Warning: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at /var/www/html/wp-content/themes/generatepress-child/functions.php:1) in /var/www/html/wp-includes/feed-rss2.php on line 8 Israele – Ares Osservatorio Difesa https://staging.aresdifesa.it Il tuo portale mondo della Difesa Mon, 04 May 2026 00:04:47 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://aresdifesa.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-AresLogo-32x32.jpg Israele – Ares Osservatorio Difesa https://staging.aresdifesa.it 32 32 Israele accelera la produzione di Arrow 3 https://staging.aresdifesa.it/israele-accelera-la-produzione-di-arrow-3/ Tue, 07 Apr 2026 12:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66484 Leggi tutto]]> In Israele il Ministero della Difesa di Tel Aviv ha deciso di accelerare la produzione degli intercettori Arrow. 

A tal fine, il Comitato ministeriale per gli appalti ha approvato il piano del Ministero della Difesa israeliano (IMOD) per un’ulteriore e significativa accelerazione della produzione degli intercettori Arrow, sviluppati e fabbricati da IAI – Israel Aerospace Industries in qualità di capo commessa.

Il Ministro della Difesa Israel Katz ed il Direttore Generale dell’IMOD, il Generale di Divisione (in pensione) Amir Baram, hanno dato il via libera all’accordo, che sarà firmato a breve, consentendo un aumento significativo sia del ritmo di produzione che delle scorte di intercettori Arrow, nell’ambito dei preparativi per la campagna in corso.

Le industrie della difesa israeliane stanno già incrementando la produzione su direttiva dell’IMOD e l’approvazione del Comitato apre la strada a un’ulteriore espansione. 

Il sistema Arrow 3, sviluppato e prodotto congiuntamente con la 
Missile Defense Agency (MDA) statunitense, intercetta le minacce balistiche ad altitudini esoatmosferiche e superiori, difendendo Israele dalle minacce strategiche a lungo raggio.

Il sistema ha dimostrato la sua efficacia durante l’attuale guerra, intercettando con successo numerosi missili balistici lanciati dall’Iran e dallo Yemen. È considerato uno dei sistemi di difesa missilistica più avanzati al mondo. 

Il piano di accelerazione è guidato dal Direttore dell’Organizzazione Israeliana per la Difesa Missilistica (IMDO) all’interno della Direzione per la Ricerca e lo Sviluppo della Difesa (DDR&D), Moshe Patel, insieme al Dipartimento del Bilancio e ad altri dipartimenti del Ministero della Difesa. 

Nel programma IAI è il principale sviluppatore del sistema Arrow attraverso la sua divisione MLM, in collaborazione con Stark Aerospace negli Stati Uniti; ELTA Systems Ltd e la divisione TMM di IAI, Elbit Systems, Tomer (società di proprietà statale) e Rafael Advanced Defense Syatems partecipano tutte alla produzione del sistema. 

La MDA è un partner chiave dell’IMDO all’interno della DDR&D nello sviluppo e nella produzione del sistema di difesa aerea e missilistica multistrato di Israele, che comprende i sistemi Arrow, David’s Sling e Iron Dome. La cooperazione strategica tra Israele e gli Stati Uniti contribuisce a garantire il vantaggio tecnologico di Israele nel campo della difesa aerea.

Fonte e foto credit @Ministero della Difesa di Israele

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Sistemi di artiglieria missilistica PULS per la Grecia https://staging.aresdifesa.it/sistemi-di-artiglieria-missilistica-puls-per-la-grecia/ Tue, 07 Apr 2026 06:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66470 Leggi tutto]]> Elbit Systems ha annunciato, in seguito al comunicato del 16 dicembre 2025, di essersi aggiudicata, nell’ambito di un accordo tra il Ministero della Difesa israeliano ed il Ministero della Difesa nazionale greco, un contratto del valore di circa 750 milioni di dollari (650 milioni di euro) per la fornitura di sistemi missilistici di artiglieria PULS (Precise & Universal Launching System) alle Forze Armate elleniche.

Il contratto avrà una durata di 4 anni e comprenderà un ulteriore periodo di supporto di dieci anni; secondo alcune fonti saranno forniti 36 sistemi.

Nell’ambito del contratto, Elbit Systems fornirà lanciatori PULS ed un pacchetto completo di munizioni che include razzi da addestramento, razzi a guida di precisione operativi per varie gittate e munizioni a volo stazionario.

