A sorpresa il Presidente Donald Trump ha ordinato al Pentagono di riavviare i test di armi nucleari.

L’importante decisione secondo il Presidente Trump è dettata dalla necessità di rispondere su base paritaria a causa dei programmi di prove di armi di distruzione di massa effettuate da altri Paesi.
La decisione di Trump ha subito suscitato polemiche da parte della Cina, della Russia e delle Nazioni Uniti.
La moratoria dal 1992
Dal 1992 gli Stati Uniti non effettuano più test atomici reali a seguito della moratoria decretata dal Presidente George H. W. Bush, moratoria a cui si sono attenuti tutti i Presidenti successivi, compreso lo stesso Trump nel corso del suo primo mandato.
Gli Stati Uniti dal 1945 fino al 1992 hanno effettuato oltre 1.000 test di armi nucleari; dal 1992 le esplosioni sono stati sostituite da prove simulate computerizzate.
Tra l’altro l’ordine presidenziale avviene subito dopo l’incontro positivo tra Trump e Xi Jinping, incontro che è servito a dipanare diverse controversie in atto tra Stati Uniti e Cina, a rasserenare i rapporti tra le due superpotenze ed a scongiurare una devastante guerra commerciale.
Gli ultimi annunci russi e il nervosismo statunitense
Più che nei confronti della Cina la mossa di Trump probabilmente è da intendersi rivolta nei confronti della Russia di Putin che ha comunicato di aver testato con successo un drone sottomarino con capacità nucleare Poseidon, sottolineando che si tratta di un sistema d’arma più potente del missile balistico intercontinentale Sarmat o Satan II i cui ultimi test hanno lasciato peraltro a desiderare.
Tale drone è stato sviluppato per coprire rapidamente le distanze oceaniche e trasportare e far esplodere una potente testata nucleare in grado secondo i russi di creare onde radiottative per distruggere città e basi navali.
Oltre il drone Poseidon, la Russia ha rivendicato il successo nella prova del missile da crociera a propulsione nucleare Burevestnik che, grazie alla particolare propulsione, potrebbe volare a tempo inderteminato nell’attesa di sferrare l’attacco. Nel corso della prova il Burevestnik avrebbe volato per oltre 8.000 miglia; però, i servizi di intelligence occidentali nutrono dubbi sulla veridicità di queste notizie provenienti dalla Russia.
Peraltro, queste novità provenienti dalla Russia non sono piaciute per nulla al Presidente Trump che, prima di ordinare di riprendere i test nucleari, aveva vibratamente criticato il Presidente russo invitandolo a smettere di testare nuovi armamenti potenzialmente molto pericolosi, ricordando che nelle acque attorno la Russia staziona un battello pronto al lancio di missili, e di porre fine alla guerra con l’Ucraina che doveva durare una settimana e che ora si avvia ad entrare nel suo quarto anno.
Bisognerà verificare se all’annuncio seguirà effettivamente da parte del Pentagono una nuova campagna di test atomici o di prove effettuate con super calcolatori che simulano perfettamente le testate, la loro potenza e gli effetti.