B‑2 Spirit e MOP per Israele: presentato al Congresso il “Bunker Buster Act”

In un momento di crescente tensione nel Medio Oriente, due parlamentari statunitensi — Josh Gottheimer (D-NJ) e Mike Lawler (R-NY) — hanno presentato alla Camera il disegno di legge bipartisan “Bunker Buster Act of 2025”, che autorizzerebbe il Presidente degli Stati Uniti a fornire a Israele bombe penetranti GBU‑57 Massive Ordnance Penetrator (MOP) e aerei capaci di impiegarle, compresi potenzialmente i bombardieri strategici B‑2 Spirit, in caso di ripresa del programma nucleare iraniano.

L’iniziativa legislativa nasce da un’urgenza sempre più sentita a Washington: fermare l’Iran prima che possa acquisire l’arma nucleare. Secondo i promotori, il Paese avrebbe ormai superato da tempo i limiti imposti dall’accordo sul nucleare del 2015 (JCPOA), arricchendo uranio ben oltre la soglia del 3,67% prevista e accumulando quantità che, secondo l’AIEA, sarebbero sufficienti a costruire più ordigni atomici.

Josh Gottheimer ha dichiarato:

“Iran … ha ucciso decine di americani … Israele deve poter difendersi … non ci dovrebbe essere nulla di partigiano riguardo alla nostra sicurezza nazionale”

Mike Lawler ha aggiunto:

“Questo disegno di legge offre al Presidente l’autorità per equipaggiare Israele con gli strumenti e l’addestramento necessari a dissuadere Teheran e rendere il mondo un luogo più sicuro”

Una mossa senza precedenti

Se approvato, il “Bunker Buster Act” conferirebbe al Presidente degli Stati Uniti la facoltà di adottare una serie di misure per rafforzare la preparazione di Israele, nel caso in cui l’Iran dovesse continuare lo sviluppo di un’arma nucleare.

Queste azioni sono subordinate a precise condizioni, tra cui la richiesta formale da parte del governo israeliano e una certificazione presidenziale al Congresso che ne attesti la rilevanza per la sicurezza nazionale americana.

Le disposizioni includono la possibilità di costruire in Israele infrastrutture adeguate per l’impiego di armamenti ad alta penetrazione come le MOP (Massive Ordnance Penetrator), comprese piste estese, depositi per munizioni e installazioni per il basaggio di velivoli in grado di trasportare tali ordigni.

La possibilità di utilizzo da parte di Tel Aviv potrebbe avvenire soltanto in presenza di determinate condizioni: ad esempio, che l’Iran sia in violazione dell’accordo di salvaguardia del TNP, che non vi siano alternative operative per Israele, e che sia in atto un sistema di controllo congiunto. In tal caso, l’impiego di tali armi richiederebbe l’autorizzazione esplicita del Presidente degli Stati Uniti tramite il Segretario alla Difesa.

Il testo prevede anche la possibilità di fornire ad Israele gli aerei necessari per l’impiego delle MOP, che attualmente sono solamente i bombardieri strategici B-2 Spirit, e di formare il personale israeliano all’utilizzo di questi sistemi.

Viene inoltre contemplata una cooperazione bilaterale in ambito di ricerca e sviluppo, finalizzata sia al miglioramento degli armamenti statunitensi sia alla realizzazione di capacità israeliane mirate alla neutralizzazione di infrastrutture sotterranee, inclusi i siti di stoccaggio e produzione di razzi di Hezbollah.

Il trasferimento di bombardieri B‑2 a uno Stato alleato rappresenterebbe un precedente storico: al momento, gli Stati Uniti dispongono di soli 19 esemplari operativi di questo velivolo stealth strategico, progettato per penetrare le difese aeree nemiche e sganciare armamenti sia convenzionali che nucleari.

Anche le GBU‑57 Massive Ordnance Penetrator (MOP), capaci di penetrare fino a 60 metri di cemento armato o roccia prima dell’esplosione, sono armi riservate a contesti ad alta priorità strategica e la disponibilità di questo armamento anche se ufficialmente classificata è nell’ordine della ventina di ordigni.