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L’obiettivo delle due aziende è rendere idoneo il drone MALE (Medium Altitude Long Endurance) AAROK ad operare da navi militari.
Per l’AAROK navalizzato si prevede l’impiego per missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR), guerra elettronica (EW) ed anche lotta antisommergibile (ASW), operando ad altitudini superiori ai 15.000 metri con un’autonomia di oltre 20 ore.
La navalizzazione del AAROK richiederà importanti modifiche alla cellula del velivolo che sarà dotato di semiali ripiegabili per facilitarne lo stivaggio e la movimentazione, un carrello di atterraggio rinforzato rspetto a quello della versione terrestre ed avrà una maggiore superficie alare per facilitare il decollo e l’appontaggio.
In Francia l’AAROK così modificato potrebbe essere impiegato dalla Marine Nationale a bordo della portaerei a propulsione nucleare Charles de Gaulle e delle tre portaelicotteri d’assalto anfibio (LHD) classe Mistral aumentandone la capacità di impiego come navi porta droni.
Nella versione terrestre l’AAROK ha un peso massimo al decollo di 5.500 chilogrammi (MTOW) ed è in grado di trasportare fino a 1.500 chilogrammi di carico utile, operante a 9.000 metri d’altezza con una persistenza operativa di 30 ore; raggiunge una velocità massima di crociera superiore i 500 chilometri orari grazie al motore Pratt & Whitney PT6 da circa 1.200 CV di potenza con un’elica a cinque pale.
L’AAROK è pensato per eseguire missioni di diverso tipo, dall’attacco di precisione con munizionamento guidato, alle missioni ISR, per compiti di guerra elettronica e come relé di comunicazioni.
Fonte e foto credit @Turgis & Gaillard – Naval Group
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La decisione di aggiudicazione della commessa a Naval Group per sottomarini derivati dai Barracuda (la versione convenzionale dei battelli a propulsione nucleare Suffren della Marine Nationale) è stata ampiamente sostenuta dalla Camera dei Rappresentanti a metà giugno.
Il contratto di fornitura tra la Difesa e Naval Group sarà firmato dopo l’estate, e prima della formale sottoscrizione, si dovrà concludere un accordo in merito tra i Governi di Amsterdam e Parigi, denominato Memorandum d’intesa, che permetterà ai Paesi Bassi di utilizzare e mantenere gli articoli acquistati indipendentemente da Naval Group e dal Governo francese.
Inoltre, prima di firmare il contratto di fornitura, sarà concluso anche un accordo di cooperazione industriale tra il Ministero dell’Economia olandese e Naval Group, per garantire il coinvolgimento dell’industria olandese.
Naval Group consegnerà i primi due battelli Orka e Zwaardvis (Orca e Pesce spada) entro dieci anni dalla firma del contratto; gli altri due sottomarini Barracuda e Tijgerhaa (Barracuda e Squalo Tigre) raggiungeranno i primi due esemplari successivamente.
Fonte ed immagine credit @Ministero della Difesa dei Paesi Bassi
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L’impegno dell’industria per il progetto European Patrol Corvette (EPC) nato in ambito PESCO e per il quale il 24 ottobre 2023 sono stati firmati i contratti per il primo bando “Modular and Multirole Patrol Corvette (MMPC)”, è stato confermato ed intensificato per il secondo bando MMPC, ottenendo la selezione della proposta da parte della Commissione Europea (CE) per un budget massimo EDF di 154,5 milioni di euro.
Questa nuova fase sarà finalizzata al completamento della progettazione iniziale e di dettaglio ed allo sviluppo ed integrazione di elementi tecnologici innovativi grazie ai quali le navi potranno dotarsi di vari sistemi e carichi utili a svolgere una vasta gamma di incarichi e missioni.
Ciò permetterà la produzione dei due primi prototipi: una versione Long Range Mission (LRM) ed una versione Full Combat Mission (FCM), che costituiranno le future flotte di corvette tecnologicamente avanzate delle nazioni, con l’obiettivo finale di espandere il livello di comunalità, interoperabilità e standardizzazione tra le Marine dei diversi Stati membri. Il prossimo passo, come stabilito dalla CE, sarà gestito da OCCAR-EA su mandato della CE.
