Le cinque direttrici per la strategia militare dell’Italia spiegata dal Gen. Portolano

Nel corso di un’articolata audizione alla Commissione Difesa della Camera, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, ha illustrato le linee guida del suo mandato, delineando un ambizioso piano di trasformazione dello strumento militare italiano alla luce dei mutamenti geopolitici e delle nuove sfide tecnologiche e operative.

Portolano ha ribadito la necessità di superare una logica di pianificazione basata esclusivamente sulle risorse disponibili, puntando invece a un approccio “mission driven”, ovvero guidato dalle esigenze operative.

“L’obiettivo è garantire all’Italia uno strumento militare credibile, all’altezza delle missioni assegnate e coerente con il ruolo del Paese nel contesto euro-atlantico ed euromediterraneo”, ha affermato il Generale.

Analizzando lo scenario strategico globale, Portolano ha sottolineato la crescente instabilità che attraversa il “Mediterraneo allargato”, i Balcani, il Medio Oriente, l’Africa settentrionale e il Sahel, fino all’Indo-Pacifico. In tale contesto, ha evidenziato la necessità di rafforzare le capacità di deterrenza e difesa, non solo in chiave NATO, ma anche in autonomia strategica nazionale.

Sei obiettivi, cinque linee d’azione

Il nuovo documento di Strategia Militare Nazionale – attualmente in fase di redazione – si articola su sei obiettivi strategico-militari e cinque linee d’azione.

Il nuovo Documento di Strategia Militare Nazionale, attualmente in fase di elaborazione, rappresenta un passaggio chiave nella trasformazione dello strumento militare italiano. Redatto su mandato politico e in linea con le mutate esigenze del contesto internazionale, esso si articola attorno a sei obiettivi strategico-militari e viene declinato operativamente attraverso cinque linee di azione prioritarie, ciascuna delle quali risponde a una specifica esigenza di adeguamento e modernizzazione della Difesa.

1. Coerenza dello strumento militare
La prima direttrice punta all’armonizzazione complessiva dello strumento bellico, con un focus su ammodernamento dei mezzi, interoperabilità tra forze e alleati, addestramento realistico interforze, e il ripristino delle scorte di munizionamento strategico. L’obiettivo è superare l’attuale frammentazione tecnologica e garantire la piena capacità di risposta, anche in scenari ad alta intensità.

2. Proiezione internazionale
Fondamentale è il rafforzamento della dimensione esterna dello strumento militare italiano, mediante una partecipazione attiva a missioni e esercitazioni multinazionali, una cooperazione rafforzata con NATO, UE e ONU, e l’assunzione di ruoli di leadership nei consessi strategici internazionali. L’Italia, ha sottolineato Portolano, deve saper “agire come Paese cornice”, ossia promotore e catalizzatore della stabilità regionale.

3. Ricerca e innovazione tecnologica
Nel mondo della competizione globale e della guerra cognitiva, il vantaggio passa dalla superiorità tecnologica. La terza linea d’azione è dunque dedicata a intelligenza artificiale, robotica, cyber, spazio, quantum computing, e alla valorizzazione del know-how nazionale, comprese PMI e start-up. Il Generale ha chiarito che l’Italia deve smettere di comportarsi come “cliente” e assumere un ruolo di “partner propositivo” nei programmi di sviluppo strategico.

4. Razionalizzazione funzionale
Una catena di comando più fluida, basi moderne, infrastrutture resilienti e una mobilità militare rapida sono le basi su cui poggia la quarta linea di azione. Il riferimento è al potenziamento delle capacità logistiche e di dispiegamento rapido, anche attraverso progetti cofinanziati dalla UE (es. Military Mobility), e alla semplificazione decisionale interna alla Difesa.

5. Valorizzazione del personale
Ultima, ma cruciale, è la linea di azione dedicata al capitale umano. Portolano ha parlato della necessità di ringiovanire i ranghi, riformare il modello di reclutamento, rendere attrattiva la carriera militare per i giovani, e sviluppare una Riserva operativa attiva sin dal tempo di pace. A questo si aggiunge l’urgenza di una riforma previdenziale, strumenti per il ricollocamento e un sistema formativo rinnovato, con un forte focus su competenze digitali, cyber e dominio spaziale.

Difesa aerea e munizionamento

Tra i programmi evidenziati spicca il rafforzamento delle capacità di difesa aerea. Portolano ha annunciato l’acquisizione di ulteriori sistemi Aster (15, 30 e B1NT), l’interesse per un sistema simile all’Iron Dome e la necessità urgente di ripianare le scorte di munizioni, gravemente intaccate dal supporto all’Ucraina. “Il gap è rilevante – ha avvertito – e la sua riduzione dipenderà dalla capacità di spesa, ma soprattutto dalla capacità industriale di produzione”.

GCAP, JAMMS, HIMARS

Il Generale ha confermato l’intenzione di proseguire con i programmi Eurofighter e F-35, con l’acquisizione rispettivamente di 24 e 25 ulteriori esemplari, e con lo sviluppo del Global Combat Air Programme (GCAP). Ha inoltre rilanciato il valore strategico del programma JAMMS (Joint Airborne Multimission Multisensor System), ritenuto “essenziale per dominare lo spettro elettromagnetico”, e ha citato l’imminente arrivo degli HIMARS, l’ammodernamento del PHZ2000 e dei nuovi obici semoventi ruotati per le brigate medie per la componente terrestre.

Spazio, dominio cyber e Satelliti Leo

Ampio spazio è stato dedicato all’evoluzione del dominio spaziale e cibernetico. Portolano ha indicato come prioritario lo sviluppo di costellazioni in orbita bassa (LEO) e della piattaforma europea IRIS², da cui deriveranno nuove capacità C4ISR e di superiorità informativa. Ha ribadito che il multidominio non è solo una somma di tecnologie, ma un’integrazione funzionale tra tutti i domini: terra, mare, aria, spazio, cyber e sottosuolo (underwater).

Focus sul personale

Il Generale ha posto l’accento sulla necessità di ringiovanire i ranghi, rivedere i meccanismi di reclutamento, istituire una vera riserva operativa modellata su standard NATO, e migliorare le condizioni di vita del personale – alloggi, turn-over, transizione post-carriera – con una proposta di legge che introduca misure economiche e previdenziali dedicate. “La specificità del personale militare – ha aggiunto – va riconosciuta in modo strutturale”.

Europa della Difesa

Sollecitato dalle domande dei parlamentari, Portolano ha affrontato anche il tema della difesa europea, distinguendo tra “difesa dell’Unione” e “difesa del continente”. Ha invocato l’istituzione di una catena di comando unitaria, una rete intelligence comune, e standard di interoperabilità vincolanti. “Oggi – ha dichiarato – solo l’accordo Berlin Plus applicato alla missione Althea in Bosnia rappresenta un caso riuscito di sinergia UE-NATO”.

Portolano ha ribadito che l’Italia ha bisogno di “uno strumento agile, flessibile e pronto”, capace di anticipare le crisi, operare in ambienti complessi e difendere la sovranità nazionale con credibilità. “La sfida non è solo militare, ma anche politica e culturale. Solo un’azione sinergica e sostenuta delle leve del potere nazionale – ha concluso – potrà garantire la sicurezza dei cittadini e la difesa dei nostri valori fondanti”.