Il sistema di artiglieria PULS offre una soluzione completa ed economicamente vantaggiosa, in grado di lanciare razzi non guidati, munizioni a guida di precisione e missili con diverse gittate. Il lanciatore è completamente adattabile alle piattaforme esistenti, sia su ruote che su cingoli e l’architettura aperta adottata ne consente l’integrazione con i sistemi C4I esistenti dei diversi utenti, consentendo una significativa riduzione dei costi di manutenzione e addestramento.

Caratteristiche del PULS

Il PULS può completare una missione di fuoco in meno di un minuto con un equipaggio di due operatori e ricaricare entrambi i pod in meno di 10 minuti.

I sistemi lanciarazzi multipli e multi calibro Precise and Universal Launching System (PULS) di Elbit Systems impiegano una varietà di sistemi missilistici avanzati, tra cui razzi di addestramento decalibrati e privi di testata esplosiva, razzi ACCULAR da 122 mm (18 per pod gittata fino a 35 km), ACCULAR da 160 mm (10 per pod con gittata fino a 40 km) e EXTRA da 306 mm (4 per pod con gittata fino a 150 km), nonché missili Predator Hawk da 370 mm (2 per pod con gittata fino a 300 km) per attacchi di precisione.

Missili EXTRA e Predator Hawk

Il missile EXTRA (Extended Range Artillery), dotato di sistema di guida INS/GPS e con errore circolare probabile (CEP) inferiore ai 10 metri, trasporta una carica bellica di circa 120 kg che può essere configurata come testata unitaria per penetrazione o frammentazione o con esplosione controllata per minimizzare i danni collaterali.

Il missile balistico a breve raggio Predator Hawk, anch’esso dotato di sistema di guida INS/GPS e con errore circolare probabile (CEP) sempre inferiore ai 10 metri, trasporta una testata unitaria da 140 kg, progettata per distruggere infrastrutture critiche, centri di comando, nodi logistici e basi aeree.

La traiettoria di volo del Predator Hawk può essere programmata per superare le difese aeree nemiche, rendendolo estremamente difficile da intercettare rispetto ad un razzo d’artiglieria di tipo convenzionale.

Diffusione europea del PULS

In conformità con la politica del Governo di Atene, Elbit Systems collaborerà con le industrie locali greche per la produzione del sistema, compreso il trasferimento tecnologico e la condivisione del know-how.

In Europa il sistema PULS di Elbit Systems è stato adottato già dai Paesi Bassi, Danimarca e dalla Germania, quest’ultima nella variante MARS 3 frutto della collaborazione tra KNDS Deutschland ed Elbit Systems.

Fonte e foto credit @Elbit Systems

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Gli Stati Uniti lanciano una missione CSAR in Iran dell’equipaggio del F-15E Strike Eagle abbattuto https://staging.aresdifesa.it/gli-stati-uniti-lanciano-una-missione-csar-in-iran-dellequipaggio-del-f-15e-strike-eagle-abbattuto/ Fri, 03 Apr 2026 16:35:10 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66411 Leggi tutto]]> Gli Stati Uniti hanno lanciato una complessa operazione di ricerca e soccorso e combattimento (CSAR) in territorio iraniano a seguito dell’avvenuto abbattimento di un caccia bombardiere Boeing F-15E Strike Eagle.

I due piloti del velivoli si sono eiettati; non appena è stato ricevuto il segnale di soccorso l’US CENTCOM ha mobilitato le forze necessarie al compimento della delicata missione.

Secondo funzionari militari statunitensi ed israeliani uno dei due membri dell’equipaggio dello Strike Eagle abbattuto è stato recuperato con successo sano e salvo e sta ricevendo le prime cure mediche.

Per il secondo membro dell’equipaggio sono tutt’ora in corso le ricerche per riportarlo alla base.

L’IRGC in un primo tempo aveva annunciato di aver abbattuto un F-35 ma le evidenze fotografiche indicano che trattasi di un F-15E, aereo che sta soffrendo diverse perdite in questa campagna aerea nei cieli mediorientali.

Inoltre, le autorità di Teheran hanno offerto una ricompensa per la cattura dei piloti statunitensi abbattuti, pari all’equivalente di 50.000 sterline.

