Il conflitto in atto registra nuovi importanti eventi dal nuovo lancio di missili verso la Turchia, all’abbattimento di droni sulla Giordania.

Ieri, le difese ABM della NATO sono tornate in azione per ingaggiare ed abbattere nello spazio aereo turco un missile balistico lanciato dall’Iran con ricaduta di frammenti in campi vuoti a Gaziantep, nel sud-est della Turchia.
Il Governo di Ankara ha dichiarato che i missili balistici diretti verso la Turchia la settimana scorsa e ieri sono stati neutralizzati tempestivamente e che gli avvertimenti necessari sono stati trasmessi molto chiaramente alla parte iraniana.
L’ambasciatore iraniano ad Ankara, Mohammad Hassan Habibollahzadeh, è stato convocato al Ministero degli Esteri turco per chiedere spiegazioni dell’accaduto ed è la seconda volta che ciò avviene in meno di una settimana.
La Turchia ha dichiarato di voler rimanere estranea al conflitto ma anche di aver alzato al massimo livello le sue difese.
L’impegno del Regno Unito
Inoltre, nella serata di ieri i Typhoon della Royal Air Force sono tornati in azione per difendere la Giordania ed il Bahrein da nuovi attacchi di droni.
Il Ministero della Difesa del Regno Unito (UK MoD) ha infatti comunicato che i caccia britannici hanno abbattuto un sistema aereo a pilotaggio remoto in difesa della Giordania ed intercettato un drone diretto verso il Bahrein, nonché di avere in corso attività aeree difensive a supporto degli Emirati Arabi Uniti.
La decisione dell’Australia
L’Australia, da parte sua, ha deciso di inviare un aereo da sorveglianza radar E-7A Wedgetail in Medio Oriente e fornirà agli Emirati Arabi Uniti sistemi missilistici NASAMS per difendersi dagli attacchi iraniani e mantenere aperto lo spazio aereo locale, in modo tale da permettere il rientro in sicurezza nei rispettivi Paesi di origine di tutti coloro che si trovano lì per motivi di lavoro o turistici.
Anche la Francia rafforza la sua presenza nell’area con il Presidente Macron che ha annunciato con il dispiegamento dal Mediterraneo orientale allo Stretto di Hormuz di otto fregate, due portaelicotteri d’assalto anfibo e della portaerei Charles de Gaulle; insieme a queste unità saranno presenti anche un sottomarino d’attacco a propulsione nucleare (SSN) ed una nave da rifornimento (BRF).
Tale imponente schieramento è stato allestito per permettere la ripresa della navigazione in sicurezza del traffico mercantile e delle petroliere e navi gasiere, per garantire il flusso di petrolio e gas, nell’area del Mediterraneo orientale, del Mar Rosso, tramite la missione Aspides e dello Stretto di Hormuz oggi chiuso per gli attacchi iraniani.
Foto credit @Royal Australian Air Force