Nave Martinengo cosa c’é da sapere

Il Governo Italiano ha deciso di inviare Nave Federico Martinengo nelle acque di Cipro, a seguito degli episodi dei droni che hanno preso di mira l’isola, per contribuire alla difesa rafforzando il dispositivo navale che diversi Paesi europei, tra cui Francia, Grecia, Paesi Bassi e Spagna, oltre il Regno Unito, hanno in corso di dispiegamento in quell’area.

La nave in questione appartiene al programma delle fregate FREMM che in origine prevedeva la costruzione di dieci unità per l’Italia, suddivise in sei General Purpose e quattro per il contrasto antisom o ASW; successivamente sono state ordinate ed allestite altre due unità in versione ASW Enhanced che adotta la suite di missione della configurazione General Purpose con la suite di guerra antisom.

Nave Federico Martinengo (F596) è la settima Unità FREMM italiana e la terza allestita in configurazione GP, “General Purpose”.

La nave costruita da Fincantieri a Riva Tigroso, impostata nel 2014 e varata nel 2017, è stata successivamente completata al Muggiano, è stata consegnata nel 2018 alla Marina Militare.

La fregata disloca 6.700 tonnellate, ha una lunghezza fuori tutti di 144 metri, larghezza di 19,70 metri ed immersione o pescaggio di 8,6 metri; l’unità è condotta da un equipaggio di 168 tra ufficiali, sottufficiali, sottocapi e comuni.

La nave adotta un’architettura propulsiva di tipo CODLAG o COmbined Diesel eLectric And Gas della potenza complessiva di 32000 KW pari 42.912,7 HP, su una turbina a gas Avio-GE LM 2500+G4 da 32,00 MW di potenza, due motori elettrici ognuno da2,5 MW alimentati da quattro Diesel Generatori Isotta Fraschini V1716T2NE da 2,190 KW con una coppa di eliche a passo variabile; per facilitare le manovre la fregata + dotata di un motore elettrico con elica prodiera azimutale di tipo retrattile.

Nave Martinengo raggiunge una velocità massima di circa 27 nodi ed un’autonomia di oltre 6.500 miglia nautiche ad una velocità di crociera di 15 nodi.

Cuore elettronico della nave è il CMS (Combat Management System) ATHENA-I che gestisce il radar multifunzionale 3D attivo EMPAR, tipo a schiera in fase (phased array) in banda C con IFF , il radar di ricerca di superficie e aerea 2D in banda I/J RASS, radar di navigazione a bassa probabilità di intercettazione LPI SPN-730 / Selex SPN 753(V) 4 in banda I, il sistema di scoperta IR SASS Galileo, due sistemi di puntamento multisensore radar ed elettro-ottico MSTIS NA 25X (RTN-30X), radar per appontaggio elicotteri ed un sistema ESM.

La protezione è affidata ad sistema ECM su jammer e lanciarazzi per chaff/flare ed un sistema antisiluro SLAT.

Per le comunicazioni sono disponibili Datalink Link 11,16 e 22 M-DLP e sistema comunicazioni satellitare SATCOM.

Per la difesa antisom è presente un sonar attivo montato nel bulbo Thales 4110CL dotato di sistema di scoperta mine e telefono subacqueo, con trasduttore WASS e vi è anche un sonar anti-mine WASS SNA-2000-I. 

L’armamento consiste in un sistema SAAM ESD a 16 celle per missili  ASTER 15 e ASTER 30, fino ad otto missili superficie-superficie TESEO Mk2, un cannone 127/64 LW in grado di sparare munizionamento VULCANO e tradizionale, un cannone Super Rapido da 76/62 mm configurato Dardo/Strales, 2 mitragliere KBA 25/80, 2 lanciasiluri B515 per siluri MU90 e 2 elicotteri NH90 o 1 SH90 o 1 EH101 in grado di impiegare siluri MU90 e missili antinave Marte Mk2/S.

Foto credit @Marina Militare