I velivoli statunitensi impegnati

Si sono visti filmati di un HC-130J Combat King II e due HH-60G Pave Hawk che volavano a bassissima quota per la ricerca dei due piloti dispersi.

Anche MQ-9A Reaper e A-10 Thunderbolt sono stati avvistati, il primo perché con la suite ISR e con i sistemi elettronici può localizzare i piloti abbattuti ed i secondi, perché grazie all’ampia protezione di cui sono dotati possono operare a bassa quota ed intervenire per eliminare con il potente cannone gatling da 30 mm e con altro armamento aria-superficie in dotazione qualunque tipo di minaccia si approssimasse nelle vicinanze dell’equipaggio abbattuto e per assicurare, laddove fosse necessario, il supporto di fuoco agli aero soccorritori nelle delicate fasi di recupero ed estrazione dall’area.

L’Aeronautica Israeliana ha sospeso gli attacchi nel quadrante dell’area in cui presumibilmente l’equipaggio si è eiettato e supporta la missione CSAR dell’USAF.

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Lanciato con successo dal MARS 3 il razzo di addestramento da 122 mm https://staging.aresdifesa.it/lanciato-con-successo-dal-mars-3-il-razzo-di-addestramento-da-122-mm/ Tue, 31 Mar 2026 07:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66257 Leggi tutto]]> In Germania Diehl Defence ha annunciato l’avvenuto lancio con successo del razzo calibro 122 mm realizzato in collaborazione con Elbit Systems per usi addestrativi da parte dei nuovi sistemi missilistici d’artiglieria MARS 3.

Infatti, il nuovo razzo da addestramento da 122 mm di Diehl Defence ed Elbit Systems Land è stato lanciato con successo più volte dal sistema di lancio di artiglieria missilistica MARS 3 (EuroPULS) di fronte ad un folto pubblico internazionale di esperti durante un’esercitazione a fuoco che si è svolta presso il poligono di addestramento militare di Altengrabow.

La dimostrazione è avvenuta alla presenza di personale militare, di rappresentanti delle rispettive autorità di approvvigionamento ed alti funzionari del Ministero della Difesa, confermando la compatibilità del razzo da 122 mm con il nuovo sistema di lancio di artiglieria missilistica MARS 3 della Bundeswehr.

Una delle caratteristiche peculiari del nuovo razzo da addestramento è la testata dotata di carica di segnalazione, impiegante un nuovo tipo di propellente sviluppato da Diehl Defence. Questo rende l’impatto del razzo visibile nell’area bersaglio grazie a caratteristiche visive ed acustiche (boom, lampo, fumo) senza creare alcun rischio di incendio nell’area di addestramento militare.

Con i test preliminari effettuati in Israele nel 2025, dopo i lanci di prova nel febbraio 2026 e ora il lancio ufficiale nel poligoni di Altengrabow, il design aerodinamico del razzo risulta idoneo allo scopo per cui è stato progettato.

Presso il poligono tedesco di Altengrabow erano oltre trent’anni che non si lanciavano razzi.

La dimostrazione pienamente riuscita rappresenta anche l’inizio della ripresa della produzione di razzi di artiglieria da parte di Diehl Defence.

Fonte e foto credit @Diehl Defence

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MARS 3 per la Bundeswehr https://staging.aresdifesa.it/mars-3-per-la-bundeswehr/ Wed, 25 Mar 2026 10:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66070 Leggi tutto]]> La Bundeswehr ha in programma l’acquisto di circa 150 sistemi di artiglieria missilistica MARS 3; la novità è emersa durante i KNDS Media Days 2026 svoltisi recentemente a Monaco di Baviera.

Il MARS 3, noto anche come EuroPULS, sostituirà gli attuali sistemi MARS II, ormai obsoleti, nell’ambito del programma “Futuro sistema di fuoco indiretto a lungo raggio”.

Finora la Bundeswehr ha ordinato cinque sistemi MARS 3 per sostituire i MARS 2 trasferiti all’Ucraina a titolo di aiuti militari, la cui consegna da parte di KNDS DE è attesa nei prossimi mesi.

La produzione in serie sarà gestita attraverso un accordo quadro siglato tra BAAINBw ed il consorzio industriale tra KNDS DE ed Elbit Systems per un massimo di 300 sistemi, di cui la metà sarà destinata alla Bundeswehr.

