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Infatti, ARQUIMEA supporterà lo sviluppo e la produzione di 18 satelliti per la costellazione Tranche 3 Tracking Layer, parte del programma Proliferated Warfighter Space Architecture (PWAS) della Space Development Agency (SDA). Questo programma è legato a un contratto con L3Harris Technologies.
In particolare ARQUIMEA si occuperà della produzione delle strutture satellitari, un elemento chiave per ciascuna piattaforma. I satelliti opereranno sul modello 300 di Lanteris, progettato per missioni in orbita terrestre bassa. Questa partnership segna un nuovo traguardo per ARQUIMEA come fornitore di strutture per satelliti LEO.
Il livello di tracciamento Tranche 3 migliorerà la capacità di rilevamento e offre una copertura globale maggiore per la difesa. Con questo contratto, ARQUIMEA continua a impegnarsi per fornire soluzioni spaziali affidabili e scalabili.
Fonte e foto credit @ARQUIMEA
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Con questo accordo, entrambe le società intendono ampliare la loro collaborazione esistente e affrontare congiuntamente progetti futuri nel campo delle moderne tecnologie per la difesa e la sicurezza.
Ciò include la modernizzazione dei veicoli blindati cingolati, le attività nel campo dei veicoli di supporto tattico, nonché la partecipazione congiunta ad una soluzione per veicoli da combattimento di fanteria tattici cingolati (IFV) e la creazione di consorzi per opportunità nel settore dei camion logistici.
L’accordo va oltre i veicoli da combattimento, coprendo altri settori, tra cui le soluzioni di comunicazione spaziale. L’obiettivo è sviluppare soluzioni innovative per tutte le Forze Armate, rafforzando al contempo la base industriale europea nel settore della difesa a lungo termine. Il protocollo d’intesa definisce il quadro per una cooperazione più intensa lungo l’intera catena del valore, dall’integrazione alla produzione e all’assistenza. Entrambe le aziende contribuiranno con le proprie competenze complementari nei settori dell’integrazione di sistemi, della tecnologia dei sensori, della digitalizzazione e dei sistemi di piattaforme ed effettori.
Rheinmetall ed Indra stanno rafforzando la loro posizione nel mercato europeo della difesa e si impegnano ad ampliare i loro progetti congiunti nel lungo termine.
Armin Papperger, CEO di Rheinmetall AG: “È un connubio perfetto: Indra è leader di mercato in Spagna e Rheinmetall è leader di mercato in Germania. Intendiamo collaborare su veicoli, satelliti, elettronica e sistemi navali. Il punto di partenza di questa collaborazione sono le due gare d’appalto del governo spagnolo per un massimo di 3.000 camion militari e diverse centinaia di veicoli tattici. Stiamo parlando di diversi miliardi di euro”.
Armin Papperger, CEO di Rheinmetall AG: “Con questo Memorandum d’intesa, Rheinmetall e Indra lanciano un chiaro segnale a favore di una più profonda cooperazione europea nel settore della difesa tra Germania e Spagna. Insieme, mettiamo in comune le nostre competenze tecnologiche per sviluppare soluzioni ad alte prestazioni e orientate al futuro per i nostri clienti”.
Ángel Escribano, Presidente Esecutivo del Gruppo Indra: “Il rapporto di fiducia a lungo termine che abbiamo instaurato con Rheinmetall ci consente di esplorare nuove aree di collaborazione per fornire sistemi sempre più avanzati, con una velocità sempre maggiore, garantendo al contempo la futura posizione di leadership dell’industria europea a livello mondiale”.
José Vicente de los Mozos, CEO del Gruppo Indra: “Indra dimostra ancora una volta la sua capacità di costruire partnership che ci consentono di accelerare la fornitura dei sistemi richiesti dai nostri clienti, riaffermando il nostro impegno nei confronti dell’Europa e dei suoi alleati per rafforzare la sovranità tecnologica e l’autonomia strategica”.
La firma del protocollo d’intesa sottolinea l’obiettivo comune di entrambe le aziende di unire i propri punti di forza innovativi nei sistemi per veicoli militari e di ampliare ulteriormente la cooperazione nel mercato europeo della difesa, con particolare attenzione a Spagna e Germania, nonché ai paesi dell’America Latina.
Fonte e foto credit @Rheinmetall AG
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L’alleanza è strategica poiché prevede un alto livello di trasferimento tecnologico, rafforzando la sovranità tecnologica e l’autonomia strategica della Spagna. La firma dell’accordo, avvenuta a Madrid, rappresenta un passo avanti importante per il settore della difesa spagnolo, creando un’importante collaborazione. Inoltre, in base all’accordo Hanwha potrà integrare nei propri veicoli le tecnologie avanzate sviluppate da Indra.
