Warning: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at /var/www/html/wp-content/themes/generatepress-child/functions.php:1) in /var/www/html/wp-includes/feed-rss2.php on line 8 Leonardo – Ares Osservatorio Difesa https://staging.aresdifesa.it Il tuo portale mondo della Difesa Mon, 08 Jun 2026 22:28:13 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://aresdifesa.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-AresLogo-32x32.jpg Leonardo – Ares Osservatorio Difesa https://staging.aresdifesa.it 32 32 Immessa in servizio in Pakistan la corvetta missilistica PNS Khaibar https://staging.aresdifesa.it/immessa-in-servizio-in-pakistan-la-corvetta-missilistica-pns-khaibar/ Wed, 08 Apr 2026 10:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66494 Leggi tutto]]> La Marina Militare pakistana ha ufficialmente immesso in servizio la PNS Khaibar (F 282), seconda corvetta lanciamissile di classe Babur derivata dalla corvetta multiruolo turca MILGEM.

La PNS Khaibar è stata costruita ed allestita dal cantiere navale di Istanbul, in Turchia, nell’ambito di una partnership strategica tra i due Paesi.

L’unità pakistana è ampiamente basata sul design delle corvette di classe Ada in servizio con la Marina di Ankara.

La PNS Khaibar (F-282) è una corvetta multiruolo progettata per operare in ambienti altamente contestati, con spiccate capacità di difesa aerea e di contrasto di superficie.

Caratteristiche delle corvette classe Babur

Le corvette di classe Babur dislocano circa 3.000 tonnellate, sono lunghe 108 metri, larghezza di 14,8 metri e pescaggio di 4 metri circa.

L’architettura propulsiva è di tipo CODAG o COmbined Diesel And Gas basata su una turbina a gas General Electric LM2500 e due motori diesel MTU 16V 595 TE90; la velocità massima si attesta attorno i 30 nodi e l’autonomia è di 3.500 miglia nautiche a velocità di crociera o 15 giorni in mare.

L’equipaggio di 93 marinai ed a bordo vi sono sistemazioni per ospitare altre 40 persone in base alle esigenze di missione.

Suite elettronica installata a bordo

La PNS Khaibar è dotata di un CMS  digitale integrato ADVENT di Havelsan che gestisce i dati raccolti dal radar di sorveglianza 3D SMART-S Mk2 di Aselsan operante in banda S in grado di tracciare fino a 500 bersagli contemporaneamente fino a 250 km di distanza, dal radar di navigazione a bassa probabilità di intercettazione (LPIR) Aselsan ALPER e dal radar di controllo del fuoco AKREP duale in banda banda X e Ka che opera a favore del sistema di artiglieria Super Rapido e del sistema missilistico antiaereo Albatros NG e dal sonar di chiglia YAKAMOS di Meteksan.

A bordo dell’unità vi è un sistema di sorveglianza elettro-ottica (EO/IR) Aselsan SeaEye-AHTAPOT, un sistema di ricerca e tracciamento agli infrarossi (IRST) PIRI di Aselsan ed un sistema di supporto elettronico (ESM) Aselsan ARES-2NC per intercettare, analizzare ed identificare le emissioni radar nemiche.

Le unità classe Babur sono dotate di sistema di scambio di informazioni navali MilSOFT (NIXS) C4I e di collegamento dati tattico “Link Green” sviluppato dall’industria pakistana.

Armamento

La difesa aerea è affidata a 12 celle VLS (Vertical Launch System) per missili superficie-aria Albatros NG (CAMM-ER), con una portata di circa 45-50 km, la prima applicazione navale del missile italo-britannico di MBDA.

Per il contrasto di superficie e l’attacco terrestre sono disponibili 6 lanciatori per missili antinave e da crociera, missili Harbah o P-282, disposti in due cluster tripli.

L’artiglieria è costituita da un cannone Leonardo Super Rapido da 76/62 mm, un sistema CIWS Aselsan GÖKDENİZ da 35 mm e da due RCWS Aselsan STOP da 25 mm per la difesa di punto.