Nel corso di quest’anno inizierà anche l’approvvigionamento delle munizioni necessarie per un valore superiore ad un miliardo di euro.

Caratteristiche del MARS 3

Il MARS 3 si basa sulla piattaforma PULS (Precise and Universal Launching System) di Elbit Systems con adattamenti associati e prevede l’integrazione di apparecchiature C4I tedesche.

Il sistema tedesco è in grado di lanciare un’ampia gamma di munizioni, compresi i Naval Strike Missile (NSM) di Kongsberg per compiti di difesa costiera ed attacchi di precisione.

Il MARS 3 è installato su una piattaforma ruotata ad alta mobilità IVECO Trakker, garantendo maggiore velocità ed agilità su strada, rispetto al MARS 2 che ricorre ad un telaio cingolato essendo la versione tedesca del M270 MLRS; KNDS DE sottolinea che possono essere impiegati diversi tipi di piattaforme ruotate.

Il nuovo sistema è in grado di colpire obiettivi con estrema precisione a distanze variabili, arrivando fino a 300 km per garantire una capacità di “attacco in profondità; nel prossimo futuro è previsto un aumento di portata con l’adozione di nuovi sistemi missilistici balistici attualmente in fase di sviluppo.

Come il PULS, anche il MARS 3 può impiegare vari tipi di razzi a guida di precisione e missili, balistici a corto raggio e come anticipato antinave, in due pod che possono essere caricati con diversi tipi di munizioni a seconda delle esigenze di missione; il sistema di controllo del tiro modulare MFCS è di tipo aperto e non è limitato al munizionamento di un solo produttore; infatti, il pod lanciatore e l’MFCS sono stati intenzionalmente studiati per facilitare al massimo l’integrazione di nuove munizioni.

Foto credit @KNDS Deutschland (KNDS DE)

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Il Qatar espelle l’addetto militare ed i diplomatici iraniani dopo l’attacco di Ras Laffan https://staging.aresdifesa.it/il-qatar-espelle-laddetto-militare-ed-i-diplomatici-iraniani-dopo-lattacco-di-ras-laffan/ Thu, 19 Mar 2026 09:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65917 Leggi tutto]]> Con il passare dei giorni, si è entrati nella terza settimana di conflitto aperto, la situazione in Medio Oriente diventa sempre più incandescente e si delineano scenari sempre più foschi.

L’Iran, in risposta al bombardamento degli impianti di South Pars ed Asaluyeh da parte israeliana, ha eseguito una rappresaglia sulla zona industriale di Ras Laffan in Qatar, il principale impianto per la produzione di gas naturale liquefatto.

Il grave attacco ha messo sotto pressione le squadre di pronto intervento dell’Emirato che sono riuscite a domare i principali focolai ed a contenerne gli effetti.

La risposta qatariota

Sul piano politico e diplomatico la mossa iraniana non poteva rimanere senza risposta; infatti, il Qatar ha deciso l’immediata espulsione dell’addetto militare e dei diplomatici iraniani invitati a lasciare il Paese entro 24 ore.

La situazione è complicata dal fatto che i due Paesi gestiscono uno dei più grandi giacimenti mondiale di gas, con South Pars in Iran e Ras Fallan in Qatar; Iran e Qatar, pur essendo su posizioni politiche diametralmente opposte, hanno trovato (od avevano, vista la situazione in atto) un punto di equilibrio nella gestione condivisa di questa immensa risorsa naturale.

Il Qatar ha duramente condannato l’attacco subito a Ras Laffan, uno dei più importanti centri mondiali di lavorazione ed esportazione del gas, considerandolo una pericolosa escalation ed una minaccia diretta alla sua sicurezza ed a quella regionale.

L’Emirato ha dichiarato che ulteriori azioni ostili saranno contrastate con misure aggiuntive e ha ribadito il proprio diritto di rispondere ai sensi del diritto internazionale.

Da parte sua QatarEnergy ha confermato che diversi dei suoi impianti di gas naturale liquefatto (GNL) sono stati oggetto di attacchi missilistici nelle prime ore di oggi, provocando incendi di notevoli dimensioni ed ulteriori ingenti danni.

Questi attacchi ed i relativi danni si sono aggiunti a quelli sferrati ieri dall’Iran contro il polo industriale di Ras Laffan, che aveva causato ingenti danni all’impianto Pearl GTL (Gas-to-Liquids).