Ángel Escribano, Presidente di Indra Group, ha sottolineato che questa alleanza offre alle Forze Armate spagnole sovranità per una nuova famiglia di piattaforme terrestri. José Vicente de los Mozos, CEO di Indra, ha dichiarato che l’azienda si impegna a far crescere l’industria spagnola nei programmi di difesa europei. Jaeil Son, presidente di Hanwha Aerospace, ha evidenziato l’importanza di questa collaborazione per migliorare le capacità di difesa della Spagna.
L’accordo è stato firmato da Frank Torres di Indra e Maro Kim di Hanwha. Per implementare il progetto, è previsto un investimento di 130 milioni di euro per potenziare lo stabilimento di Gijón con nuovi macchinari, creando 500 posti di lavoro diretti e 1.000 indiretti.
Indra produrrà 128 veicoli cingolati per l’artiglieria, 120 veicoli per il rifornimento delle munizioni, 11 veicoli posti comando e controllo e 21 veicoli da soccorso e recupero. Questi mezzi costituiranno un sistema di artiglieria speciale sviluppato congiuntamente. I veicoli saranno dotati di sistemi avanzati come periscopio panoramico a 360°, un sistema di gestione del campo di battaglia e sistemi di comunicazione che saranno sviluppati in Spagna.
Tale collaborazione tra Indra e Hanwha produrrà una nuova famiglia di veicoli con un forte appeal commerciale, sostenendo l’industria locale e garantendo la sovranità tecnologica delle industrie della difesa spagnola.
La Spagna utilizzerà la base dei veicoli K9 di Hanwha per progettare e produrre il proprio scafo, integrando sistemi nazionali. Le nuove piattaforme offriranno alta automazione, precisione e ridotto fabbisogno di equipaggio. Sei Paesi della NATO hanno già adottato il K9 sudcoreano per i propri Eserciti.
Fonte Indra Group
Foto credit @Hanwha Aerospace
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L’obiettivo è creare un nuovo carro armato che possa dominare i futuri campi di battaglia, con il supporto di 11 Stati membri europei, tra cui Germania che guida il programma, Italia e Spagna.
A un anno dall’inizio ufficiale del progetto, MARTE ha raggiunto un’importante fase intermedia, con progressi significativi in ambito tecnico e organizzativo.
Il progetto MARTE, coordinato e guidato da MARTE ARGE GbR, una joint venture tra KNDS Deutschland GmbH & Co. KG e Rheinmetall Landsysteme GmbH, vede la presenza di Leonardo SPA (Italia), Indra Sistemas SA (Spagna) e SAAB AB (Svezia) tra le industrie principali.
Il consorzio ha completato diversi pacchetti di lavoro e presentato risultati chiave alla Commissione europea e tra questi, un concetto operativo e ha steso i requisiti dettagliati per il futuro carro armato.
Con l’approvazione della Commissione europea, ora si è pronti a passare alla fase successiva, incentrata sulla progettazione del sistema e dei suoi sottosistemi.
Nel novembre 2025, si è tenuta un’assemblea a San Sebastián, dove sono stati discussi i risultati e la tabella di marcia per il progetto. MARTE si configura come un investimento strategico rilevante per la tecnologia e l’innovazione nel settore della difesa in Europa.
Fonte ed immagine credit @Rheinmetall AG
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L’accordo è stato firmato da Ángel Escribano e José Vicente de los Mozos di Indra, rispettivamente Presidente e CEO di Indra Group, insieme a Helmut Rauch e Roland Greiner di Diehl, rispettivamente CEO e vicepresidente delle vendite internazionali per l’America Latina, la Spagna e il Portogallo, presso la sede di Diehl in Germania.
Le due aziende si concentreranno sulla creazione di sistemi di difesa aerea terrestre multistrato (GBAD), partendo da una soluzione a medio raggio per le esigenze delle Forze Armate spagnole. Questa collaborazione terrestre potrebbe espandersi anche ai settori marittimo ed aereo in futuro.
Nell’ambito di questo accordo Indra si impegna a sviluppare una capacità industriale spagnola innovativa nel campo dei sistemi di difesa.
Le dichiarazioni di Escribano e de los Mozos evidenziano l’importanza di accordi tecnologici per offrire sistemi di difesa avanzati.
L’accordo tra le due società arriva in un contesto di aumentati investimenti nella difesa, con la Spagna che destinerà 14 miliardi di euro entro il 2025 e l’UE che mobiliterà 800 miliardi di euro.
