La strategia del Pentagono per contrastare l’A2/AD cinese

Negli ultimi anni, la Repubblica Popolare Cinese ha sviluppato una strategia militare denominata Anti-Access/Area Denial (A2/AD), volta a impedire o limitare l’accesso e la libertà di movimento delle forze avversarie nelle aree di interesse strategico, in particolare nel Mar Cinese Meridionale e nello Stretto di Taiwan. Questa strategia si basa su un insieme di capacità militari, tra cui missili balistici anti-nave, sistemi di difesa aerea avanzati, sottomarini e tecnologie di guerra elettronica.

In risposta a questa crescente minaccia, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha intrapreso una serie di iniziative per adattare e rafforzare le proprie capacità operative nella regione indo-pacifica.

In un discorso tenuto il 10 gennaio 2025 presso la School of Advanced International Studies della Johns Hopkins University, il Vice Segretario alla Difesa Kathleen H. Hicks ha evidenziato gli sforzi del Pentagono per contrastare la strategia A2/AD cinese.

Hicks ha sottolineato l’importanza di distribuire e mobilitare le forze in modo più efficace, riducendo la dipendenza da grandi basi fisse che potrebbero essere vulnerabili agli attacchi cinesi. In particolare, l’Aeronautica Militare statunitense sta sviluppando il concetto di Agile Combat Employment, che prevede la dispersione delle forze su numerosi aeroporti spedizionieri, aumentando così la resilienza e la capacità di risposta rapida. Inoltre, sono in corso investimenti per rafforzare le basi nel Pacifico, rendendole più resistenti a potenziali attacchi.

Un elemento chiave di questa strategia di adattamento è rappresentato dallo sviluppo di velivoli da combattimento collaborativi (Collaborative Combat Aircraft), droni semi-autonomi che opereranno al fianco di piattaforme con equipaggio, ampliando le capacità operative e distribuendo le funzioni su più assetti.

Parallelamente, l’iniziativa Replicator, promossa dallo stesso Hicks, mira a schierare migliaia di droni autonomi a basso costo in tutti i domini operativi, inclusi veicoli sottomarini e quadricotteri, per saturare il campo di battaglia e complicare le strategie avversarie.

Nel dominio spaziale, il Dipartimento della Difesa sta lavorando per implementare architetture proliferate, basate su un gran numero di piccoli satelliti. Questa configurazione mira a rendere inefficaci eventuali tentativi di attacco o disturbo da parte di potenziali avversari, garantendo una rete di comunicazioni e rilevamento robusta e resiliente.

Hicks ha concluso il suo intervento sottolineando l’importanza di evitare errori di calcolo nella competizione tra Stati Uniti e Cina, ribadendo l’impegno del Pentagono nel mantenere un vantaggio militare duraturo attraverso innovazione, adattamento e una postura difensiva flessibile e distribuita.