Il Global Strike Command sospende l’M18, cresce la nostalgia per la Beretta M9

Il Global Strike Command dell’Aeronautica degli Stati Uniti (AFGSC) ha annunciato una sospensione a tempo indeterminato dell’utilizzo delle pistole M18.

Il motivo sembrerebbe legato ad un tragico incidente avvenuto il 20 luglio 2025 presso la base di F.E. Warren, nel Wyoming, che ha coinvolto un militare appartenente al 90° Security Forces Squadron.

Secondo quanto emerso da una ricostruzione non ancora confermata ufficialmente, il sergente avrebbe sganciato la fondina SafariLand dal supporto QLS (Quick Locking System) con all’interno la pistola M18, appoggiandola su un tavolo. L’arma, ancora nella fondina, avrebbe esploso un colpo autonomamente, colpendo il militare al petto e uccidendolo sul colpo.

L’arma del sergente era carica con colpo in canna, una condizione operativa definita “Condition 1” nel linguaggio militare. Si tratta di una prassi standard per il personale di sicurezza delle basi nucleari, in particolare all’interno del Global Strike Command, responsabile della protezione dei missili balistici intercontinentali e di altri asset strategici.

In questo contesto, gli operatori delle Security Forces sono autorizzati e spesso tenuti a portare l’arma in configurazione pienamente pronta all’uso, anche quando si trovano in postazioni apparentemente statiche come i “desk sergeant”. La logica è garantire la massima reattività in caso di minacce improvvise, riducendo il tempo necessario per reagire.

La pistola in questione, l’M18, è la versione compatta del sistema modulare d’arma MHS (Modular Handgun System), adottato nel 2017 dall’intero Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e basato sulla piattaforma Sig Sauer P320, già al centro di controversie per presunti spari accidentali senza pressione del grilletto. Solo due settimane prima, un rapporto dell’FBI aveva infatti riacceso i riflettori sulla sicurezza del modello, suggerendo la possibilità di “scarichi non comandati” in determinate condizioni operative.

“La sospensione dell’uso della M18 da parte dell’AFGSC è effettiva dal 21 luglio 2025, e resterà in vigore fino al termine di indagini approfondite da parte dell’Air Force Office of Special Investigations e dell’ufficio sicurezza dell’AFGSC”, ha dichiarato Hoffman.

“Per garantire la sicurezza del personale e la continuità della postura di sicurezza, gli operatori delle forze di sicurezza saranno equipaggiati con i fucili M4”.

In parallelo, il comando ha avviato ispezioni al 100% delle pistole M18 in dotazione e una revisione generale con il supporto del Centro Forze di Sicurezza dell’Air Force. Secondo un memorandum interno firmato dal generale Thomas Bussiere, la decisione è stata presa “per estrema precauzione”, in attesa dell’esito degli accertamenti.

Il rapporto del Ballistic Research Facility dell’FBI ha evidenziato che, in alcune condizioni di movimento e usura, è possibile disabilitare il meccanismo di sicurezza dello striker, consentendo potenzialmente l’innesco del colpo in camera anche in assenza del sear engagement completo. Tuttavia, il rapporto non è stato in grado di riprodurre sistematicamente lo scenario in laboratorio, pur raccomandando ulteriori indagini.

Anche l’agenzia federale U.S. Immigration and Customs Enforcement (ICE) ha adottato una misura ancora più drastica: il divieto permanente d’uso per tutte le pistole Sig Sauer P320, comprese le versioni civili e da servizio.

Sig Sauer risponde alle critiche

Sig Sauer ha contestato fortemente i risultati del rapporto dell’FBI, definendoli inconcludenti e affermando che i test congiunti successivi non sono riusciti a replicare le condizioni per un eventuale sparo involontario. L’azienda continua a sostenere che le pistole P320, comprese M17 e M18, non possano sparare se il grilletto non viene azionato.

L’Esercito degli Stati Uniti, che ha gestito il programma MHS, ha confermato nei giorni scorsi di non avere in programma alcun cambiamento nella distribuzione o nell’impiego delle pistole M17 e M18. Tuttavia, crescono i segnali che altri comandi potrebbero seguire l’esempio dell’AFGSC.

Un post su un gruppo social non ufficiale dell’Air Force suggerisce che anche l’U.S. Air Forces in Europe (USAFE) stia valutando una sospensione.

Beretta M9

Negli ambienti militari e sui social media, l’incidente ha riacceso il dibattito sulla scelta di sostituire la storica Beretta M9, in servizio per oltre trent’anni con le forze armate statunitensi. Numerosi utenti, tra militari in servizio e veterani, hanno espresso pubblicamente nostalgia per l’affidabilità della M9, considerata da molti più sicura rispetto alla moderna M18.

In diversi post sui gruppi social non ufficiali dell’Air Force, si moltiplicano i commenti che chiedono un ritorno alla M9 o quantomeno una revisione dell’intero programma MHS, accusato di aver privilegiato caratteristiche modulari e costi contenuti a scapito della sicurezza operativa.

“Con la Beretta non abbiamo mai avuto questo tipo di problemi” ha scritto un utente su Reddit “Forse era più ingombrante, ma sapevamo che non sparava da sola.”