Le due aziende beneficeranno della complementarità delle loro tecnologie, producendo insieme sistemi GBAD avanzati, Diehl Defence in particolare i sistemi di difesa terrestre della famiglia IRIS-T SL (SLS, SLM e SLX) mentre Indra si concentrerà sullo sviluppo di radar, comunicazioni tattiche e nei sistemi di comando e controllo.
Fonte Indra Group
Foto credit @Diehl Defence AG
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La fregata spagnola dotata di sistema Aegis ed armata con missili Standard SM-2MR Block IIIA ed ESSM, che si sta addestrando con la portaerei francese Charles de Gaulle, anch’essa prossima ad essere dispiegata nel Mediterraneo orientale, nel Mar Baltico, dovrebbe raggiungere le acque al largo di Creta la prossima settimana.
Per la settimana entrante è previsto anche l’arrivo nelle acque di Cipro del cacciatorpediniere HMS Duncan di classe Daring o Type 45 della Royal Navy e del HNLMS Evertsen di classe De Zeven Provinciën della Reale Marina dei Paesi Bassi, una moderna e potente unità di difesa aerea ed anti missile armata di SM-2MR Block IIIA ed ESSM, facente parte del Carrier Strike Group della portaerei francese Charles de Gaulle
Già nelle prossime ore una fregata della Marina Militare sarà schierata nell’area nel quadro del rafforzamento della difesa aerea ed anti drone di Cipro e nel Mediterraneo orientale deciso dal Governo Italiano a seguito del lancio verso l’isola di droni d’attacco e dell’episodio del missile iraniano diretto in Turchia intercettato ed abbattuto dai sistemi ABM della NATO.
Lo stesso Presidente cipriota Nikos Christodoulides ha confermato la partecipazione dell’Italia, ringraziando pubblicamente il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha parlato telefonicamente con il Presidente della Repubblica Francese Emmanuel Macron della situazione in atto e dei passi da compiere in questo complesso scenario di crisi.
A tal fine, il Governo Italiano ha concordato con il Governo Francese un comune impegno per sostenere le Nazioni del Golfo colpite dagli attacchi iraniani e la sicurezza di Cipro ed a evitare un’escalation militare in Libano dove sono presenti contingenti italiani e francesi su mandato ONU per fare osservare la risoluzione 1701/2006 che ha imposto un cessate il fuoco, il disarmo dei gruppi armati (Hezbollah) a sud del fiume Litani, il ritiro israeliano, e l’estensione del mandato UNIFIL.
Foto credit @Marina Militare
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La Guardia Civil è una forza di sicurezza nazionale d’élite con una struttura militare che svolge un’ampia gamma di compiti in Spagna e affronta le sfide di sicurezza più complesse dell’Europa contemporanea. Le sue operazioni non sono limitate alla Spagna continentale, ma si estendono anche in acque territoriali e territori d’oltremare al di fuori della Penisola Iberica, il che richiede notevoli capacità e una vasta gamma di equipaggiamenti aeronautici in servizio.
I membri della Guardia Civil combattono quotidianamente contro la criminalità organizzata internazionale, le reti di contrabbando e l’immigrazione clandestina. Garantiscono la protezione continua dei confini nazionali, dell’estesa costa, dei porti strategici, degli aeroporti e delle infrastrutture critiche e, non ultimo, conducono operazioni antiterrorismo o proteggono le risorse naturali.
I velivoli senza pilota Primoco One 150M diventeranno uno strumento tecnologico chiave per il corpo. Grazie alla loro eccezionale autonomia ed ai sensori avanzati, forniranno alla Guardia Civil spagnola capacità di sorveglianza continua di vaste aree di rotte marittime e confini, nonché supporto tattico alle forze di terra in terreni di difficile accesso. Con la certificazione più completa della sua categoria, i velivoli Primoco One 150 offrono una perfetta integrazione nello spazio aereo.
Il Primoco One 150M è un velivolo del peso massimo al decollo (MTOW) di 150 kg di cui un massimo di 30 rappresentati dal carico utile.
L’UAS raggiunge una velocità di crociera di 120 km/h, ha una capacità di rimanere in aria per 15 ore, un’autonomia di 1.800 km, un raggio d’azione di 200 km della Ground Control Station (GCS) ed una tangenza massima di 3.000 metri.
Il nuovo contratto fa seguito all’eccezionale anno 2025, durante il quale Primoco UAV si è aggiudicata ordini per la fornitura di 42 velivoli per un valore complessivo di 1,06 miliardi di corone ceche.