Per la difesa antisommergibile sono presenti 2 lanciasiluri tripli Mark 32 da 324 mm per siluri leggeri, oltre un elicottero di classe massima 10 tonnellate, tipicamente un AW159, che dispone di ponte di volo e di hangar dedicati.

Nelle dotazioni di armamento delle corvette di classe Babur rientrano anche un sistema di contromisure siluri Aselsan HIZIR ed i lanciatori automatici di chaff e flare per sviare i missili a guida radar od infrarossa in arrivo.

Fonte e foto credit @Pakistan Navy

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Wyser-Pratte difende Cingolani: “Sarebbe ingerenza politica, Leonardo ha lavorato bene” https://staging.aresdifesa.it/wyser-pratte-difende-cingolani-sarebbe-ingerenza-politica-leonardo-ha-lavorato-bene/ Tue, 07 Apr 2026 15:17:31 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66504 Leggi tutto]]> L’eventuale sostituzione di Roberto Cingolani alla guida di Leonardo continua a far discutere anche fuori dall’Italia. A prendere posizione è Guy Wyser-Pratte, investitore attivista e fondatore di Wyser-Pratte Management, che ha definito l’ipotesi di un cambio al vertice un caso “da manuale” di ingerenza politica.

Secondo quanto riportato dalla stampa finanziaria internazionale, Wyser-Pratte ha accusato il governo italiano di voler intervenire in una società che, sotto la guida di Cingolani, ha ottenuto risultati industriali e di Borsa molto solidi. L’investitore ha sottolineato che Leonardo ha svolto un “lavoro fantastico” nel posizionarsi come uno dei possibili consolidatori del settore difesa europeo.

Il punto contestato non è solo la successione in sé, ma il metodo. Wyser-Pratte ha avvertito che una rimozione dell’attuale amministratore delegato rischierebbe di danneggiare la fiducia del mercato e gli interessi degli azionisti, ribadendo che il suo fondo è pronto a difendere la propria posizione e a sostenere il management della società.

La presa di posizione arriva in una fase delicata per Leonardo, il cui titolo ha reagito con una brusca flessione alle indiscrezioni sulla possibile sostituzione di Cingolani. Le ipotesi circolate in queste ore indicano che il governo starebbe valutando un nuovo nome in vista della scadenza del mandato dell’attuale ceo, con il board chiamato a esprimersi nelle prossime settimane.

Sul piano politico, il caso si inserisce nel più ampio riassetto delle partecipazioni statali italiane, con il governo impegnato a ridefinire gli equilibri ai vertici delle grandi aziende controllate o partecipate dallo Stato. In questo contesto, Leonardo resta uno degli asset industriali più sensibili, sia per il peso strategico nel comparto difesa sia per la forte attenzione degli investitori internazionali.

Per Wyser-Pratte, insomma, la continuità sarebbe preferibile al cambio: se un management sta creando valore, sostituirlo per ragioni politiche sarebbe una scelta difficile da giustificare anche sul piano di mercato.

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Leonardo, l’era Cingolani: tre anni che hanno cambiato il baricentro industriale https://staging.aresdifesa.it/leonardo-lera-cingolani-tre-anni-che-hanno-cambiato-il-baricentro-industriale/ Sat, 04 Apr 2026 12:23:40 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66432 Leggi tutto]]> Di giorno in giorno crescono le voci sulla possibile uscita di Roberto Cingolani da Leonardo, un percorso che in soli tre anni ha portato diversi cambiamenti all’interno del gruppo italiano che si trova ora di un posizione più solida sia finanziariamente che industrialmente.

L’arrivo di Roberto Cingolani alla guida di Leonardo nella primavera del 2023 coincide con una ridefinizione progressiva del modello operativo del gruppo, più che con una semplice fase di crescita economica. Il cambiamento riguarda la natura stessa del prodotto industriale: da portafoglio articolato di piattaforme e sistemi a un’architettura integrata centrata su sensoristica, dati e capacità multi-dominio.