La posizione statunitense

Bisogna segnalare anche la posizione statunitense con il Presidente Trump che sostanzialmente fa ricadere su Israele l’intera responsabilità dell’attacco su South Pars, azione decisa e messa in campo senza coinvolgimento americano, e che peraltro minaccia Teheran di un’azione statunitense ben più significativa sull’impianto nel caso in cui l’Iran continui a prendere di mira Ras Laffan.

Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti sempre più sotto pressione

A questo attacco si aggiungono quelli lanciati contro gli impianti petroliferi industriali di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.

Ieri, sono state segnalate esplosioni a Riad ed in diverse aree del Paese con la difesa aerea e missilistica saudita più volte entrata in azione per tentare di contrastare la minaccia, tutto questo mentre nella capitale politica del Regno si riunivano i Ministri degli Esteri dei Paesi del Golfo che hanno condannato gli attacchi iraniani eseguiti con missili balistici e droni, considerati totalmente ingiustificati poiché portati contro aree residenziali ed infrastrutture civili, impianti industriali, impianti di desalinizzazione, aeroporti e missioni diplomatiche.

Dinanzi a tale situazione il Ministro degli Esteri saudita, il Principe Faisal bin Farhan, ha dichiarato oggi che il Paese non cederà alle pressioni subite dall’Iran e che si riserva di rispondere agli attacchi subiti nel quadro di quanto previsto e consentito dal diritto internazionale.

Da parte loro, oggi, gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato di aver interrotto completamente la produzione di LNG che le operazioni presso i loro principali impianti di gas naturale sono state sospese a causa degli attacchi missilistici e dei droni iraniani; tutto questo, ovviamente, legato all’attacco su Ras Laffan provocherà immediate conseguenze sul mercato del LNG i cui prezzi sono schizzati alle stelle.

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Si inasprisce il conflitto in Medio Oriente https://staging.aresdifesa.it/si-inasprisce-il-conflitto-in-medio-oriente/ Wed, 18 Mar 2026 11:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65895 Leggi tutto]]> Sono ripresi massicci bombardamenti da una parte e dall’altra nell’aerea sempre più incandescente del Medio Oriente.

All’avvenuta eliminazione da parte israeliana del capo della sicurezza iraniana Ali Larijani e di Gholamreza Soleimani comandante delle Forze Paramilitari Basij altissimi esponenti del regime che si erano particolarmente distinti nella feroce repressione dell’opposizione, ordinando massacri, torture ed esecuzioni sulla pubblica piazza, è corrisposto un pesante attacco missilistico su Israele, prendendo particolarmente di mira Tel Aviv con missili dotati di testate a grappolo.

Secondo l’IRGC, che ha effettuato i lanci, sono stati impiegati anche missili Khorramshahr 4 e Qadr, entrambi muniti di testate multiple dotate di submunizionamento a grappolo che rendono più difficile l’intercettazione. Le autorità israeliane lamentano la morte di due persone in un quartiere densamente popolato di Tel Aviv, portando il bilancio delle vittime causate dalla nuova guerra ad almeno 14 persone, oltre danni ad infrastrutture civili e militari.

Anche da parte di Hezbollah dal Libano si segnalano ripetuti lanci di razzi per colpire l’alta Galilea ed Haifa, con il sistema di difesa israeliano Iron Dome più volte entrato in azione per ingaggiare le minacce considerate più pericolose.

Israele ha pesantemente risposto a questi attacchi concentrando gli attacchi nell’area della capitale libanese per colpire obiettivi legati ad Hezbollah e continua ad ammassare truppe e riservisti ai confini del Paese dei Cedri in vista di una possibile operazione terrestre su larga scala.

Inoltre, sono continuati gli attacchi iraniani nei confronti dei vicini Paesi arabi dove sono presenti infrastrutture militari statunitensi ed è stata pesantemente attaccata l’area dell’ambasciata americana a Bagdad con intervento ripetuto dei sistemi di difesa di punto entrati in azione.

Israele sostiene che ieri a Teheran ha centrato e distrutto il quartier generale dell’unità di sicurezza delle Guardie Rivoluzionarie incaricata di reprimere i disordini ed un centro di manutenzione collegato alle forze di sicurezza interne iraniane.

