La vicenda del relitto della Arctic Metagaz ancora a galla sembra essere giunta ad un punto di svolta con l’annuncio da parte della National Oil Corporation (Libica) di aver adotatto un piano per il suo recupero.

La nave, dopo essere saltata in aria per cause ancora non chiare con una blanda rivendicazione ucraina in merito, mentre si trovava in navigazione a sud dell’isola di Cipro, non era affondata, ma abbandonata dall’equipaggio recuperato da altre navi nell’area ed elicotteri inviati da Grecia, Cipro ed Egitto, a causa delle correnti era entrata nelle acquee della ZEE di Malta e tenuta sotto stretta osservazione poiché considerata pericolosa per la navigazione e per l’ambiente, con il Governo Italiano che si era dichiarato pronto a sostenere il Governo Maltese nelle sue decisioni in merito al relitto ancora a galla.
A causa del cambiamento dello stato del mare determinato da forti venti nord orientali, la nave fortemente danneggiata in balia delle onde ha ora mutato rotta e puntato decisamente verso le coste libiche.
Pertanto, la NOC per prevenire possibili disastri anche ambientali ha deciso di tentare di trainare il relitto in un porto libico e di metterlo in sicurezza.
L’operazione, gestita dalla Mellitah Oil & Gas Company per conto di NOC e dell’italiana ENI suo partner strategico, sarà materialmente messa in atto da un’azienda globale specializzata nella gestione di incidenti che coinvolgono petroliere, piattaforme petrolifere offshore e simili.
La NOC ha affermato che il controllo di questa minaccia ambientale è assolutamente possibile, spiegando che tutti gli impianti petroliferi libici, dalle piattaforme ai porti, sono al sicuro da qualsiasi inquinamento o rischio in tal senso, e precisando che è stata istituita una sala operativa di emergenza per coordinare tutte le operazioni correlate, con il diretto supervisione del Presidente del Consiglio di Amministrazione della società ed in coordinamento con le autorità competenti del Paese.
L’Arctic Metagaz al momento dell’esplosione trasportava gas naturale liquefatto (LNG) e faceva parte della cosiddetta flotta ombra che sarebbe costituita da decine di petroliere e navi metaniere/gasiere impegnate nel traffico illecito di petrolio e gas per violare il blocco imposto con le sanzioni internazionali deliberate nei confronti della Russia a causa della guerra con l’Ucraina; negli ultimi mesi si sono moltiplicati i sequestri con veri e propri abbordaggi ed i fermi ispettivi di queste navi che cambiano in continuazione bandiera, talvolta anche nome ed armatore, per sottrarsi ai controlli.
Fonte National Oil Corporation (NOC)