Più ecosistema di missione

Nel triennio successivo si osserva una convergenza sempre più evidente verso l’elettronica per la difesa come asse portante. Radar AESA, sistemi di guerra elettronica, comunicazioni sicure e architetture C4ISR diventano il punto di gravità industriale attorno al quale ruotano le altre linee di business. Le piattaforme, elicotteri, velivoli e aerostrutture, non vengono ridimensionate, ma progressivamente integrate in un ecosistema in cui il valore si sposta dal mezzo alla capacità di missione.

Michelangelo Dome, l’opera più ardita

Questo passaggio è visibile nella crescente enfasi sui sistemi di integrazione e sulla gestione del dato operativo. Leonardo si muove verso un modello “any sensor – any effector”, in cui la priorità non è più il singolo asset ma la capacità di mettere in rete sensori, piattaforme e sistemi d’arma, riducendo i tempi di decisione e aumentando la resilienza operativa. In questo quadro si inserisce anche lo sviluppo di architetture nazionali multi-dominio, pensate per operare in continuità con le reti NATO ma con maggiore autonomia nella gestione del ciclo informativo.

Leonardo alle stelle

Parallelamente, il segmento spazio assume un ruolo sempre più operativo e meno ancillare. Le capacità di osservazione della Terra, comunicazione satellitare e gestione dei dati vengono integrate nel ciclo decisionale militare, contribuendo alla costruzione di una catena informativa continua tra dominio spaziale, terrestre, marittimo e aereo. Non si tratta più solo di upstream o downstream separati, ma di un’infrastruttura unica che alimenta i sistemi di comando e controllo.

Il Cyber come motore di sviluppo

Il rafforzamento del dominio cyber segue la stessa logica. La cybersecurity non è più un segmento isolato, ma un layer trasversale che protegge e abilita l’intera architettura operativa. L’integrazione tra cyber, elettronica e spazio rappresenta uno degli elementi più caratterizzanti della trasformazione in atto, con un crescente utilizzo di intelligenza artificiale e data fusion per la gestione delle minacce complesse.

Il terrestre torna protagonista

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Sul dominio terrestre, la gestione Roberto Cingolani segna un ritorno deciso di Leonardo come prime contractor, dopo anni di presenza più limitata. La joint venture Leonardo Rheinmetall Military Vehicles con Rheinmetall, formalizzata tra 2024 e 2025, rappresenta il perno di questa strategia: un’integrazione tra piattaforme terrestri pesanti e competenze elettroniche e sistemistiche.

L’obiettivo operativo è duplice: da un lato sviluppare e produrre nuovi veicoli corazzati per il mercato europeo, dall’altro integrare sensoristica, C4ISR e capacità digitali direttamente a bordo delle piattaforme. In questo modo il dominio terrestre viene ricondotto alla logica multi-dominio già adottata negli altri segmenti, trasformando il veicolo da semplice piattaforma a nodo attivo della rete operativa.

A completare il rafforzamento nel dominio terrestre si inserisce l’acquisizione di Iveco Defence Vehicles da parte di Leonardo, operazione strategica che riporta all’interno del gruppo una capacità industriale completa nel segmento dei veicoli militari. L’integrazione di IDV consente a Leonardo di controllare direttamente l’intera filiera, dalla progettazione alla produzione, e di combinare le piattaforme terrestri con le proprie competenze in elettronica, sensoristica e sistemi di comando e controllo.

L’ingresso nei droni e l’eredità di Piaggio

Un altro elemento distintivo della gestione Cingolani è il ruolo crescente dei sistemi unmanned. Droni aerei e navali, insieme alle relative architetture di comando e controllo, vengono inseriti come componenti strutturali del sistema operativo, non come capacità accessorie. Questo consente di estendere la presenza operativa, aumentare la persistenza e ridurre l’esposizione degli asset con equipaggio, in linea con le dottrine più recenti.

La nascita di una Joint Venture tra Leonardo e Bayrak, LBA Systems, permette all’azienda italiana di iniziare a lavorare con piattaforme già provate in condizioni operative migliorando ulteriormente il prodotto finale grazie all’integrazione della propria componentistica e sensoristica.