Gli Stati Uniti, da parte loro, dopo l’ondata di risposte negative ricevute da parte dei Paesi alleati e partner a partecipare alle operazioni per mantenere aperto lo Stretto di Hormuz, hanno ripreso a bombardare pesantemente le postazioni missilistiche iraniane site attorno la strozzatura naturale, impiegando le bombe “a penetrazione profonda” GBU‐72 A5K da 5.000 libbre (2.267 chilogrammi) del tipo “bunker buster”  in un’operazione volta a neutralizzare le minacce iraniane alla navigazione internazionale nel Golfo Persico.

E’ stato lo stesso US Central Command (CENTCOM) a dare notizia di questi attacchi con tale tipo di munizionamento.

Immagini credit via social network

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Una cupola difensiva israeliana per la Grecia https://staging.aresdifesa.it/una-cupola-difensiva-israeliana-per-la-grecia/ Tue, 17 Mar 2026 07:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65847 Leggi tutto]]> Ad Atene la Commissione per gli armamenti del Parlamento greco ha dato il via libera all’acquisto di un sistema di difesa aerea e anti-drone multistrato, un programma del costo totale previsto di circa 3 miliardi di euro, che sarà presentato insieme ad altri programmi il prossimo 23 marzo all’Assemblea per ottenere l’approvazione definitiva.

Il programma in questione prevede la realizzazione di una rete centralizzata di sensori, radar ed effettori, per proteggere la Grecia dalla minaccia di missili balistici, missili da crociera, droni, sciami di droni e loitering munitions.

La scelta israeliana

Per attuare quest’importante iniziativa le Forze Armate di Atene, in specie Aeronautica ed Esercito, si rivolgeranno alle industrie israeliane IAI, Rafael ADS ed Elbit Systems; infatti, al centro delle attenzioni greche vi sono i sistemi missilistici Spyder per la difesa a corto raggio (15-20 km di portata nella versione SR) ed anti drone/loitering munition, il Barak MX (da 35 fino a 150 km di portata a seconda della versione) per la difesa a medio/lungo raggio e contro missili da crociera ed il David’s Sling (portata fino a 300 km) che assicurerà la difesa a lungo raggio ed anche contro missili balistici.

Con tali sistemi israeliani le due Forze Armate provvederanno a sostituire gli attuali sistemi di difesa aerea di origine sovietica/russa OSA-AK, TOR-M1 e S-300 PMU-1 e statunitense MIM-23 I-HAWK ormai obsoleti e non in grado di affrontare le minacce attuali.

Questi sistemi saranno impiegati in interconnessione con i radar AESA ELM-2084 operanti in banda S che assicurano al contempo la sorveglianza a lungo raggio fino a 470 km ed il tracciamento fino a circa 1.000 bersagli.

L’ELM-2084 può essere impiegato anche per la localizzazione delle postazione di tiro di artiglieria, mortai e razzi avversari (C-RAM).

In questo quadro il sistema nazionale di comando e controllo greco dovrà essere in grado di interconnettere risorse terrestri e aeree, navi e sensori in un unico quadro operativo.

Foto credit @Rafael ADS Ltd

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Una nuova invasione del Libano all’orizzonte https://staging.aresdifesa.it/una-nuova-invasione-del-libano-allorizzonte/ Sat, 14 Mar 2026 10:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65778 Leggi tutto]]> Secondo un rapporto rilasciato da Axios, Israele ha avviato la pianificazione di un’invasione del Libano meridionale per distruggere definitivamente le basi di Hezbollah a nord ed sud del fiume Litani, dove sorge la cd. Blue Line, la linea di demarcazione sorvegliata dal contingente UNIFIL, missione a cui partecipa anche l’Italia. Questa operazione di terra sarebbe la più grande dal gennaio 2009, Operazione Piombo Fuso, e mirerebbe a prendere controllo dell’intera area e smantellare le infrastrutture militari di Hezbollah.

Un funzionario israeliano ha dichiarato che le IDF agiranno con le stesse modalità operative della Striscia di Gaza e che l’invasione è stata pianificata dopo un attacco di Hezbollah in cui sono stati lanciati oltre 200 razzi contro Israele, in coordinamento con l’Iran. Prima di questo attacco, il Governo di Israele era aperto ad aderire ad un’ipotesi di “cessate il fuoco”, ma ora la situazione è cambiata a causa della virulenza e persistenza degli attacchi di razzi lanciati da Hezbollah.

