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Gli M/25 sostituiscono gli M/10 in servizio da circa 16 anni; il nuovo fucile è denominato GV M/25 C8 MRR (Modular Rail Rifle) e deriva dal Colt Canada C8 MRR.
La carabine M/25 è prodotto dall’azienda canadese Colt Canada, che era anche il fornitore del precedente fucile M/10.
I due fucili sono molto simili tra loro, ma ci sono stati alcuni chiari miglioramenti dall’M/10 all’M/25. Tra le altre cose, il fucile M/25 ha un peso leggermente inferiore ed un comfort migliorato. Inoltre, la particolarità dell’M/25 è il suo nuovo sistema di guida, un ricevitore superiore monolitico con il sistema di attacco Magpul M-LOK che permette di montare rapidamente ottiche ed altri sistemi.
Inoltre, l’M/25 rispetto al precedente M/10 presenta una migliore presa ed un minore ingombro.
L’arma Colt Canada C8 MRR si caratterizza per la capacità di essere dotata di canne di diversa lunghezza; per quanto riguarda la versione danese, la M/25 è munita di canna da 15.7″.
L’arma calibro 5,56×45 mm ha un peso di 3,1 kg priva di munizionamento; grazie al calcio telescopico la lunghezza complessiva varia da 81 a 90 cm; la lunghezza della canna è di 34,5 cm.
La velocità iniziale del proiettile è di 896 metri al secondo; in modalità fuoco automatico la cadenza di tiro della carabina raggiunge i 700-900 proiettili al minuto.
L’arma impiega caricatori standard NATO con capacità di 30 proiettili da 5,56×45 mm.
L’acquisizione danese include varianti in due colori: Flat Dark Earth (FDE) e Nero; le armi sono tipicamente equipaggiate con ottiche ELCAN Specter DR 1-4x.
Lo scorso agosto, l’Agenzia per i Materiali e gli Approvvigionamenti del Ministero della Difesa Danese (DALO) aveva firmato un accordo con l’azienda canadese Colt Canada per l’acquisto di 26.000 M/25, con un’opzione per l’acquisto di ulteriori unità. L’accordo è stato recentemente messo in servizio e ha quasi raddoppiato l’acquisto, arrivando a quasi 50.000 M/25 ordinate,
Fonte Ministero della Difesa Danese
Foto credit @Forze Armate Danesi-Casper Brock
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Tali velivoli saranno utilizzati per monitorare gli interessi danesi anche nell’Artico, nell’Atlantico settentrionale e nel Mar Baltico.
Il nuovo squadrone farà capo all’Air Transport Wing e sarà quindi fisicamente basato presso la stazione aerea di Aalborg.
Gli MQ-9B SeaGuardian potranno essere impiegati anche per supportare il monitoraggio ambientale, le operazioni di ricerca e soccorso (SAR) e contribuire alle attività di intelligence danese.
Per il funzionamento ed il supporto tecnico e manutentivo la Reale Aeronautica Danese prevede di impegnare un centinaio di operatori tra piloti, operatori di sistemi e tecnici di cui ha avviato il reclutamento.
Il nuovo velivolo di GA-ASI può volare fino a 24 ore consecutive; ciò richiede che due team di equipaggi si alternino ai loro posti nella cabina di pilotaggio della stazione di conttollo a terra (GCS) circa ogni due ore per un periodo di 10-12 ore, dopodiché sono sostituiti da un nuovo gruppo di equipaggi che prende il controllo del velivolo mentre questo è ancora in volo.
Lo Squadrone 729 prende l’eredità dello stesso Squadrone che operò tra il 1955 ed il 1993 per compiti di ricognizione. . Il nuovo Squadrone 729 contribuirà anch’esso alla ricognizione fotografica, ma sarà anche dotato di una serie di nuovi e moderni sensori a supporto delle attività di sorveglianza ed intelligence.
Le consegne dei MQ-29B SeaGuardian da parte di GA-ASI alla Reale Aeronautica Danese sono attese a partire dal 2028; in questi due anni che separano dall’arrivo dei velivoli in Danimarca, la Reale Aeronautica provvederà a preparare ed addestrare il personale all’impiego delle nuove macchine.
Fonte ed immagine credit @Ministero della Difesa Danese
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Secondo il comunicato stampa della DGA francese, pubblicato oggi, in merito alle attività di appalto nel 2025, tra gli ordini per altri Paesi europei, la Direction Générale de l’Armement (DGA) francese indica anche “l’acquisizione iniziale dei missili terra-aria Aster per la Danimarca“.
