La Spagna non acquista gli F-35

Il Governo spagnolo presediuto dal Primo Ministro Sanchez ha deciso di non proseguire le trattative con gli Stati Uniti per l’acquisto di caccia bombardieri Lockheed Martin F-35.

Nei mesi scorsi il Ministero della Difesa di Madrid aveva inoltrato a Lockheed Martin una richiesta ufficiale di informazioni relative la versione a decollo corto ed atterraggio verticale, F-35B, del Lightning II.

La richiesta dell’Armada e l’intersse dell’Ejercito del Aire

La richiesta era stata avanzata in vista della sostituzione dell’attuale linea di AV-8B Plus dell’Armada, che non saranno più sostenibili dopo il 2030 a seguito del ritiro dal servizio da parte del US Marine Corps e della Marina Militare degli Harrier II ed alla chiusura del programma di aggiornamento e supporto tecnico da parte dell’industria (Boeing subentrata a McDonnell Douglas).

All’interesse dell’Armada per l’F-35B si era aggiunto anche quello dell’Ejército del Aire y del Espacio per la versione convenzionale F-35A in vista della sostituzione dell’ultima tranche di EF-18 Hornet ancora in servizio, per ottenere le capacità operative di un velivolo di quinta generazione, per non rimanere ai margini delle operazioni NATO.

Ma il duro scontro mediatico consumatosi al margine del recente vertice NATO tra il Presidente Trump ed il premier spagnolo sulla necessità di aumentare le spese della Difesa fino al 5% del Prodotto Interno Lordo (PIL) per rispondere alle nuove esigenze dettate dalla grave instabilità internazionale non ha certamente giovato alla causa, considerato che i partiti politici che sostengono il Governo Sanchez non nutrivano particolare interesse per il programma Lightning II, anzi erano e sono dichiaratamente ostili, nonostante le evidenti necessità tecniche ed operative dell’Armada, e più in generale sono contrari ad aumentare la spesa per la Difesa.

Le possibili alternative

Il Ministero della Difesa spagnolo ha fatto sapere che ora saranno valutate altre opzioni tra cui l’acquisizione di nuovi lotti di Eurofighter e l’attesa per la versione imbarcata del FCAS/SCAF, il travagliatissimo programma per lo sviluppo di un caccia di nuova generazione che Francia, Germania e Spagna stentano a portare avanti.

Peraltro, l’eventuale adozione della versione imbarcata del FCAS/SCAF presuppone l’immissione in linea da parte dell’Armada di almeno una portaerei dotata di catapulte (EMALS o elettromagnetiche visto che quelle classiche a vapore non sono più prodotte), programma che non potrà iniziare prima della fine del prossimo decennio e sempre che le risorse necessarie per un programma siano reperite e stanziate.

Per l’Armada la mancata acquisizione del F-35B si tramuterà in un duro colpo all’operatività della componente aerea imbarcata, parzialmente attenuato dall’immissione in servizio di UAV/UCAV imbarcabili sulla LHD Juan Carlos I che, comunque, dovrà rimanere in linea per parecchio tempo in attesa delle decisione sulla fattibilità e sostenibilità economica della costruzione di una portaerei.

Il Nono Squadrone della Flottiglia Aerea dell’Armada dovrà stringere i denti ed operare con un numero di Harrier II che via via andrà riducendosi, recuperando parti di ricambio dai velivoli che nel frattempo saranno dismessi per raggiunti limiti di vita tecnica o perché in cattive condizioni, con una macchina che peraltro diverrà rapidamente obsoleta per mancanza di aggiornamenti.

Foto credit @Armada Española