L’obiettivo dell’operazione israeliana sarebbe la conquista temporanea del territorio, spingere Hezbollah sempre più a nord e distruggere le sue posizioni da cui partono gli attacchi contro la Galilea ed Haifa. In un primo tempo le Forze di Difesa israeliane (IDF), pur avendo dichiarato di non essere favorevoli ad un’invasione su larga scala, a causa dell’escalation degli attacchi di Hezbollah hanno progressivamente rafforzato il loro dispositivo militare nel Nord del Paese; tra le misure prese si segnala lo spostamento delle unità di combattimento della Brigata Golani assegnate ora al Comando Settentrionale.

La delicata posizione del Libano

Il Ministro della Difesa Katz ha avvertito che, se il Libano non fermasse i lanci di razzi di Hezbollah, Israele potrebbe lanciare un’invasione su larga scala.

In Libano il Presidente, il Generale Joseph Aoun, ha ordinato all’Esercito di procedere a smantellare le infrastrutture di Hezbollah a sud del fiume Litani ed in Siria il Presidente Ahmad al-Sharaa (noto anche come Abu Muhammad al-Jawlani) ha ordinato al suo Esercito di sigillare i confini con il Libano, offrendo a Beirut sostegno e supporto militare per disarmare e disarticolare il movimento di Hezbollah.

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Riunito a Roma il Consiglio Supremo di Difesa https://staging.aresdifesa.it/riunito-a-roma-il-consiglio-supremo-di-difesa/ Fri, 13 Mar 2026 16:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65762 Leggi tutto]]> Oggi a Roma si è tenuta una riunione del Consiglio Supremo di Difesa al Palazzo del Quirinale, con la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso e del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano.

Durante l’incontro, il Consiglio ha discusso della crisi in atto in Medio Oriente e nel Mediterraneo, in particolare in risposta all’azione militare degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran. Sono stati espressi forti timori per le conseguenze destabilizzanti che questa situazione potrebbe avere sulla regione e sul sistema internazionale, già indebolito da anni di crisi e di conflitti.

Il Consiglio ha notato che l’instabilità internazionale, accentuata dall’irresponsabile aggressione della Russia all’Ucraina, ha portato a conflitti che colpiscono gli interessi strategici del Paese. È stata sottolineata l’urgenza di trovare soluzioni diplomatiche ai vari conflitti, in particolare in Mediterraneo e Medio Oriente, dove sono avvenuti attacchi inaccettabili contro civili.

In relazione alla situazione in Iran, il Consiglio ha avvertito dei rischi di un allargamento del conflitto che potrebbe favorire attività terroristiche. E’ stato ribadito che l’Italia non partecipa alla guerra e ha accolto positivamente il sostegno del Parlamento per le richieste di assistenza da parte di Paesi amici, avvertendo che le richieste al di fuori degli accordi internazionali esistenti dovranno essere sottoposte al Parlamento.

Le azioni intraprese dall’Iran nell’area del Golfo tese ad ostacolare la libera navigazione sono considerate gravi, così come è stata condannata l’aggressione ai militari italiani ad Erbil in Iraq.

Il Consiglio ha discusso anche delle misure per garantire la sicurezza dei cittadini italiani nel Golfo ed il sostegno ai partner strategici. È stata evidenziata l’importanza della cooperazione con principali Alleati europei per coordinare le azioni di difesa ed affrontare i rischi legati al conflitto in Iran.

In merito alla situazione in Libano, il Consiglio ha chiesto ad Israele di evitare risposte eccessive contro Hezbollah, sottolineando il costo umano dei conflitti. Sono state condannate le violazioni della risoluzione ONU n. 1701 e si è ribadita l’importanza di garantire la sicurezza della Blue Line, la fascia di demarcazione tra Hezbollah ed Israele presidiata e sorvegliata dalle Forze ONU tra cui quelle dell’Esercito Italianp.

Infine, il Consiglio Supremo di Difesa ha espresso gratitudine ai militari italiani impegnati in operazioni sia in Patria che all’Estero, evidenziando l’importanza del loro operato, in particolare nella missione UNIFIL in Libano.

Fonte e foto credit @Presidenza della Repubblica Italiana

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