Il Senato dà il via libera alla cessione della portaerei Garibaldi all’Indonesia

La Commissione Affari esteri e difesa del Senato ha espresso parere favorevole allo schema di decreto ministeriale relativo alla cessione a titolo gratuito della portaeromobili Giuseppe Garibaldi alla Marina militare della Repubblica d’Indonesia. Il provvedimento rientra nelle procedure previste dall’articolo 311 del Codice dell’ordinamento militare, che disciplina la dismissione e il trasferimento di materiali d’armamento dichiarati fuori servizio o obsoleti.

L’operazione rappresenta un passaggio significativo sia nel processo di rinnovamento della flotta italiana sia nel rafforzamento della cooperazione strategica tra Roma e Jakarta.

Una piattaforma storica giunta al termine del ciclo operativo

Entrata in servizio nel 1985, la Garibaldi è stata per oltre quattro decenni il fulcro della proiezione aeronavale italiana, partecipando a numerose operazioni internazionali, dalla Somalia ai Balcani fino alle missioni NATO più recenti.

L’unità è stata posta in posizione amministrativa di riserva dal 31 dicembre 2024 a causa dell’obsolescenza tecnico-operativa e del raggiungimento del limite del ciclo di vita. Nonostante gli ammodernamenti, le capacità di comando e controllo e l’integrazione con sistemi aeronautici di nuova generazione risultano oggi non pienamente allineate agli standard operativi contemporanei. 

Secondo la relazione tecnica allegata al decreto, la nave verrebbe ceduta priva di capacità offensive operative, mantenendo esclusivamente i sistemi essenziali per la sicurezza della navigazione e il trasferimento verso il nuovo utilizzatore. 

Impatto economico e industriale dell’operazione

La cessione gratuita viene considerata la soluzione più sostenibile sotto il profilo economico. Il mantenimento dell’unità in riserva comporterebbe costi annuali stimati in circa 5 milioni di euro, mentre la demolizione richiederebbe un iter di almeno due anni con costi complessivi stimati in circa 18,7 milioni di euro. 

Il valore complessivo stimato della nave è pari a circa 54 milioni di euro e l’operazione non genererebbe nuovi oneri per il bilancio della Difesa. Al contrario, potrebbe favorire ulteriori opportunità industriali nel settore navale e aeronautico, consolidando il recente rafforzamento delle relazioni con l’Indonesia, già concretizzatosi con l’acquisizione di due pattugliatori classe PPA. 

Tra le possibili ricadute economiche vengono indicate future commesse relative a sommergibili, velivoli da addestramento avanzato e piattaforme di pattugliamento marittimo.

Valenza strategica nella proiezione italiana nell’Indo-Pacifico

La cessione della Garibaldi si inserisce nel più ampio quadro della crescente presenza italiana nell’Indo-Pacifico, area sempre più centrale negli equilibri geopolitici globali. L’Indonesia, grande potenza marittima regionale, punta a rafforzare le proprie capacità navali per garantire il controllo degli spazi marittimi e contribuire alla stabilità regionale. 

Per l’Italia, l’operazione contribuisce a rafforzare il dialogo strategico con un partner chiave dell’area e a promuovere interoperabilità e cooperazione operativa in contesti multilaterali.

Un passaggio simbolico per la trasformazione della Marina Militare

La dismissione della Garibaldi rappresenta anche un passaggio simbolico nella trasformazione dello strumento aeronavale italiano, ormai orientato verso piattaforme di nuova generazione e capacità multi-dominio.

Per Jakarta, l’acquisizione dell’unità potrebbe costituire un significativo salto qualitativo nelle capacità di comando navale, addestramento e presenza aeronavale regionale, almeno nella fase iniziale del suo impiego.