Sebbene nel comunicato stampa non siano stati rilasciati ulteriori dettagli sull’argomento specifico, si dovrebbe trattare di un cosiddetto “ordine di produzione di componenti a lungo termine” per i componenti del sistema GBAD di nuova generazione franco-italiano.
Questa fase di approvvigionamento rappresenta una pietra miliare significativa non solo per il Ministero della Difesa danese, che intende potenziare la propria copertura di difesa aerea nazionale contro le minacce dei missili aerei e balistici, ma anche per la joint venture Eurosam tra MBDA Francia, MBDA Italia e Thales.
Fonte Ministero della Difesa del Regno di Danimarca
Foto credit @Eurosam/DGA
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L’iniziativa è parte del piano di flotta concordato nell’ambito dell’accordo di difesa per il periodo 2024-2033.
Il Ministro della Difesa di Copenaghen, Troels Lund Poulsen, ha affermato che questa strategia rafforza la posizione della Danimarca nella cantieristica navale e migliora la sicurezza degli approvvigionamenti a lungo termine.
Il gruppo di risoluzione ha deciso che lo Stato avrà la proprietà dell’impianto di assemblaggio, progettato per produrre navi più grandi in futuro.
Il Direttore del Consiglio per i Materiali e gli Appalti ha affermato che questa decisione è un passo importante per il Programma della Marina Reale e sarà seguita dalla definizione delle specifiche tecniche per poter avviare le trattative contrattuali.
Le scelte del gruppo di risoluzione si basano su un’analisi di Deloitte e puntano a sostenere la produzione ed autonomia danese.
Fonte ed immagine credit @Ministero della Difesa danese
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A tal fine, i Ministri della Difesa Troels Lund Poulsen per la Danimarca e Pål Jonson per la Svezia hanno presentato un’iniziativa congiunta per fornire all’Ucraina i sistemi di difesa aerea Tridon Mk2. Questa iniziativa consente anche ad altri Paesi interessati a fornire aiuti militari a Kiev di cofinanziare i materiali svedesi, aumentando i volumi e, al contempo, riducendo i costi per fornire a Ucraina più sistemi d’arma rapidamente.
Il Ministro Jonson ha sottolineato l’importanza di questo approvvigionamento comune per rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti svedesi ed europei, mentre il Ministro Lund Poulsen ha evidenziato come la donazione della Danimarca contribuisca alla difesa aerea dell’Ucraina, particolarmente necessaria a causa degli attacchi russi contro infrastrutture civili.
Il sistema Tridon Mk2 prodotto da BAE Systems Bofors, derivato dal cannone navale Bofors 40 mm Mk4, è un nuovo sistema di artiglieria antiaerea mobile, equipaggiato con un cannone Bofors da 40/70 mm progettato per la difesa contro droni (C-UAS) e loitering munition, missili da crociera, elicotteri e velivoli da combattimento in volo a bassa quota.
Il sistema è installato in una torretta non presidiata od unmanned a controllo remoto.
L’impianto è montato su veicoli ad alta mobilità 6×6/8×8; per quanto riguarda le prestazioni ha una portata effettiva fino a 12 km, a seconda del bersaglio, delle munizioni selezionate, della suite di sensori e del terreno circostante ed una cadenza di tiro di 300 colpi al minuto.
I Tridon Mk2 per l’Ucraina saranno integrati con i radar Giraffe 1X di Saab e sistemi di comando e controllo (C2) avanzati che gestiscono telemetro laser e termocamere ad alta definizione per operazioni nelle ore diurne e notturne o con cattiva visibilità.
Per esigenze operative la torretta può anche essere sollevata e posata a terra e controllata da remoto ad una distanza di sicurezza.
La fornitura danese-svedese prevede anche parti di ricambio e munizioni con spoletta programmabile 3P (Pre-fragmented, Programmable, Proximity-fused); tali munizioni permettono di abbattere minacce multiple, come sciami di droni, con un costo per ingaggio decisamente inferiore rispetto ai sistemi missilistici.
Per tale programma Tridon Mk2 la Svezia ha deciso di investire 2,1 miliardi di corone svedesi, pari a circa 200 milioni di euro, mentre la Danimarca ha aggiunto altri 480 milioni di corone svedesi, pari a circa 46 milioni di euro.
Le consegne di questi materiali inizieranno entro 12 mesi, fornendo all’Ucraina un significativo miglioramento nelle capacità di difesa antiaerea.
Fonte Ministero della Difesa svedese
Foto credit @BAE Systems Bofors
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La firma di un accordo quadro di ampia portata è stata celebrata con una cerimonia lo scorso 30 gennaio 2026.
L’accordo quadro ha una durata di sette anni e riguarda la fornitura di diversi tipi di munizioni.