Il posizionamento tra le big company del mondo

Nel contesto internazionale, Leonardo rafforza la propria posizione nei programmi di lungo ciclo e ad alto contenuto tecnologico. La partecipazione al Global Combat Air Programme rappresenta in questo senso un elemento chiave. Il contributo del gruppo non si concentra sulla piattaforma in sé, ma sui sistemi di missione, sulla sensoristica avanzata e sull’integrazione avionica, cioè sulle componenti a maggiore valore operativo e tecnologico. Questo approccio riflette una scelta precisa: presidiare il “cervello” del sistema piuttosto che il solo vettore.

Ridurre per razionalizzare

Sul piano industriale, la riorganizzazione interna punta a ridurre la frammentazione e a migliorare l’integrazione tra divisioni. I programmi vengono sempre più sviluppati con una logica trasversale, in cui le competenze di elettronica, cyber e spazio vengono applicate in modo sistematico a tutte le piattaforme. Questo consente una maggiore standardizzazione tecnologica e una più rapida scalabilità delle soluzioni.

La vendita di WASS a Fincantieri oltre che a consentire maggiore fondi per investimenti e riduzione debiti razionalizza anche la logica aziendale ed il portafoglio dell’azienda.

I conti in tasca

Dal punto di vista economico-finanziario si evidenzia un rafforzamento netto dei fondamentali di Leonardo. I ricavi crescono con continuità fino a sfiorare i 20 miliardi nel 2025, accompagnati da un incremento dell’EBITA e da margini operativi in progressivo miglioramento. L’elemento più significativo è però la generazione di cassa, quasi raddoppiata rispetto al periodo pre-2023, che consente una riduzione dell’indebitamento netto da oltre 3 miliardi a circa 1 miliardo. Ne deriva un profilo finanziario più solido, con maggiore flessibilità per investimenti e operazioni industriali e un posizionamento più robusto sul piano del rating.

Una trasformazione ancora da concludere

Nel complesso, la trasformazione guidata da Cingolani non ha introdotto una rottura immediata, ma una progressiva riallocazione del valore lungo la catena industriale. Leonardo evolve da produttore di sistemi complessi a integratore di capacità multi-dominio, con un focus crescente su dati, sensoristica e architetture di comando e controllo. È in questo spostamento che si misura l’impatto più concreto della nuova gestione, più che nei soli indicatori economici.

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Altri venti Joint Assault Bridge ordinati dall’US Army https://staging.aresdifesa.it/altri-venti-joint-assault-bridge-ordinati-dallus-army/ Thu, 02 Apr 2026 08:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66314 Leggi tutto]]> Negli Stati Uniti l’Army Contracting Command, con sede presso il Detroit Arsenal in Michigan, ha assegnato un ordine di circa 45 milioni di dollari a DRS Sustainment Systems Inc. (Leonardo) per la fornitura di Joint Assault Bridge.

L’ordine si inserisce nell’ambito di un contratto già in essere e prevede la costruzione e consegna di 20 Joint Assault Bridge oltre le parti di ricambio.

Il detto contratto rientra nel ambito un accordo quadro pluriennale, che prevede l’acquisto da parte del US Army di un massimo di 365 M1110 JAB

I lavori di tale commessa saranno eseguiti a West Plains in Missouri, con una data di completamento prevista per il 31 marzo 2027.

M1110 Joint Assault Bridge

Il Joint Assault Bridge (JAB) o M1110 è un veicolo corazzato cingolato di ultima generazione, costruito su un telaio modificato del carro armato M1A1 Abrams ed è progettato per offrire capacità di ponte d’assalto e fornire libertà di manovra alle forze corazzate statunitensi ed alleate.

Il sistema JAB fornisce alle unità del genio che supportano le squadre di combattimento delle brigate corazzate (ABCT) una capacità di sopravvivenza, dispiegamento e sostenibilità per le operazipni.

L’M1110 o M1074 secondo la denominazione dell’US Army offre la capacità di superare guadi o spazi asciutti e libertà di manovra sul campo di battaglia per tenere il passo con le operazioni delle squadre di combattimento della brigata pesante formata da carri armati (MBT) Abrams e veicoli da combattimento della fanteria (IFV) Bradley supportate da unità di artiglieria su lanciarazzi pesanti M270A2 GMLRS e semoventi M109A7 Paladin.

