui industrie della Difesa sono largamente attive sul mercato comunitario.
I prestiti ottenuti dal SAFE potranno essere impiegati principalmente per l’acquisto di missili da difesa aerea, munizioni d’artiglieria, droni e sistemi C-UAS e sistemi di difesa antimissile.
Ulteriori possibili acquisti finanziati dal SAFE riguardano navi di superficie e sottomarini, mobilità nei vari domini, spazio, cybersecurity ed intelligenza artificiale (AI).
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