Tra queste, munizioni di medio calibro da 30 mm e da 35 mm, munizioni da 120 mm per carri armati e proiettili da 155 mm per artiglieria.
I primi ordini nel settore delle munizioni di medio calibro includono vari tipi di cartucce nei calibri 30 mm x 173 e 35 mm x 228 destinate rispettivamente ai Piranha Skyranger 30, semoventi di difesa antiaerea di cui sono stati ordinati 16 esemplari, ed ai nuovi veicoli da combattimento della fanteria CV9035MkIIIC di cui sono in via di acquisizione 159 esemplari che sostituiranno i 44 CV9035DK MkIIIA che saranno impiegati per fornire parti di ricambio.
Nel settore delle munizioni per carri armati da 120 mm, Rheinmetall fornirà alla Danimarca oltre 1.000 proiettili a energia cinetica per i cannoni 120L55 dei carri armati Leopard 2A7DK di cui il Reale Esercito danese dispone di 44 esemplari.
I Leopard 2A7DK hanno con completato i lavori di ammodernamento e potenziamento a settembre 2023 ricevendo un sistema del controllo del fuoco aggiornato, corazzatura e capacità di sopravvivenza migliorate.
Il munizionamento da 155 mm è destinato ad equipaggiare la linea di semoventi d’artiglieria pesante ATMOS 2000 di cui la Danimarca ha acquistato nel 2023 da Elbit Systems 19 esemplari in sostituzione di altrettanti CAESAR trasferiti alla Ucraina a titolo di aiuti militari.
Gli ATMOS 2000 danesi installati su telai Tatra 8×8 con cabina blindata sono armati con un cannone 155L52 in grado di colpire obiettivi con munizionamento ordinario fino a 40 km di distanza.
Fonte Rheinmetall
Foto credit @Forsvaret
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Il nuovo materiale prende il posto delle attuali bombe da mortaio M/50 ad alto esplosivo e consente ai reparti danesi maggiore flessibilità operativa essendo in distibuzione nelle versioni ad alto esplosivo, ad alto esplosivo con peso allegerito, fumogena, illuminante oltre che per addestramento.
Le nuove bombe da mortaio adottano un design che le rende maggiormente aerodinamiche, aumentandone cosi la gittata e rendendole più facili da impiegare.
Il munizionamento in questione è stato immesso in servizio nel corso dell’anno scorso; a dicembre è stato impiegato in occasione di un’esercitazione a fuoco mettendo in luce le caratteristiche.
Le unità danesi impiegano mortai pesanti Cardom 10 da 120 mm installati a bordo di veicoli blindati Piranha 5 8×8 inquadrati in plotoni su quattro veicoli portamortaio e ricoprono un importante ruolo nel settore del supporto di fuoco a favore dei reparti della 1a Brigata.
Le nuove munizioni saranno prodotte prossimamente in Danimarca presso lo stabilimento di Elling, con benefici in termini di autonomia produttiva per il Paese e per il Reale Esercito che potrà contare su una filiera nazionale per l’allestimento e la fornitura di questo materiale.
Il Cardom 10 è un mortaio pesante da 120 mm realizzato in Israele da Elbit Systems che è caratterizzato da un rinculo particolarmente morbido; è in grado di colpire fino a 10 km di distanza.
Per aumentare la precisione di tiro ogni Cardom 10 danese è munito di un sistema di puntamento automatico, che permette di colpire il bersaglio designato anche con modalità MRSI che prevede l’impatto simultaneo di più colpi, e con un sistema di calcolo della velocità di fuoriscita della munizione MVRS-700SC prodotto in Danimarca.
Il Cardon 10 è dotato di un sistema di caricamento semiautomatico che consente una cadenza di tiro fino a 10 colpi al minuto.
Fonte Forsvarsministeriets Materiel- og Indkøbsstyrelse (FMI)
Foto credit @Forze Armate danesi
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La portavoce della NATO, Allison Hart, ha descritto l’incontro come “molto produttivo“, evidenziando la sicurezza dell’Artico come tema centrale della discussione.
Il portavoce Hart ha spiegato che i colloqui tra Danimarca, Groenlandia e Stati Uniti mirano a prevenire l’influenza economica e militare di Russia e Cina nella regione artica.
Il Presidente Trump in un post su un social network ha affermato che è stato raggiunto un accordo di massima, o accordo quadro, sulla Groenlandia, promettendo di rinviare l’imposizione di dazi dal 10% fino al 25% nei confronti dei Paesi europei che avevano inviato propri militari a supportare la posizione della Danimarca a meno che non si raggiunga un accordo sulla vendita dell’isola, ipotesi peraltro, del tutto esclusa sia dal Governo di Copenhagen che dal Governo locale di Nuuk.