Il sistema JAB è costruito attorno allo scafo di un carro armato M1A1 Abrams dotato di sospensioni rinforzate del M1A2 che sono integrate con un sistema idraulico in grado di lanciare o recuperare il ponte in meno di 3 minuti, riducendo drasticamente l’esposizione dell’equipaggio al fuoco nemico

L’M1110 trasporta e getta un ponte a forbice di tipo Heavy Assault Scissor Bridge (HASB) con lunghezza di circa 18,3 metri in grado di sopportare veicoli pesanti con classe di carico militare fino a MLC 95 o superiore, inclusi i moderni carri M1A2 SEPv3.

Fonte US Department of War

Foto credit @@Leonardo DRS

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IDV inaugura una nuova linea produttiva in Brasile per la realizzazione del veicolo multiruolo LMV-BR 2 https://staging.aresdifesa.it/idv-inaugura-una-nuova-linea-produttiva-in-brasile-per-la-realizzazione-del-veicolo-multiruolo-lmv-br-2/ Wed, 01 Apr 2026 17:14:04 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66331 Leggi tutto]]> IDV, una società di Leonardo, ha inaugurato una nuova linea produttiva dedicata al veicolo multiruolo LMV-BR 2 4×4 presso il proprio stabilimento di Sete Lagoas, in Brasile. Le prime unità prodotte su questa linea soddisferanno il contratto firmato con l’Exército Brasileiro per la consegna di 420 LMV-BR 2.

Basato sulla collaudata piattaforma veicolare dell’LMV di IDV, il LMV-BR 2 è stato sviluppato per incrementare mobilità,protezione e versatilità per le truppe impiegate in diverse missioni, migliorando l’efficienza operativa in scenari complessi.

All’inaugurazione hanno partecipato Generali dello Stato Maggiore dell’Exército Brasileiro, che hanno visitato la nuova area dello stabilimento e approfondito le capacità industriali dell’azienda.

La nuova linea produttiva rappresenta un importante passo avanti nella capacità produttiva e tecnologica di IDV in Brasile e consentirà all’azienda di contribuire ulteriormente al rafforzamento della base industriale della difesa del Paese, soddisfacendo le esigenze operative delle Forze Armate.

L’Esercito Brasiliano è già dotato di 32 veicoli LMV-BR 4×4, tutti supportati da IDV per attività di assistenza e manutenzione. Gli elevati livelli di affidabilità e disponibilità della flotta evidenziano l’impegno di IDV nel sostenere la prontezza e la capacità operativa delle forze armate di tutto il mondo.

Oltre a servire il mercato brasiliano, la nuova linea produttiva consentirà ad IDV di espandere le proprie operazioni globali, puntando a nuove opportunità di esportazione.

Con l’ampliamento del proprio stabilimento produttivo, l’azienda consolida la sua posizione strategica nel mercato della difesa e rafforza il ruolo del Brasile come centro per la produzione e la fornitura di veicoli per la difesa a Paesi internazionali.

Il LMV rappresenta la piattaforma fiore all’occhiello di IDV nell’ambito dei veicoli multiruolo, con oltre 4.000 unità in servizio in tutto il mondo e disponibile in diverse configurazioni e varianti dedicate a missioni specifiche.

L’intera gamma dei prodotti garantisce all’equipaggio i più alti livelli di protezione, nonché la massima mobilità su qualsiasi terreno.

Fonte e foto credit @IDV

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Procede il progetto MARTE per un carro armato europeo https://staging.aresdifesa.it/procede-il-progetto-marte-per-un-carro-armato-europeo/ Tue, 24 Mar 2026 08:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66024 Leggi tutto]]> Il settore della difesa europeo ha avviato una cooperazione significativa tra industria e Ministero della Difesa per lo sviluppo di carri armati principali. Finanziato dal Fondo europeo per la difesa, il progetto MARTE (Main Armoured Tank of Europe) rappresenta un passo importante per l’autonomia strategica dell’Europa nel campo militare.