Il secondo bando MMPC mira pertanto a rafforzare i cinque elementi chiave per l’autonomia europea: Economia, Difesa, Tecnologia, Industria e Sicurezza, consolidando le competenze e lo sviluppo congiunto di tecnologie avanzate tra l’industria europea, riducendo la dipendenza dell’Unione da entità esterne nella produzione di componenti, assicurando e stabilendo una nuova catena di approvvigionamento transnazionale all’interno dell’UE, con l’obiettivo di limitare il costo unitario e presentare la Corvetta Europea come un prodotto appetibile anche per il mercato estero in concorrenza con i cantieri non europei.
Il progetto accelererà la disponibilità di corvette moderne, attraverso la predisposizione di programmi di acquisizione nazionali e fornendo ampie possibilità di interoperabilità con forniture e procedure comuni per le operazioni e la manutenzione, grazie alla modularità di missione.
Per questa nuova fase, l’impegno al cofinanziamento di Italia, Spagna, Francia e Grecia riflette un investimento condiviso negli obiettivi di sicurezza e difesa comuni delineati dal progetto PESCO e dall’Unione Europea.
Fonte Fincantieri
Immagine @NAVIRIS
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L’uscita, necessaria per il proseguimento delle prove in banchina, ha consentito la regolazione e l’avviamento dell’intera catena propulsiva della nave, dal motore alle eliche, per verificarne il corretto funzionamento.
Rispetto al crono programma originale, vi è un ritardo di alcuni mesi; infatti, queste prove dovevano essere eseguite nel corso dello scorso anno in vista della consegna alla Marine Nationale nel 2024.
La FDI è una fregata polivalente e resiliente, in grado di operare, da sola o all’interno di un gruppo navale.
Offre capacità per tutti i tipi di guerra: anti-superficie, anti-aerea, anti-sommergibile e anche per la proiezione di forze speciali.
Fin qui la Marine Nationale ha ordinato cinque FDI per le sue esigenze mentre la Marina Ellenica ne ha acquistato altre tre FDI HN con una quarta unità in opzione; in Francia vi sono discussioni in atto per aumentare le FDI a disposizione della Marine Nationale, sfruttando la capacità di Naval Group di poter costruire due unità alla volta in contemporanea.
La FDI è la prima fregata francese a beneficiare di un’architettura digitale che consentirà un continuo adattamento della nave alle evoluzioni tecnologiche ed operative.

Le nuove fregate hanno un dislocamento di 4.500 tonnellate, lunghezza di 122 metri e larghezza di 18 metri, sono governate da equipaggi di 125 marinai ed hanno predisposizioni a bordo per ospitare altre 28 persone.
La velocità massima raggiungibile è di 27 nodi grazie al sistema di propulsione adottato del tipo CODAD (COmbined Diesel and Diesel) di 32 MW di potenza complessiva, con un’autonomia di missione pari a 45 giorni.
La FDI sarà la prima fregata francese protetta nativamente dalle minacce informatiche, con due data center che ospiteranno virtualmente gran parte delle applicazioni navali. La FDI introduce il concetto di un sistema dedicato per la guerra asimmetrica. Questo sistema consentirà il coordinamento e la conduzione della lotta contro le minacce aeree e di superficie piccole e ravvicinate, comprese imbarcazioni dotate di testata esplosiva.

L’armamento è costituito da un cannone Leonardo da 76/62 mm, due impianti remotizzati Narwhal da 20 mm per la difesa ravvicinata, un sistema Sylver A50 a 16 celle in grado di impiegare indifferentemente missili Aster 15 e 30, 8 missili antinave MM40 Block 3C Exocet in grado di ingaggiare bersagli navali e terrestri disposti lungo le coste e due lanciasiluri binati per siluri antisom MU90 da 324 mm.
La FDI è in grado di imbarcare contemporaneamente un elicottero medio-pesante (classe 10 tonnellate come l’NFH90) od il futuro Joint Light Helicopter (H160M) ed un veicolo aereo a pilotaggio remoto (fino a 700 kg). Può anche ospitare un distaccamento delle forze speciali con le loro due barche commando.
Le nuove fregate sono dotate del radar Seafire di nuova generazione con quattro pannelli fissi, sviluppato da Thales, oltre di sistemi d’arma non letali e sistema ESM Sentinel di Thales per la guerra elettronica, mentre la dotazione di sorveglianza e scoperta antisom comprende il sonar a scafo Kingklip Mark II ed il sonar CAPTAS 4 compatto ad antenna lineare rimorchiata.
