Con una mossa a sorpresa Israele ha lanciato un raid aereo a Doha, capitale del Qatar, per colpire la delegazione di Hamas ivi presente che ha fin qui gestito le trattative con il Governo di Tel Aviv per la liberazione degli ostaggi e per siglare una tregua.

Attacco a sorpresa perché il Governo di Tel Aviv aveva fatto trapelare di voler accettare la proposta avanzata proposta dall’Amm.ne Trump per risolvere la sempre più ingarbugliata situazione in atto a Gaza, per salvare il salvabile.
Tale proposta, fino a stamane, era stata definita interessante da Hamas che la stava valutando per eventualmente addivenire ad un accordo con Israele.
L’attacco terroristico di domenica a Gerusalemme
Ma, evidentemente, l’attacco terroristico di ieri a Gerusalemme ha cambiato le carte in tavola del Governo di Tel Aviv che ha voluto chiudere definitivamente (o quasi, di definitivo in Medio Oriente non c’è mai nulla) i conti con il movimento palestinese reo di averne rivendicato pubblicamente le responsabilità.
L’attacco a Doha ha suscitato un vespaio internazionale, ovviamente, e non poteva essere altrimenti, poiché è stato portato in un Paese terzo che, finora, si era tenuto fuori dalla belligeranza in atto in Medio Oriente e che ospitava nella sua capitale la sede principale delle trattative tra palestinesi ed israeliani.
Tra gli obiettivi dell’attacco israeliano vi è Khalil al-Hayya, capo di Hamas in esilio e principale negoziatore dei palestinesi, dato per essere stato ucciso.
Secondo fonti qatariote l’attacco sarebbe stato lanciato nel momento i cui gli esponenti di Hamas si erano riuniti per discutere dell’offerta statunitense del rilascio degli ultimi ostaggi israeliani ancora in vita con contropartita la liberazione di centinaia di combattenti attualmente in carcere ed una sostanziale tregua, strategica per il movimento per rifiatare.
Sempre per alcune fonti qatariote, alcuni di questi leader sarebbero sopravvissuti all’attacco, peraltro ufficialmente confermato da fonti governative israeliane che ne ha rivendicato la responsabilità.
Secondo altre fonti, invece, l’intera leadership di Hamas sarebbe finita sotto le bombe israeliane senza possibilità di scampo; in effetti, sono state udite filmate dalle telecamere diverse esplosioni.
Le reazioni internazionali
Il Qatar ha condannato fortemente l’attacco subito, parlando di gesto codardo che viola palesemente il diritto internazionale e che ha messo a repentaglio la sicurezza sia dei cittadini qatarioti che dei residenti stranieri.
Anche le Nazioni Unite per bocca del Segretario Generale Guterres hanno definito l’azione israeliana una flagrante violazione della sovranità e dell’integrità territoriale del Paese mediorientale.
Israele, da parte sua, sostiene di aver informato il Governo di Doha e l’Amm.ne Trump dell’attacco.
Il Kuwait che non è mai stato molto tenero con il Qatar per le sue posizioni non sempre allineate e pericolosamente considerate da Abu Dhabi troppo filo iraniane, pur avendo sottoscritto gli Accordi di Abramo, ha condannato l’attacco israeliano.
Possibili sviluppi e la situazione in Medio Oriente
Il rischio ora è che si riaccenda il conflitto con l’Iran oltre quello mai sopito con gli Houthi dello Yemen che, recentemente, hanno subito la pesante decimazione del loro establishment politico-militare colpito da una serie di raid israeliani eseguiti in risposta di lanci di missili balistici ed altri attacchi che avevano colpito il Paese.
Quasi in contemporanea all’attacco a Doha si segnalano anche pesanti azioni di bombardamento eseguite dagli israeliani in diverse località della Siria, segno che anche la questione del controllo del Golan e quella della protezione dei drusi è tutt’altro che risolta.
Infine, bisogna prestare la massima attenzione alla pentola a pressione libanese, con il Paese nuovamente sul orlo di una guerra civile con il Governo di Beirut che nei giorni scorsi ha deciso di procedere a disarmare Hezbollah uscito a pezzi dal conflitto con Israele ma ancora in grado di causare problemi alle autorità centrali libanesi e che ha minacciato di rispondere militarmente.