Allo stesso tempo, l’azienda continua a sviluppare in modo significativo le sue strutture presso l’aeroporto di Písek-Krašovice, dove sta attualmente costruendo un nuovo hangar e strutture di addestramento. I lavori strutturali sono già stati completati, i lavori sono stati spostati agli interni e la piena messa in servizio di queste strutture è prevista per la prima metà di quest’anno.
Alla fine del 2025, Primoco UAV ha inoltre presentato domanda di permesso di costruzione per un capannone di produzione completamente nuovo nella città di Písek. Sarà costruito in una zona industriale adiacente e, una volta completato, consentirà all’azienda di aumentare la sua capacità produttiva massima fino a 300 velivoli senza pilota all’anno.
Fonte e foto credit @ Primoco UAV SE
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La corvetta europea EPC rientra nel quadro PESCO, tra le iniziative di difesa europea più ambiziose, ed è supportato dal Fondo Europeo per la Difesa (European Defence Fund – EDF), attraverso il programma Multi Mission Patrol Corvette (MMPC). Obiettivo del progetto è concepire e sviluppare una corvetta modulare, multiruolo e interoperabile, guidata da Italia, Spagna, Francia e Grecia, con il coinvolgimento di 46 aziende di 12 Paesi.
Il programma è attualmente nella Call 1, approvata dall’EDF nel bando 2021. Questa fase punta a ottenere un progetto certificato e a realizzare una piattaforma prototipale per ciascuna delle due versioni previste: Full Combat Multipurpose (versione da combattimento) e Long Range Multipurpose (pattugliatrice). Nella Call 2023, l’EDF ha stanziato 154 milioni di euro per la fase successiva dell’EPC (Call 2), dedicata alla progettazione e all’avvio della prototipazione.
Con l’Mou, Fincantieri e Navantia si impegnano a gestire ed eseguire congiuntamente il programma tramite una joint venture che sarà aperta alla partecipazione degli altri partner del progetto. Inoltre, le due società guideranno l’avanzamento del programma collaborando alla progettazione della versione Full Combat Multipurpose dell’EPC e valuteranno congiuntamente opportunità di export verso altri partner europei. La costituzione della joint venture sarà subordinata al perfezionamento della documentazione contrattuale e al soddisfacimento delle condizioni sospensive di prassi.
“Questo accordo rappresenta un passo decisivo nel programma EPC, un progetto che incarna lo spirito di cooperazione e di eccellenza tecnologica europee. Unendo le forze con Navantia, non rispondiamo solo alle esigenze delle nostre Marine, ma poniamo le basi per un nuovo standard nella difesa marittima europea. L’EPC è più di una nave: è una piattaforma strategica per interoperabilità, innovazione e sicurezza, capace di rafforzare le capacità operative dell’Europa nel suo complesso. La nostra joint venture testimonia la capacità dell’industria di promuovere progresso e coesione, trasformando la visione in soluzioni concrete per il futuro della difesa europea», ha dichiarato Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri.

“L’industria riveste un ruolo fondamentale nella costruzione della difesa europea. Con questa collaborazione, Navantia e Fincantieri danno un impulso significativo alle capacità di difesa del Continente. Lavoreremo insieme per definire una nuova classe di corvette multiruolo, innovative, interoperabili e cyber-sicure, in grado di soddisfare i requisiti non solo della Armada Española e della Marina Militare, ma anche di altre Marine europee”, ha commentato Ricardo Domínguez, Presidente di Navantia.
Fonte e foto credit @Fincantieri
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Il Future Combat Air System nasce come progetto franco-tedesco a cui successivamente si aggregano come partner minoritario la Spagna e, come osservatore, il Belgio.
Peraltro, lo scontro frontale tra Dassault Aviation ed Airbus Defence and Space per la leadership del programma mai risolto ha minato sin dall’inizio le fondamenta dell’iniziativa.
Il progetto FCAS prevede un aereo da combattimento di nuova generazione che dovrebbe operare in teaming con una rete di droni nell’ambito di un cloud di intelligenza artificiale.
Il Ministro Francken è stato drastico dichiarando l’iniziativa finita, non lasciando spazio ad alcuna possibilità di ricomposizione della crisi franco-tedesca in atto.
I due Paesi hanno deciso di non decidere rinviando la soluzione ma Berlino ha chiesto a Parigi di far conoscere le sue determinazioni in tempi brevi.
In verità i rapporti tra Franken ed il CEO di Dassault Aviation Éric Trapier non sono mai stati particolarmente buoni, poichè il manager francese ha sempre sostenuto di non volere il Belgio come partner del programma,7 avendo la Difesa di Bruxelles deciso di acquistare l’F-35A per rimpiazzare l’F-16 non scegliendo in sua vece il Rafale.