Fonte e foto @Naval Group
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Naval Group ha una profonda conoscenza delle fregate Formidable, in quanto ha costruito la prima nave della serie nel cantiere di Lorient, in Francia. Le altre cinque navi sono state costruite localmente dal cantiere ST Engineering, grazie l’importante trasferimento di tecnologia tra le due aziende.
Per questo progetto, Naval Group lavorerà a stretto contatto con la sua filiale a Singapore, Naval Group Far East, per offrire supporto nella gestione del progetto, manutenzione e catena di fornitura.
La firma di questo contratto rafforza la partnership tra Naval Group e ST Engineering nel servire la Marina di Singapore.
Le fregate classe Formidable dislocano 3.200 tonnellate, hanno una lunghezza di 114 metri, larghezza di 16 metri, pescaggio di 6 metri ed equipaggio di 72 marinai più 19 tra piloti, operatori di bordo e tecnici del reparto di volo.
Le fregate adottano un’architettura CODAD (COmbined Diesel And Diesel) su 4 motori diesel MTU 20V 8000 M90 ciascuno della potenza di 9,100 kW o 12,200 shp, che permettono di raggiungere una velocità massima superiore i 25 nodi e l’autonomia è di oltre 3.500 miglia nautiche.
Le Formidable sono armate con otto missili anti-nave Harpoon che saranno sostituiti dai Blue Spear di Israel Aerospace Industries (IAI) , due VLS A-50 ad otto celle per missili Aster 15-30, due VLS A-43 ad otto celle per missili Aster 15, due lanciasiluri tripli B515 per siluri antisom A244/S Mod.3, un cannone Leonardo Super Rapido da 76/62 mm, due impianti Mk38 Mod2 Typhoon Weapon Station da 25 mm, quattro mitragliatrici pesanti STK 50MG calibro 12,7 mm e con un elicottero S-70B Seahawk multiruolo.
Fonte Naval Group
Foto @Ministero della Difesa della Repubblica di Singapore
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L’analisi in corso è il frutto della difficoltà ad ottenere da parte statunitense la cessione a titolo di Excess Defense Articles (EDA) di ulteriori pattugliatori e della necessità impellente della Marina Greca di rinnovare la componente di superficie con nuove unità in grado di poter contrastare efficacemente la minaccia aerea, di superficie e sottomarina.
Inoltre a far propendere per esercitare l’opzione per l’acquisto della quarta fregata FDI HN, vi è la situazione di stallo relativa la ventilata partecipazione greca al programma Constellation, destinato a dar vita negli Stati Uniti una nuova linea di fregate derivate dalla FREMM IT classe Bergamini; infatti, nonostante il parere positivo statunitense, l’interesse greco sembra non aver prodotto al momento molto di più delle dichiarazioni di circostanza, considerati anche i ritardi e gli aumenti di costo accumulati finora dalla prima unità, la USS Constellation che ha appena iniziato l’allestimento.
La Grecia sarebbe interessata ad acquistare fino a sette di queste fregate in una versione depotenziata rispetto quella statunitense ed a partecipare alla loro costruzione con i cantieri ellenici, ma i tempi di quest’operazione, semmai dovesse essere avviata, si preannunciano lunghi e non in linea con le esigenze immediate della Marina di Atene.
Allo stato attuale, la Marina Greca ha avviato il programma di costruzione di tre fregate FDI HN con una quarta in opzione per rinnovare la flotta di superficie; nell’attività di allestimento è impegnata Naval Group in Francia con lo stabilimento di Lorient dove sono in produzione anche le cinque fregate FDI FR per la Marine Nationale.
Al programma di costruzione delle fregate FDI partecipa anche la cantieristica greca che allestisce blocchi di dette unità, successivamente trasferiti a Lorient dove sono uniti con quelli prodotti localmente per dar forma alle navi.
Lo scorso mese di aprile Naval Group ha impostato la chiglia della terza fregata FDI HN, la Formion, che dislocherà 4.500 tonnellate, sarà lunga circa 121 metri, larga 17,7 metri ed avrà un pescaggio di 4,5 metri.
