Il Giappone rafforza le capacità di trasporto marittimo

In Giappone il Ministero della Difesa ha provveduto ad istituire un nuovo Gruppo di trasporto marittimo delle Forze di autodifesa, un’unità interforze o congiunta delle Forze di autodifesa terrestri e marittime, presso la base JMSDF di Kure.

La nuova unità è composta dal quartier generale del comando, dal 1° Squadrone di trasporto marittimo e dal 2° Squadrone di trasporto marittimo, ognuno dotato di proprie navi da trasporto dedicate.

L’unità è controllata direttamente dal Ministro della Difesa, ma è gestita dalla Forza di autodifesa terrestre. Nella capitale Tokyo è stato istituito un comando operativo congiunto.

I profili di impiego

Tale unità interforze è stata creata per migliorare le capacità di dispiegamento mobile nella regione sud-occidentale del Giappone e supportare le operazioni militari nella catena di isole Nansei, che comprende anche le contese isole Senkaku/Diaoyu.

Ovviamente, la situazione geopolitica in atto porta gli osservatori ed analisti ad ipotizzarne un impiego anche per supportare Taiwan in caso di necessità ma, ovviamente, si tratta di congetture tutte da dimostrare, anche se c’è da dire che da parte del Governo di Tokyo non sono mancate dichiarazioni di sostegno e di velato ipotizzato intervento a difesa dell’isola Stato nel malaugurato caso di un’invasione.

Le tipologie di navi in costruzione LCU e LSV

Le navi in questioni, appartenenti a classi LCU e LSV, oltre per compiti militari di trasporto, saranno impiegate anche per supportare la protezione civile sempre in prima linea nel arcipelago giapponese; per il Gruppo di trasporto marittimo saranno realizzate inoltre navi di supporto alla manovra (MSV).

Le LSV o Landing Support Vessels classe Yoko saranno realizzate in due esemplari ed avranno con dislocamento di 3.500 tonnellate, lunghezza di 120 metri e capacità di trasportare decine di veicoli e di container standard da 20″ od un migliaio di tonnellate di carico.

Queste LSV non hanno la rampa di carico/sbarco anteriore tipiche delle navi da trasporto e sbarco (LST) ma sono dotate di una rampa laterale retrattile tipica dei traghetti civili.

Gli LCU classe “Nihonbare” saranno costruiti in quattro esemplari, avranno un dislocamento di circa 2.400 tonnellate, una lunghezza di  80 metri e pescaggio di circa 3 metri. L’equipaggio sarà composto da circa 30 uomini. Trattandosi di una piccola nave da trasporto e sbarco la velocità massima sarà di circa 15 nodi.

La nave sarà in grado di trasportare diverse centinaia di tonnellate di materiali, compresa una dozzina di container standard da 20′ od una dozzina di veicoli.

La Nihonbare avrà la capacità di sbarcare i mezzi ed i materiali direttamente sulle spiagge dalla rampa grazie alla prua completamente sollevabile.

MSV

Infine, le navi di supporto alla manovra (MSV)  avranno un dislocamento complessivo di 200 tonnellate, lunghezza di circa 30 metri, larghezza di 7,7 metri e pescaggio particolarmente contenuto di 1,5 metri. 

La MSV sarà in grado di trasportare un carro armato o un veicolo blindato di taglia media od ancora in alternativa diversi veicoli blindati leggeri.

Le manovre di carico e di sbarco (RO/RO) saranno facilitate da un’ampia rampa di prua che durante la navigazione sarà completamente sollevata e richiusa “a libretto” per permettere la migliore navigazione all’unità da sbarco.

Foto credit @Japan Ground – Self Defense Force