Nell’ambito della Prima Conferenza Nazionale “L’Artico. La Difesa e il Sistema Paese nelle nuove sfide della competizione globale” recentemente tenuta a Roma presso il Centro Alti Studi Difesa (CASD) sono state presentate due nuove navi che permetteranno alla Marina Militare ed agli Enti di ricerca di operare in determinati periodi dell’anno nell’Oceano Artico ed al Polo Nord.

Attualmente, la Marina Militare organizza annualmente una campagna di ricerca oceanografica artica “High North” con la Nave Alliance.
Nave Alliance ha una storia particolare; nasce, infatti, per le esigenze di ricerca oceanografica della NATO; fu varata nel luglio 1986 presso il Cantiere Navale Fincantieri di Muggiano e consegnata alla NATO nell’aprile del 1988, pur essendo formalmente inquadrata nella Marina Tedesca.
Nell’aprile 1988, la nave fu consegnata all’allora Centro di Ricerche Subacquee del SACLANT (Undersea Research Centre – SACLANTCEN), successivamente ridenominato Centro di Ricerche Subacquee della NATO (NATO Underwater Reserch Centre – NURC), poi nuovamente ridenominato STO/CMRE.

A seguito di un accordo intervenuto con la NATO , nave Alliance è stata consegnata alla Marina Militare che mette a disposizione il proprio personale militare per equipaggiare la nave, mentre la NATO ne condivide l’impiego con la Forza Armata italiana.
Pertanto, l’accordo ha consentito il trasferimento dell’unità sotto la bandiera della Marina Militare, con la contestuale assegnazione, al comando dell’unità, di un Ufficiale superiore italiano.
Nave Alliance disloca poco meno di 3.200 tonnellate, è lunga 93 metri e larga 15,20 metri.
La nave è condotta da un equipaggio di 44 marinai e 20 ricercatori od altri operatori.
La propulsione di Nave Alliance di tipo diesel-elettrica è affidata a due motori diesel boxati, una turbina a gas e due motori elettrici a cui si aggiungono tre generatori diesel, con potenza complessiva di 24.090 KW ed una velocità massima di 16 nodi con un’autonomia di 7.200 miglia.
La nave è una delle più silenziose del suo genere, essendo stata concepita per ottenere un minimo livello di propagazione del suono in acqua.
L’unità è stata impiegata dalla Marina Militare, sotto il coordinamento scientifico dell’Istituto Idrografico, per le campagne di geofisica marina del Programma di ricerca High North.
La nave, in grado di operare con strati di ghiaccio del primo anno fino a 40 cm di spessore, può eseguire rilievi idrografici fino a 7.000 metri di profondità, operando con temperature esterne fino a -20°, impiegando veicoli unmanned a controllo remoto, con capacità di campionamento fino a 3.500 metri.
Peraltro, la Marina Militare per la sostituzione di Nave Magnaghi in servizio da cinquant’anni ha avviato presso il cantiere Fincantieri di Riva Trigoso la costruzione della Nave Idro-Oceanografica Maggiore che prenderà il nome “Quirinale” e che sarà consegnata nel novembre del 2027.

Nave Quirinale avrà un dislocamento di 6.400 tonnellate, lunghezza di 110 metri e larghezza di 20 metri; particolare l’architettura propulsiva che sarà di tipo integrato totalmente elettrico per abbattere le emissioni; la nave raggiungerà una velocità massima di 15 nodi ed avrà un’autonomia di 7.000 miglia a 12 nodi.
Anch’essa sarà in grado di operare con strati di ghiaccio del primo anno fino a 40 cm di spessore, potrà eseguire rilievi idrografici fino a 10.000 metri di profondità, operando con temperature esterne fino a -20°, impiegando veicoli unmanned a controllo remoto (ROV) ma anche autonomo (AUV), con capacità di campionamento da 5.000 a 7.000 metri, e potrà eseguire rilievi di bassi fondali con due mezzi navali minori in dotazione.
L’unità sarà in grado di eseguire rilievi batimetrici, topografici e geodetici, acquisire dati idro-oceanografici e geofisici marini e meteorologici, oltre che effettuare rilievi di anomalie magnetiche e condurre attività a supporto di operazioni di Rapid Enviromental Assessment (REA).
Nave Quirinale, a differenza di Nave Alliance, grazie alla strumentazione di alta tecnologia di cui sarà dotata ed alle soluzioni tecniche adottate, potrà operare indifferentemente al Polo Nord ed al Polo Sud, essendo stata specificamente progettata per operare negli ambienti estremi del pianeta.
L’equipaggio sarà di circa 80 marinai a cui si potranno aggiungere fino a 35 ricercatori.
La terza nave di interesse sarà Nave Arcadia dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).

Nel 2021 con la firma del protocollo d’intesa tra Ministero della Transizione Ecologica (MiTe), Difesa (rappresentata dallo Stato Maggiore della Marina Militare e dalla Direzione degli Armamenti Navali – NAVARM) ed Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) si è dato l’avvio alle attività di progettazione e realizzazione della nuova unità navale multipurpose, che sarà a disposizione dell’ISPRA per le attività di ricerca scientifica ed ambientale nel mar Mediterraneo e non solo ed in particolare per il monitoraggio dei fondali e degli habitat marini.
Oltre le ricerche scientifiche Nave Arcadia avrà compiti di monitoraggio dei fondali marini finalizzati all’installazione ed alla manutenzione di cavi, condotte e linee sottomarine di trasmissione dati ed elettriche, nonché di infrastrutture subacquee ed impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, tutte infrastrutture di carattere strategico per il Paese.
Nave Arcadia, prima nave NOMR (Nave Oceanografica Maggiore da Ricerca) dell’ISPRA, sarà ultimata dal Cantiere T. Mariotti nell’estate del prossimo anno e consegnata nel 2027, avrà un dislocamento di 4.250 tonnellate, lunghezza di 76,2 metri e larghezza di 16,8 metri.
L’unità è stata progettata per studiare, monitorare e proteggere gli ecosistemi marini del Mediterraneo ma ha caratteristiche che le permettono di operare anche nella regione artica in determinati periodi dell’anno.
La propulsione di Nave Arcadia sarà di tipo ibrido diesel-elettrico con certificazione di classe silenziosa Quiet/Silent; l’unità sarà in grado di ospitare venti tecnici/ricercatori e venti membri dell’equipaggio ed avrà un’autonomia di trenta giorni
La nave in grado di operare con strati di ghiaccio del primo anno fino a 40 cm di spessore, potrà eseguire rilievi idrografici fino a 4.000 metri di profondità, operando con temperature esterne fino a -10°, impiegando veicoli unmanned a controllo remoto (ROV) ma anche autonomo (AUV) in grado di operare fino a 3.000 metri di profondità con 60 ore di autonomia, con capacità di campionamento fino a 4.000 metri, e potrà eseguire rilievi di bassi fondali con i due mezzi navali minori in dotazione, di cui tipo USV a propulsione elettrica.