Immagine @Naval Group
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Questa fregata, la Formion, fa parte di una serie di tre navi destinate alla Marina Greca. Il contratto prevede anche un’opzione per una quarta fregata.
La produzione delle navi procede a buon ritmo, con il varo della prima fregata, la Kimon, avvenuto lo scorso ottobre.
Le fregate FDI HN della Marina greca saranno unità altamente capaci in tutti i domini delle operazioni navali e saranno dotate di sensori all’avanguardia, come il radar multifunzione Thales Sea Fire.
Queste fregate sono le prime ad avere due centri dati nativi che ospitano la maggior parte delle applicazioni della nave.
Le FDI-HN dislocheranno 4.500 tonnellate, saranno lunghe circa 121 metri, larghe 17,7 metri ed avranno un pescaggio di 4,5 metri. L’equipaggio sarà composto da 125 marinai ed avranno la possibilità di imbarcare un’altra trentina di uomini a seconda delle esigenze.
Le fregate raggiungeranno una velocità massima di 27 nodi ed avranno un’autonomia di 5.000 miglia nautiche ad una velocità di crociera di 15 nodi.
Le prime due fregate saranno allestite da Naval Group nello Standard-1 e saranno armate con 2 VLS MBDA Sylver A50 × 8 celle (con 16 missili ASTER) ma prive del sistema missilistico di difesa RIM-116 RAM e di protezioni elettroniche (R-ECM); la terza (e la quarta se ordinata) sarà costruita nella versione Standard-2 avrà le protezioni elettroniche, 4 VLS MBDA Sylver A50 x 8 celle (per un totale di 32 missili Aster) ed il RAM.
Entrambe le versioni saranno dotate di un cannone Leonardo Super Rapido da 76/62 mm, 2 impianti Nexter Narwhal da 20 mm e di 2 lanciatori quadrupli per missili antinave MM40 Block 3C Exocet.
Per il contrasto antisom le FDI-HN potranno contare su impianti binati per siluri MU-90 EuroTorp, un sonar Thales Kingklip Mk 2HMS a prora, un Thales CAPTAS 4C VDS a poppa ed un elicottero MH-60R. Oltre il Seahawk, l’hangar potrà ricevere anche un UAV di taglia media (fino 700 kg).
Foto @Naval Group
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Il contratto prevede la consegna di due sottomarini Scorpène Evolved Full LiB che saranno costruiti in Indonesia nei cantieri PT PAL grazie al comprovato trasferimento di know-how e tecnologia da parte di Naval Group, e riutilizzando il 100% degli asset di PT PAL.
“Naval Group è molto onorata di far parte di questo nuovo capitolo nell’alleanza strategica tra l’Indonesia
e Francia. Con Scorpène Evolved Full LiB, l’Indonesia ha scelto un prodotto altamente performante e collaudato in mare, un sottomarino che rafforzerà la sovranità marittima del Paese e supporterà la Marina Indonesiana ad ottenere la superiorità marittima regionale. Oltre i sottomarini, la nostra partnership strategica con PT PAL sosterrà inoltre l’industria della difesa indonesiana per preparare attivamente il futuro della guerra navale del Paese. Siamo lieti di accogliere la Marina indonesiana nella famiglia Scorpène“, così si è espresso Pierre Éric Pommellet, Presidente e CEO di Naval Group.
A sua volta il Dr. Kaharuddin Djenod, Presidente e Direttore di PT PAL, ha dichiarato: “Questo passo rappresenta un grande impegno e fiducia da parte del Governo Indonesiano nella capacità degli ingegneri locali di far avanzare la tecnologia di difesa, soprattutto la tecnologia sottomarina. L’impegno del governo nel realizzare l’indipendenza dell’industria della difesa è, inoltre, sostenuta dalla fornitura di capitale governativo (PMN) per sostenere pienamente tutta la produzione locale di sottomarini presso PT PAL. In futuro, si prevede che l’Indonesia sarà in grado di dominare tecnologia sottomarina”.
Naval Group e PT PAL hanno la ferma intenzione di perseguire la cooperazione non solo per quanto riguarda i sottomarini, ma anche di costruire la sovranità indonesiana a beneficio dell’industria della difesa nazionale. Grazie ad un ampio trasferimento di know-how ed allo sviluppo delle specificità industriali indonesiane competenze, la gestione, il funzionamento ed il mantenimento della forza saranno condotti in Indonesia da Attori indonesiani, che garantiscono sia l’autonomia del Paese che la creazione di migliaia di posti di lavoro altamente qualificati a lungo termine. Ad oggi, Naval Group e PT PAL hanno già firmato diverse collaborazioni accordi con partner indonesiani, per il programma sottomarino e non solo.
