Fincantieri rafforza la sua posizione di attore industriale globale con un evento di grande rilievo tenutosi a Washington D.C., intitolato “FULL SPEED AHEAD: The U.S. Shipbuilding Renaissance”.
L’iniziativa ha visto la partecipazione di esponenti di primo piano del governo statunitense, della comunità industriale e del settore della sicurezza nazionale, tutti riuniti per analizzare le prospettive di lungo termine della cantieristica navale americana.
L’evento si è aperto con gli interventi di George Moutafis, nuovo CEO di Fincantieri Marine Group (FMG), e Jan Allman, CEO di Fincantieri Marinette Marine (FMM). Entrambi hanno ribadito il forte impegno del gruppo nei confronti degli Stati Uniti, attraverso un modello industriale unico, il cosiddetto “System of Shipyards”. Questo sistema produttivo avanzato comprende i cantieri di Marinette, Sturgeon Bay, Green Bay e Florida, impiega più di 3.000 lavoratori americani e rappresenta un pilastro della rinascita industriale del Midwest.
Con oltre 800 milioni di dollari di investimenti già realizzati negli Stati Uniti e una rete di più di 900 fornitori distribuiti in 43 Stati, Fincantieri si posiziona come protagonista industriale in grado di offrire un contributo strutturale al rafforzamento della base industriale marittima americana.
Una sfida industriale e strategica per la sicurezza
Il forum arriva in un momento decisivo: la cantieristica americana attraversa un periodo di forte pressione tra l’esigenza di potenziare la flotta e le difficoltà produttive che hanno colpito alcuni programmi chiave, come le fregate classe Constellation, affidate proprio a Fincantieri.
All’evento ha partecipato un panel di esperti moderato dal Vice Ammiraglio Rick Hunt, presidente di FMM, con ospiti di alto livello come la dottoressa Cynthia Cook (Center for Strategic and International Studies), l’Hon. Russell Rumbaugh (Atlantic Council) e la dottoressa Stacie Pettyjohn (Center for a New American Security).
La discussione ha posto al centro il tema della resilienza industriale e della sovranità produttiva nel settore navale, sottolineando come il rafforzamento della capacità cantieristica rappresenti una priorità per garantire la sicurezza marittima statunitense nei decenni a venire.
Nel suo intervento conclusivo, Pierroberto Folgiero, CEO e Managing Director di Fincantieri, ha dichiarato:
“Questo è un momento cruciale per la cantieristica americana e Fincantieri è qui per restare. Non stiamo solo investendo in infrastrutture, ma nel futuro della sicurezza marittima, dell’innovazione industriale e delle competenze che la rendono possibile.”
Il gruppo ha infatti sottolineato la volontà di accelerare l’integrazione di intelligenza artificiale e robotica avanzata nei propri processi produttivi, puntando a una trasformazione digitale dei cantieri, con l’obiettivo di fornire piattaforme navali affidabili, efficienti e perfettamente allineate con le priorità strategiche della U.S. Navy.
Fincantieri Marinette Marine
Con quattro stabilimenti americani e oltre 15 anni di presenza diretta, Fincantieri Marinette Marine è diventata il principale punto di riferimento industriale per le nuove costruzioni navali della U.S. Navy, a partire dalle fregate classe Constellation, destinate a rinnovare profondamente la flotta americana.
Il piano di espansione include il potenziamento della produzione militare, con l’obiettivo di garantire maggiori capacità alla Marina USA, diversificazione delle attività, con aperture anche al settore commerciale e alle piattaforme energetiche come l’eolico offshore e innovazioni tecnologiche, grazie al trasferimento di know-how dal settore navale europeo.
Un modello replicabile
L’approccio integrato di Fincantieri dimostra la validità di un modello industriale che combina tecnologie avanzate, capacità produttive su larga scala e sviluppo delle competenze locali. Un modello che punta a rafforzare l’autonomia strategica degli Stati Uniti, attraverso produzioni nazionali avanzate, la resilienza industriale, con cantieri moderni e performanti e la cooperazione transatlantica, con benefici diretti anche per l’industria europea.
Le prossime sfide
Il forum ha permesso di mettere in luce anche alcune delle principali sfide che il settore cantieristico statunitense dovrà affrontare nei prossimi anni.
Tra le questioni più rilevanti emerse, c’è innanzitutto la necessità di stabilizzare i tempi di consegna, soprattutto alla luce delle difficoltà registrate su alcuni programmi attualmente in corso, dove ritardi e modifiche progettuali hanno rallentato le produzioni.
Un altro tema centrale riguarda l’urgenza di ampliare la capacità produttiva complessiva, così da poter sostenere l’obiettivo di una flotta più numerosa e moderna. Questo ampliamento non avrà ricadute solo operative, ma contribuirà anche a rafforzare il tessuto industriale locale, con effetti positivi sull’indotto e sulla creazione di nuovi posti di lavoro qualificati.
Infine, è stata evidenziata una finestra favorevole sul piano politico, grazie a un crescente consenso bipartisan a sostegno della ricostruzione della cantieristica nazionale, considerata sempre più strategica per la sicurezza e l’autonomia industriale degli Stati Uniti.
Fincantieri riafferma il proprio ruolo di attore strategico nel futuro industriale americano. La cantieristica navale degli Stati Uniti vive una fase di ristrutturazione cruciale, e il gruppo triestino si conferma partner industriale e tecnologico di riferimento, capace di coniugare qualità europea e capacità produttiva americana.