Il Presidente Trump ha dichiarato che la sovranità danese rimarrà intatta e l’intesa raggiunta prevede nuove concessioni e diritti minerari per gli Stati Uniti i quali, a loro volta, provvederanno a potenziare la Groenlandia inserendola nell’ambito dello “scudo” militare Golden Dome in via di realizzazione per la protezione della nazione nord americana.
I leader europei avevano respinto le minacce di dazi di Trump dichiarandosi pronti a supportare il Governo Danese anche con l’imposizione di dazi alle importazioni di beni statunitensi, paventando anche la vendita del debito statunitense, mossa quest’ultima temutissima a Washington a causa della forte esposizione economica accumalata all’estero, rimanendo solidali con la Danimarca, mentre Groenlandia e Danimarca hanno sempre confermato la loro sovranità sul territorio dell’isola artica.
E’ altamente probabile che si giunga ad un compromesso con la Danimarca e la Groenlandia che permetteranno agli Stati Uniti di ampliare le basi esistenti e/o di aprirne di nuove con sovranità delle stesse pienamente riconosciuta a Washington, sulla falsariga di quanto ora avviene nell’isola di Cipro con le basi britanniche ivi presenti.
Nell’accordo rientrerà il ruolo della NATO vista come garante degli accordi da parte della Danimarca e dei Paesi dell’Alleanza che si erano detti contrari a qualsiasi ipotesi di spodestamento della sovranità danese sulla Groenlandia.
In questo quadro è evidente che la NATO dovrà assumere una maggiore responsabilità per la difesa della Groenlandia e più in generale della regione artica al fine di impedire o contenere l’azione di Russia e Cina sempre più interessate a sfruttare le immense risorse del continente artico e per piazzarvi proprie basi militari.
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Nel dicembre appena passato era stato firmato un contratto del valore di 33 milioni di euro per la fornitura di tre ponti mobili LEGUAN di ultima generazione, un pacchetto logistico e attrezzi speciali ed era prevista un’opzione del valore di 25 milioni di euro per altri tre sistemi completi.
Pertanto, FMI ha convertito in ordine fermo l’opzione esistente estendendo la portata dell’accordo con KNDS del dicembre 2025.
I nuovi “ponti su ruote” integreranno gli attuali sistemi di ponti LEGUAN del Reale Esercito su telaio Leopard 2 e rappresenteranno un passo importante nel potenziamento della 1ª Brigata Pesante.
Il sistema di trasporto e di rilascio è integrato sul pianale e può gestire diverse tipologie e lunghezze di sezioni di ponte LEGUAN da 14 e 26 metri, che sono le stesse tipologie di ponti già utilizzate dai LEGUAN 2 sulla piattaforma Leopard 2 già in uso presso i reparti danesi.

Nelle intenzioni del Reale Esercito i nuovi LEGUAN ruotati opereranno tipicamente dietro le unità di prima linea e saranno in grado di recuperare i ponti posati in meno di dieci minuti senza dover utilizzare i LEGUAN 2 cingolati, che saranno solitamente impegnati in operazioni con le unità di combattimento di prima linea.
Con questa acquisizione, la 1a Brigata Pesante pertanto sarà perfettamente equipaggiata per superare ostacoli d’acqua con veicoli gettaponti corazzati, veicoli gettaponti ruotati, ponti e traghetti anfibi (M3 di GDELS).
Come piattaforma ruotata il Reale Esercito danese ha scelto il Tatra Phoenix 10×10 Bridge Carrier dotato di cabina blindata per proteggere l’equipaggio; è prevista anche la protezione antimina-IED.
Fonte Forsvarsministeriets Materiel- og Indkøbsstyrelse (FMI)
Fotografie credit @KNDS Deutschland (KNDS DE)
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La Defense Security Cooperation Agency (DSCA) ha rilasciato la certificazione richiesta notificandola al Congresso.
Il Governo della Danimarca ha richiesto di acquistare fino a cento (100) missili AGM-114R Hellfire e sei (6) lanciatori Hellfire (Longbow) M299 Hellfire.
L’appaltatore principale sarà Lockheed Martin Missile and Defense, Ocala, Florida e l’attuazione della vendita proposta non richiederà l’assegnazione temporanea di rappresentanti del Governo e dell’appaltatore degli Stati Uniti in Danimarca.
I missili in questione saranno impiegati dai velivoli a pilotaggio remoto MQ-9B SkyGuardian di General Atomics Aeronautical Systems Inc. (GA-ASI) di cui la Danimarca ha ordinato quattro esemplari per missioni ISR/ISTAR e di attacco di precisione.
Fonte Defense Security Cooperation Agency (DSCA)
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