Lo Scorpène è un sottomarino moderno, dalle elevate prestazioni e dalla grande capacità di resistenza. Robusto e resistente, è un sottomarino oceanico progettato anche per operazioni in acque poco profonde. Polivalente, soddisfa l’intera gamma di missioni, come la guerra anti-superficie e anti-sommergibile, le operazioni speciali e la raccolta di informazioni. Estremamente furtivo e veloce, ha un livello di automazione operativa che consente un numero limitato di membri dell’equipaggio, riducendo in modo significativo i costi operativi. Il suo vantaggio nel combattimento è evidenziato dal fatto che dispone di 6 tubi di lancio per armi, 18 armi (siluri, missili). Lo Scorpène è dotato di un sistema di combattimento di ultima generazione, il SUBTICS, che affronta le crescenti sfide delle missioni dei moderni sottomarini in acque blu e poco profonde nell’intero dominio della guerra sottomarina.
guerra sottomarina. I sottomarini Scorpène indonesiani saranno dotati di un sistema energetico all’avanguardia basato su una configurazione completa agli ioni di litio che comprende i più elevati standard di sicurezza e protezione e consente un’autonomia maggiore di energia utile, un migliore tasso di discrezione ed un tempo di ricarica ridotto. Grazie a questa tecnologia, l’alta velocità è disponibile indipendentemente dallo stato di carica, aumentando la mobilità tattica del sottomarino.
Oltre questi due sottomarini Scorpene indonesiani, altre 14 unità progettate ed adattate da Naval Group per il mercato dell’esportazione sono in servizio operativo od in costruzione in tutto il mondo: 2 per la Marina Cilena, 2 per la Marina Malese, 4 per la Marina Brasiliana e 6 per la Marina Indiana. Questi successi dimostrano la capacità di Naval Group di fornire i migliori sottomarini della categoria e di trasferire con successo la tecnologia.
La configurazione finale del sottomarino è adattata per soddisfare le esigenze specifiche delle Marine ed incorporare le ultime innovazioni.
Fonte ed immagine @Naval Group
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Tra i sistemi più complessi, gli SSBN sono i pilastri della forza oceanica strategica francese (FOST) e garantiscono che la deterrenza nucleare rimanga costante.
Lanciato nel febbraio 2021, il programma SNLE 3G per la Marine Nationale riunisce le Forze Armate, l’Agenzia francese per gli appalti della difesa (Direction Générale de l’Armement – DGA), responsabile della gestione complessiva del progetto, la Commissione francese per l’energia atomica (CEA ) e Naval Group che è responsabile della gestione complessiva del progetto dei sottomarini a propulsione nucleare, in associazione con TechnicAtome per i reattori.
Il primo contratto successivo del programma, assegnato nel febbraio 2021, copre studi di sviluppo fino alla fine del 2025, nonché approvvigionamenti con tempi di consegna lunghi, produzione dei primi componenti dello scafo e del locale reattore per il primo SSBN 3G e adattamento della produzione di Naval Group risorse alle esigenze specifiche degli SSBN 3G.
La produzione dei componenti principali del locale reattore e del sistema di propulsione, in particolare dello scafo per il primo SNLE 3G, è già iniziata presso lo stabilimento di Nantes-Indret di Naval Group.
Rispetto ai loro predecessori, gli SSBN 3G presenteranno una serie di importanti progressi tecnologici, che forniranno alla Marine Nationale capacità operative superiori. Questi sottomarini saranno:
Inoltre, gli attuali SSBN francesi (SNLE 2G) beneficeranno di alcune di queste innovazioni, senza attendere l’arrivo dei quattro SSBN 3G, per garantire le migliori prestazioni possibili durante tutta la loro vita operativa fino agli anni 2050. Di questa modernizzazione andrà a beneficio l’intera flotta SSBN francese.