L’obiettivo è creare un nuovo carro armato che possa dominare i futuri campi di battaglia, con il supporto di 11 Stati membri europei, tra cui Germania che guida il programma, Italia e Spagna.

A un anno dall’inizio ufficiale del progetto, MARTE ha raggiunto un’importante fase intermedia, con progressi significativi in ambito tecnico e organizzativo.

Il progetto MARTE, coordinato e guidato da MARTE ARGE GbR, una joint venture tra KNDS Deutschland GmbH & Co. KG e Rheinmetall Landsysteme GmbH, vede la presenza di Leonardo SPA (Italia), Indra Sistemas SA (Spagna) e SAAB AB (Svezia) tra le industrie principali.

Il consorzio ha completato diversi pacchetti di lavoro e presentato risultati chiave alla Commissione europea e tra questi, un concetto operativo e ha steso i requisiti dettagliati per il futuro carro armato.

Con l’approvazione della Commissione europea, ora si è pronti a passare alla fase successiva, incentrata sulla progettazione del sistema e dei suoi sottosistemi.

Nel novembre 2025, si è tenuta un’assemblea a San Sebastián, dove sono stati discussi i risultati e la tabella di marcia per il progetto. MARTE si configura come un investimento strategico rilevante per la tecnologia e l’innovazione nel settore della difesa in Europa.

Fonte ed immagine credit @Rheinmetall AG

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Leonardo completa l’acquisizione di GEM Elettronica https://staging.aresdifesa.it/leonardo-completa-lacquisizione-di-gem-elettronica/ Mon, 23 Mar 2026 13:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66028 Leggi tutto]]> Leonardo ha annunciato l’acquisizione completa di GEM Elettronica, incrementando la propria partecipazione dal 65% al ​​100%.

L’operazione consentirà a Leonardo di rafforzare la propria gamma completa di radar e sistemi per applicazioni navali e costiere grazie alla piena integrazione del portafoglio prodotti.

Con un fatturato di oltre 45 milioni di euro nel 2025, GEM si concentra sullo sviluppo e la produzione di sistemi di navigazione, di consapevolezza situazionale, sensori radar, sensori optronici ed inerziali utilizzati nel settore navale militare e nella sorveglianza costiera.

Fonte e foto credit @Leonardo SpA

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Leonardo finalizza l’acquisto del business Difesa di Iveco Group https://staging.aresdifesa.it/leonardo-finalizza-lacquisto-del-business-difesa-di-iveco-group/ Wed, 18 Mar 2026 17:30:05 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65914 Leggi tutto]]> Leonardo ha finalizzato l’acquisizione del business Difesa di Iveco Group (marchi IDV e ASTRA) per un prezzo di €1,6 miliardi, in linea con l’Enterprise Value fissato a €1,7 miliardi, al netto degli adeguamenti contrattuali concordati. L’operazione è finanziata con la cassa disponibile. Con il closing dell’operazione, Leonardo compie un ulteriore passo per il consolidamento della propria posizione di riferimento nel settore della difesa terreste e rafforza il proprio ruolo di OEM (Original Equipment Manufacturer) integrato, con un portafoglio di soluzioni complete per la difesa e la sicurezza, su piattaforme cingolate e ruotate.

Le parole di Roberto Cingolani, AD e DG di Leonardo

L’acquisizione ci rafforza come attore di riferimento nel settore della Difesa terrestre e ci rende ancora più competitivi in un segmento di mercato caratterizzato da significative prospettive di crescita future.
Grazie all’operazione, Leonardo aggiunge le competenze industriali per produrre piattaforme integrate, sia nella parte mobilità che payload, e compie un ulteriore passo nella strategia di crescita inorganica, una
delle direttrici nello sviluppo del Piano Industriale
”, dichiara Roberto Cingolani, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Leonardo.

Consolidamento di Leonardo nel panorama internazionale

L’acquisizione potenzia inoltre il posizionamento commerciale congiunto, grazie alla complementarità delle reti di vendita ed alla possibilità di proporre soluzioni integrate su specifici mercati ad alto potenziale.

