Care lettrici e cari lettori ci concederete la Vostra benevolenza per una breve digressione che riguarda ARES-Osservatorio Difesa con un nuovo prestigioso traguardo raggiunto e superato, i cinquanta milioni di visualizzazioni.

Il risultato è stato calcolato a partire dal ottobre del 2020 da quando Google Analytics ha iniziato a registrare i dati in virtù del consistente e costante aumento del volume di traffico.
La crescita di ARES-Osservatorio Difesa è stata rapida ma controllata; nato come blog nella primavera del 2019, rapidamente si è trasformato in una vera e propria rivista online iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma perché, come anticipato, i volumi di traffico hanno decretato il successo favorendo la realizzazione e concretizzazione di questo passaggio.
Dopo un iniziale periodo di “dentizione” e di sperimentazione anche con errori che reputo essere stato fondamentale per la riuscita dell’impresa, la testata ha assunto un suo taglio e stile che nel settore, piaccia o meno, la rende immediatamente riconoscibile.
ARES-Osservatorio Difesa è cresciuta enormemente grazie all’impegno profuso in questi anni nel rendere l’informazione nel settore della difesa, e non solo, la più accessibile a tutti, dagli operatori del settore agli appassionati e semplici lettori, mantenendo una posizione di equilibrio, senza voler creare facili polemiche o vendere illusioni; in parole povere, la testata si dedica all’informazione quotidiana, merce piuttosto rara alle latitudini italiane, il tutto, da rimarcare, senza il paracadute del contributo statale all’editoria e senza particolari iniziative pubblicitarie da sostenere; 10.800 articoli pubblicati dal maggio 2019 ad oggi sono lì a testimoniarne in modo tangibile ed inequivocabile il gigantesco lavoro effettuato e l’altrettanto enorme successo ottenuto, perché questo dato altro non è che il risultato freddo di una legge di mercato semplicissima; se si è seguiti e si aumenta negli anni costantemente visualizzazioni e bacino d’utenza con questo “modus operandi” significa che si è credibili agli occhi di “amici e nemici” nonché si è ritenuti fonte seria ed autorevole, altrimenti si rimane confinati nello sterminato mondo internet di chi scrive per pochi intimi e senza prospettive. In altre parole, il guadagno che otteniamo con il passaggio della pubblicità di stampo generalista è solo frutto dell’applicazione quotidiana e del lavoro che, evidentemente è sempre più apprezzato; i numeri non mentono mai, parlano chiaro e sono indiscutibili.
I contenuti per la Redazione di ARES-Osservatorio sono sempre stati fondamentali e lo saranno anche in futuro, almeno fino a quando avrò l’onore ed onere di dirigerla editorialmente; ribadisco il concetto, lo scoop a tutti i costi o la polemica fine a sé stessa non ci interessano e li lasciamo volentieri ad altri.
Quello che offriamo, con grande sforzo non lo nego stante il pressoché continuo aggiornamento richiesto per un lavoro del genere, è un’informazione di fatto permanente del settore della Difesa e degli avvenimenti internazionali più “caldi”, ma anche dell’aerospazio e non disdegniamo “incursioni” nel settore energetico e dell’aviazione civile; non mancano di certo le informazioni delle nostre FF.AA., quantomeno quelle più importanti.
Tra l’altro e ne siamo particolarmente fieri, siamo stati tra i primi a proiettarci all’Estero con articoli e comunicati in lingua inglese con una certa frequenza e stabilità e, sempre, tra i pionieri ad aver stipulato accordi di collaborazione con riviste “sorelle” estere, perché l’Italia è solo una pedina, più o meno importante a secondo dei punti di vista, nel ambito del vasto scacchiere internazionale; molti hanno una concezione “italocentrica” rispettabilissima ma dal nostro punto di vista estremamente limitata e limitante e, pertanto, tendiamo a superarla.
Ovviamente, non dormiamo sugli allori; con l’amico Giacomo Cavanna, indispensabile supporto tecnico ed impeccabile professionista della informazione, nonché con tutta la Redazione siamo costantemente tesi a migliorare il prodotto per renderlo ancora più interessante e puntiamo a “coltivare” argomenti non ancora o, fin qui, poco trattati per esigenze di tempo e di precedenza accordate alla stretta attualità.
In conclusione, non volendo ricadere nel famoso detto “chi si loda si imbroda” a cui mi avvedo di essere pericolosamente vicino, estendo i ringraziamenti e congratulazioni a tutti coloro che in questi anni con il loro contributo hanno reso possibile il raggiungimento di tale risultato e prenoto un appuntamento con Voi lettori al prossimo traguardo dei cento milioni di visualizzazioni con un incitamento che reputo ideale: ” Per aspera sic itur ad astra!“.
Aurelio Giansiracusa Direttore Editoriale