Libia respinge Italia, Grecia e Malta, annullata visita ufficiale a Bengasi: “violata la sovranità nazionale”

In un colpo di scena che scuote le relazioni diplomatiche tra Tripoli e l’Europa, il governo libico ha annunciato l’annullamento della visita dei ministri dell’Interno di Italia, Grecia e Malta, nonché del commissario europeo per la migrazione.

La delegazione, già presente presso l’aeroporto internazionale di Bengasi, è stata invitata a lasciare immediatamente il Paese e dichiarata “non gradita” dalle autorità libiche.

La decisione è stata resa pubblica l’8 luglio 2025 tramite un durissimo comunicato ufficiale firmato dal Primo Ministro Osama Saad Hammad.

Il testo accusa apertamente i rappresentanti europei di aver ignorato le procedure diplomatiche e violato la sovranità dello Stato libico, in particolare per non aver rispettato i regolamenti sull’ingresso e la permanenza nel Paese da parte di personale straniero.

“Un chiaro superamento dei limiti diplomatici e delle convenzioni internazionali, un comportamento che dimostra mancanza di rispetto per la sovranità nazionale libica e per le leggi vigenti”, si legge nella nota.

Il governo di Bengasi ha sottolineato che la visita non era stata autorizzata secondo le modalità previste dal diritto libico, e che la permanenza dei ministri e dei funzionari UE a Bengasi rappresentava un’ingerenza inaccettabile. Il comunicato ha anche ammonito tutte le missioni internazionali presenti nel Paese a rispettare pienamente le normative locali e le disposizioni ufficiali del governo.

Secondo quanto riportato da ItaMilRadar, nel pomeriggio dell’8 luglio, intorno alle 14:30 CEST, sono atterrati all’aeroporto Benina di Bengasi due velivoli militari: un Airbus VC-319A dell’Aeronautica Militare Italiana e un Embraer ERJ-135LR dell’Aeronautica Greca, entrambi provenienti da Tripoli. A bordo si trovavano i ministri dell’Interno di Italia e Grecia, accompagnati dal Commissario europeo per la Migrazione. Il Ministro dell’Interno di Malta sarebbe invece giunto con un volo separato.

Dopo l’invito delle autorità di Bengasi a lasciare il Paese i due velivoli militari sono decollati intorno alle 16:45.

Per l’Italia, che da anni cerca di mantenere un dialogo strategico con le autorità libiche in funzione della gestione dei flussi migratori e della stabilità nel Mediterraneo, si tratta di uno smacco clamoroso. La delegazione italiana, guidata dal Ministro dell’Interno, era parte di un’iniziativa concertata a livello europeo per affrontare le dinamiche migratorie con la componente orientale del governo libico.

La Libia è oggi un Paese diviso, con due principali entità che si contendono la legittimità: da un lato il governo di unità nazionale riconosciuto internazionalmente e con sede a Tripoli, dall’altro l’esecutivo con sede a Bengasi, controllato da Khalifa Haftar e guidato da Osama Saad Hammad. Quest’ultimo, pur non godendo di pieno riconoscimento internazionale, esercita un forte controllo su ampie porzioni del Paese, soprattutto nella Cirenaica.

L’iniziativa europea, evidentemente interpretata come una forzatura da Bengasi, ha quindi finito per aggravare le tensioni diplomatiche, rischiando di compromettere ulteriori tentativi di dialogo multilaterale sulla crisi migratoria nel Mediterraneo centrale.

Il comunicato libico si chiude con un monito formale a tutte le missioni diplomatiche, internazionali e non governative, operanti in Libia: il rispetto della sovranità dello Stato è una condizione imprescindibile per qualsiasi attività. Ogni violazione sarà trattata “con le misure previste dai trattati e dalle convenzioni internazionali”.