La capacità di Leonardo di offrire suite elettroniche complete, che va dai sistemi di comando e controllo fino alle elettro-ottiche ed alle torrette di nuova generazione, insieme ai veicoli di IDV, permette di offrire soluzioni operative complete e ad efficienti prestazioni.

Le competenze altamente specializzate nei rispettivi settori di riferimento, insieme alla forte capacità logistica e produttiva, favoriscono la sinergia operativa e sono in grado di accelerare lo sviluppo tecnologico congiunto, creando al contempo nuove opportunità di sviluppo ed evoluzione delle capacità tecnologiche e delle competenze professionali delle persone.

Il business Difesa di Iveco Group

Il business Difesa di Iveco Group (marchi IDV e ASTRA) è stato separato da Iveco Group e riorganizzato sottoun’unica holding italiana, IDV Group srl. Leonardo ha acquisito il 100% del capitale sociale di IDV Group srl. Nel
2025, Il business Difesa ha realizzato ricavi di Euro 1.368 milioni.

Con 6 siti produttivi (con presenza in Italia, Germania, Romania e Brasile), circa 2.000 persone, 12 uffici commerciali in Europa, Stati Uniti e Brasile e 7 centri di ricerca e sviluppo in Italia, Brasile, UK e Germania, la divisione Difesa è specializzata nella progettazione, produzione e supporto logistico di veicoli per impiego prevalentemente militare, con un portafoglio prodotti che copre i settori dei veicoli leggeri e medi blindati, dei veicoli corazzati pesanti e dei veicoli logistici e tattici.

Fonte Leonardo S.p.A.

Foto credit @Esercito Italiano

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Iveco Group annuncia che sono state soddisfatte tutte le condizioni preliminari per la vendita della sua divisione Difesa a Leonardo. https://staging.aresdifesa.it/iveco-group-annuncia-che-sono-state-soddisfatte-tutte-le-condizioni-preliminari-per-la-vendita-della-sua-divisione-difesa-a-leonardo/ Tue, 17 Mar 2026 15:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65872 Leggi tutto]]> Iveco Group NV (EXM: IVG) ha annunciato che sono state soddisfatte tutte le condizioni per il perfezionamento della cessione della sua divisione Difesa (marchi IDV e ASTRA) a Leonardo SpA (EXM: LDO).

La transazione, che dovrebbe concludersi nei prossimi giorni, è una condizione, tra l’altro, per il completamento dell’offerta pubblica di acquisto volontaria da parte di Tata Motors Limited per tutte le azioni ordinarie emesse da Iveco Group (dopo la separazione della sua divisione Difesa), come annunciato lo scorso 30 luglio 2025.

Infatti, a quella data Leonardo aveva sottoscritto l’accordo per l’acquisizione di Iveco Defence Vehicles, la divisione Difesa di Iveco Group, per un controvalore di circa 1,7 miliardi di euro.

L’operazione è tesa a rafforzare il posizionamento di Leonardo nella difesa terrestre europea e consentirà l’integrazione tra i veicoli di Iveco Defence e i sistemi elettronici di Leonardo, con benefici in termini di efficienza industriale, sviluppo tecnologico ed ampliamento delle opportunità commerciali.

L’operazione darà vita a un campione europeo con sede in Italia nel segmento della difesa terrestre, dotato delle dimensioni e delle capacità necessarie per competere a livello globale.

Fonte ed immagine credit @Iveco Group NV

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Leonardo: test con M-346 che controlla due fighter senza pilota Baykar verso metà 2026 https://staging.aresdifesa.it/leonardo-test-con-m-346-che-controlla-due-fighter-senza-pilota-baykar-verso-meta-2026/ Tue, 17 Mar 2026 10:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65849 Leggi tutto]]> Nel corso della presentazione del Piano Industriale 2026-2030, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Leonardo Roberto Cingolani, parlando della roadmap per il “Michelangelo Dome”, ha rivelato che il gruppo condurrà versa la metà dell’anno test in volo fra velivoli pilotati che controllano velivoli da combattimento non pilotati o droni gregari, noti anche come “adjunct”.