Fonte ed immagine @Naval Group
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Il Ministero della Difesa di Amsterdam ha annunciato che sarà Naval Group a curare la progettazione e l’allestimento dei nuovi sottomarini che riceveranno i nomi di Orka, Zwaardvis (pesce spada), Barracuda e Tijgerhaai (squalo tigre) che saranno del tipo Blacksword/Barracuda, versione a propulsione convenzionale degli SNA classe Suffren della Marine Nationale a propulsione nucleare.
L’aggiudicazione del programma del valore di 5,4 miliardi di euro è stata definita provvisoria dal Segretario di Stato Christophe van der Maat (Difesa), poiché dovrà essere valutata da parte della Camera dei Rappresentanti e Naval Group dovrà accettare di sottoscrivere l’accordo di cooperazione industriale (ICA), condizione indispensabile per l’assegnazione della commessa, con il quale il Governo di Amsterdam vuole rafforzare la base tecnologica e industriale nazionale (NLDTIB), composta da circa 1.000 aziende con un numero molto elevato di lavoratori.
Inoltre, Paesi Bassi e Francia provvederanno a concludere un memorandum d’intesa (MoU) tra i rispettivi Governi per regolare gli accordi sui diritti d’uso, sulla sicurezza delle informazioni e sullo scambio di conoscenze tecniche.
Come i Walrus, i nuovi sottomarini avranno dimensioni contenute che permetteranno di operare in acque basse e costiere, grande autonomia e capacità di operare in immersione per lunghi periodi di tempo grazie a moderne batterie ad alta capacità energetica, nonché adotteranno un design e materiali atti a ridurre al minimo la possibilità di essere scoperti.
I battelli, oltre i siluri, avranno la capacità di lanciare missili da crociera, saranno equipaggiati con i più recenti sensori e sistemi di comunicazione, nonché con suite per raccogliere, analizzare e condividere informazioni di intelligence. Inoltre, i nuovi sottomarini avranno capacità migliorate rispetto a quelle degli attuali Walrus per eseguire e supportare le operazioni delle forze speciali.
Allo stato attuale, Naval Group si è impegnata a consegnare la prima coppia di nuovi sottomarini entro 10 anni dalla sottoscrizione del contratto.
La Koninklijke Marine, in attesa della disponibilità dei primi battelli, dovrà necessariamente mantenere una minima disponibilità di capacità operativa con almeno una coppia di Walrus, la cui vita tecnica dovrà essere allungata rispetto a quanto era previsto in origine.
A tal fine si farà ricorso anche alle parti di rispetto che saranno tratte anche da un secondo sottomarino che, dopo il capoclasse Walrus già decomissionato nel ottobre dello scorso anno, sarà radiato per consentire ai restanti battelli di poter continuare ad operare e mantenere l’addestramento dei sommergibilisti olandesi.
A livello industriale Naval Group ottiene un’importantissima e prestigiosa vittoria a livello europeo, visto il livello della Koninklijke Marine, contro le concorrenti proposte di Saab/Damen C71 Expeditionary e Type 212 CD Export di Thysssenkrupp Marine Systems e si pone come leader nel settore di costruzione dei sottomarini, avendo un portafoglio in grado di offrire battelli a propulsione nucleare ed a propulsione convenzionale con varie formule di acquisto e di compartecipazione nella produzione con il trasferimento di tecnologia, dopo il collasso del programma australiano per dodici sottomarini classe Attack derivati proprio dai Barracuda.
Solo pochi giorni fa Saab e Damen Shipyards hanno annunciato la loro volontà di esportare il C71 Expeditionary proponendolo al Canada. Ovviamente, la mancata selezione da parte della Koninklijke Marine potrebbe rivelarsi fatale per le prospettive di vendita di questo battello.
Per Thysssenkrupp Marine Systems, al di fuori del programma Type 212 CD in atto per la Norvegia e la Germania, in Europa inizia ad essere problematico ottenere nuove commesse nel settore sottomarini, anche a causa della spagnola Navantia che ora offre il progetto S-80, e con l’Italia che ha riacquisito capacità indipendenti in alcune tecnologie chiave.
Probabilmente, la commessa persa nei Paesi Bassi accelererà i programmi di Thyssenkrupp relativi la sua divisione navale, con dossier che prevedono diversi scenari, dalla ricerca di un partner industriale fino alla cessione del ramo.
Fonte ed immagine @Ministero della Difesa dei Paesi Bassi
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