Il Governo di Atene ha approvato un programma di acquisto d’urgenza relativo a velivoli da trasporto tattico C-130J immediatamente disponibili sul mercato.

La situazione è “precipitata” allorquando uno dei C-130 da trasporto impiegati dall’Aeronautica Greca per inviare in Turchia, squadre di soccorso, mezzi ed aiuti per partecipare alle operazioni di salvataggio a seguito del disastroso terremoto che ha distrutto una parte del Pese, è stato costretto a rientrare alla base per problemi che ne impedivano la continuazione della missione.
Le autorità greche sono state costrette a sostituire l’unico Hercules disponibile con un Leonardo C-27J Spartan che, ovviamente, non ha le stesse capacità di carico e di prestazioni del C-130.
L’Aeronautica Greca dispone di nove C-130B/H, due dei quali impiegati in missioni ESM/EW; il problema è che attualmente, ben sette di questi velivoli sono fermi perché devono essere sottoposti a grandi lavori e/o aggiornamento delle dotazioni avioniche.
L’imbarazzo per la situazione creata ha convinto il Presidente del Consiglio del Governo Greco, Kyriakos Mitsotakis, ad indire una riunione di emergenza ad Atene per affrontare il problema.
Secondo fonti della stampa greca, la soluzione sarebbe stata trovara, acquistando sei velivoli C-130J già disponibili sul mercato e, a tal fine, sarebbero stati individuati quelli italiani.
Le fonti greche riportano che Roma, interpellata, avrebbe dato parere favorevole alla cessione di una prima tranche di quattro velivoli con altri due velivoli che sarebbero trasferiti in un secondo tempo.
Peraltro, una cessione del genere sembra complicata per l’Italia che ha già in corso il trasferimento di quattro/sei velivoli C-130J alla Svezia, per cui, se andasse in porto, anche la trattativa con la Grecia, la linea di Super Hercules italiani si dimezzerebbe, compresi i KC-130J impiegati per il rifornimento in volo; questa situazione comporterebbe il più che probabile acquisto di nuovi velivoli da trasporto da parte italiana, per ripristinare le capacità operative dei due Gruppi della 46a Brigata Aerea montati attualmente sui Super Hercules, acquisto che nel Documento di Programmazione Pluriennale 2022 non è previsto, se non come auspicato interesse ad aumentare le capacità di trasporto nel ambito delle linee tendenziali di sviluppo delle Forze Armate Italiane.
Roma ha in atto la dismissione di una parte della sua linea di Super Hercules (all’epoca furono ordinati 12 C-130J “corti” con sei kit da rifornimento in volo per KC-130J e 10 C-130J-30 “lunghi) perché, pur essendo iniziate le consegne nel 1999-2000, i velivoli sono fortemente usurati a causa dell’intenso impiego per le esigenze di trasportare materiali ed uomini per lunghi anni in Afghanistan, Iraq, Kuwait, Africa oltre gli impegni NATO e nazionali; questo ha determinato una valutazione che per alcuni esemplari, con alto tasso di usura ma con ancora un discreto numero di ore di volo da consumare, fosse più economico la vendita, piuttosto che una profonda ristrutturazione con tempi lunghi ed alti costi da gestire.
Tornando alla Grecia, il problema della sostituzione dell’attuale linea di C-130H nasce dal costo di acquisto di un C-130J di nuova produzione che, a seconda dell’allestimento richiesto, varia tra i 100 ed i 120 milioni di dollari.
Anche se il programma fosse gestito, come normalmente avviene, tramite canali di vendita militari stranieri (FMS), i nuovi velivoli non potrebbero essere consegnati all’Aeronautica Greca prima del 2025-2026 nell’ipotesi migliore.
Pertanto, dovendo “tamponare” la situazione, lo Stato Maggiore Greco ha preso accordi con la Hellenic Aviation Industry, l’impresa che gestisce la manutenzione dei C-130H, di accelerare i lavori su tre C-130H attualmente fermi presso gli stabilimenti di HAI; secondo gli accordi, i tre velivoli saranno riconsegnati all’Aeronautica Greca entro quest’anno.
La situazione critica della linea trasporti greca ha origine lontane, perché nel corso degli ultimi anni sono stati tagliate progressivamente le risorse per la manutenzione e l’aggiornamento delle linee di volo non da combattimento; analoga situazione si era creata per la linea C-27J, con gli otto esemplari disponibili entrati in sofferenza per mancanza di parti di ricambio, fino a quando non è stato sottoscritto un nuovo contratto con Leonardo.
Attualmente, con il progressivo aumento delle risorse grazie al miglioramento dei conti pubblici, sotto la spinta del forte riarmo turco e della grave situazione internazionale in atto a causa della guerra tra Russia ed Ucraina, il Governo Greco sta tentando di invertire la rotta, assegnando fondi anche per l’esercizio ed il mantenimento, cercando di migliorare il tasso di operatività anche delle linee non da combattimento.
Foto @Aeronautica Militare Italiana