A metà del 2026 dimostreremo il primo “War Case”, ha rivelato Cingolani, evidenziando come il Michelangelo Dome abbracci un contesto multi-dominio, dove l’impiego congiunto di piattaforme aeree pilotate e non è destinato a contribuire alla rete di assetti C2, sensori ed effettori, per ottenere la neutralizzazione della minaccia, nel miglior modo possibile ed indipendentemente dal sistema utilizzato nell’ambito del concetto di “kill web” o “any sensor, best or any shooter”, (“qualsiasi sensore, il migliore o qualsiasi tiratore”).

Il Manned-Unmanned Teaming

Faremo volare un velivolo “madre”, rappresentato dal nostro caccia leggero d’attacco M-346, che controllerà due velivoli da combattimento senza pilota. Questi ultimi sono costituiti dai velivoli congiuntamente prodotti con i nostri colleghi in Baykar e saranno controllati direttamente dal velivolo “madre” pilotato,” ha spiegato Cingolani dimostrando come il gruppo stia velocemente gettando le basi per futuri sviluppi nel settore delle attività MUM-T o di impiego in team di piattaforme pilote e non (manned-unmanned teaming) rappresentati da droni gregari per missioni congiunte al futuro velivolo di sesta generazione GCAP in fase di sviluppo congiunto da parte di Giappone, Gran Bretagna ed Italia.

Nel corso della presentazione agli investitori ed alla stampa, l’A.D. di Leonardo non ha aggiunto altro ma, rispondendo ad una domanda sull’argomento nel corso della successiva conferenza stampa, ha precisato che Leonardo vuole portare a termine due campagne di test: la prima è prevista intorno ad aprile-maggio e sarà riservata, mentre la seconda più avanti nell’anno sarà resa pubblica. Non è stato fornito alcun dettaglio sulle attività che saranno svolte e sui luoghi in cui saranno eseguite le medesime.

La joint venture Leonardo Baykar Aerospace Systems

Leonardo è partner dell’azienda turca Baykar Technologies attraverso la joint-venture LBA Systems, che si dedica allo sviluppo di tecnologie senza pilota, sfruttando forti sinergie industriali con i prodotti di punta di Baykar e abbracciando la progettazione, sviluppo, equipaggiamento con sistemi e sensori di Leonardo nonché certificazione e manutenzione nel corso della vita operativa in Italia.

Per questo motivo, i processi produttivi saranno delocalizzati in diverse località italiane, tra cui Villanova d’Albenga, dove i TB2 e gli Akinci saranno assemblati presso lo stabilimento Piaggio Aerospace; Ronchi dei Legionari, dove, oltre alla produzione di droni proprietary, si effettuerà anche l’assemblaggio finale del TB3, unitamente all’integrazione in loco di sensori e armamenti; e Grottaglie, dove saranno assemblati i caccia senza pilota Kizilelma.

Kizilelma e M-346 per l’attività MUM-T

Sebbene non siano stati forniti dettagli sul tipo di piattaforma da combattimento senza pilota che sarà utilizzato, l’indicazione di quest’ultima tipologia prodotta congiuntamente con Baykar, ed il fatto che il Kizilelma entrerà nel perimetro delle attività della LBA Systems, fa ritenere che tale attività sarà condotta a termine con quest’ultima piattaforma.

L’attività meglio definita di MUM-T fra la versione o meglio dire il prototipo della versione più avanzata e d’attacco dell’M-346 che Leonardo sta utilizzando per lo sviluppo di quest’ultima, ha il vantaggio dell’abitacolo doppio in tandem, dove uno dei piloti può essere destinato al controllo dei droni gregari mentre l’altro si dedica al pilotaggio ed alla gestione dello spazio aereo e della missione.

Mentre aspettiamo il caccia di sesta generazione, possiamo già fornire ai clienti piattaforme aggiuntive che possono operare congiuntamente con aeromobili esistenti,” ha osservato Cingolani. Quest’ultimo ha quindi enfatizzato il fatto che mentre si aspetta il caccia di sesta generazione, Leonardo può già fornire capacità ai clienti che non hanno le possibilità di acquistare grandi piattaforme, assicurando l’impiego congiunto degli unmanned con gli aeromobili esistenti.

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