A tali contestazioni il Ministro Franken ha sempre risposto sostenendo la sovranità delle decisioni del suo Paese e che, comunque, di non voler accettare lezioni da un manager straniero definito “arrogante”.
Nel corso della prossima settimana la Difesa belga renderà note le sue decisioni in merito e quali iniziative saranno intraprese.
Una prima misura sarà probabilmente l’ufficializzazione dell’acquisto di una nuova tranche di 11 F-35A che saranno allestiti in Italia presso la FACO di Cameri.
Il consorzio GCAP guarda con un certo interesse all’evolversi della situazione.
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L’accordo stabilisce un quadro comune per sviluppare e promuovere una collaborazione in tre aree chiave, ovvero i domini terrestre e spaziale e i veicoli aerei senza equipaggio (UAV).
La partnership riunirà due attori strategici nell’ecosistema europeo della difesa, sfruttando così le loro capacità complementari e allineando le loro visioni tecnologiche e la loro maturità operativa, in modo da promuovere il rafforzamento delle capacità critiche, della sovranità tecnologica e dell’autonomia strategica dell’Europa di fronte alle sfide odierne.
Da un lato, Indra Group contribuirà con le sue capacità di integratore di riferimento nei programmi di difesa di nuova generazione e la sua leadership nei sistemi multidominio, nella tecnologia radar, nello spazio, nella guerra elettronica e nella cyberdifesa. Dall’altro, ELT Group metterà a disposizione la sua competenza best-in-class nelle soluzioni e nei sistemi avanzati EMSO (Electromagnetic Spectrum Operations), progettati per garantire il controllo, la protezione e lo sfruttamento dello spettro elettromagnetico nelle operazioni militari, al fine di ottenere superiorità informatica e vantaggi operativi.
Ángel Escribano, Presidente Esecutivo di Indra Group, ha dichiarato che “questo accordo con ELT consoliderà l’ambizione di Indra di promuovere una difesa europea più sovrana, interoperabile e multidisciplinare. Unendo le nostre competenze complementari, stiamo compiendo un passo decisivo verso l’implementazione di soluzioni europee di alto valore per proteggere i nostri cittadini e rafforzare l’autonomia strategica del continente nei settori terrestre, spaziale e dei sistemi senza pilota“.
Secondo José Vicente de los Mozos, CEO di Indra Group, l’accordo “apre opportunità immediate per presentare proposte integrate e competitive ai programmi europei, combinando l’esperienza di Indra e la competenza di ELT nelle soluzioni avanzate di guerra elettronica, intelligence dei segnali, monitoraggio dello spettro e protezione delle comunicazioni critiche in ambienti multidominio. La padronanza dello spettro elettromagnetico è essenziale, poiché gran parte della moderna tecnologia militare dipende attualmente da esso. Collaborando con ELT saremo in grado di rafforzare le nostre capacità congiunte, avanzare in modo coordinato nel quadro europeo, espandere il nostro portafoglio in aree prioritarie e fornire soluzioni sovrane per aumentare la resilienza e la superiorità operativa dei nostri clienti“.
Enzo Benigni, Presidente e Amministratore Delegato di ELT Group, ha dichiarato: “Questo accordo segna un importante passo avanti nel rafforzamento della cooperazione industriale europea nel settore della Difesa. Indra ed ELT hanno già collaborato attivamente in programmi consortili come l’Eurofighter e condividono una visione comune sulla necessità di sviluppare tecnologie avanzate e capacità integrate per affrontare le sfide multidisciplinari emergenti. Combinando la nostra eccellenza tecnologica, siamo certi di poter creare valore per i nostri clienti e contribuire concretamente alla sicurezza dell’Europa“.
Domitilla Benigni, CEO e COO di ELT Group, ha dichiarato: “Capacità distintive come quelle di ELT Group e Indra Group in SIGINT, EW e gestione dello spettro elettromagnetico rappresentano, in questo momento storico, un asset strategico per l’Europa. Le sfide che ci troviamo ad affrontare, la forza tecnologica extraeuropea e i blocchi NATO ci spingono verso partnership di valore. Questo è un pilastro del nostro piano strategico che siamo lieti di condividere con Indra“.
Con la firma di questo accordo, Indra Group ed ELT Group compiono un passo decisivo verso il consolidamento della loro cooperazione industriale strategica, promuovendo un ecosistema di difesa più solido, in grado di fornire soluzioni tecnologiche sovrane ad alto valore aggiunto per garantire sicurezza e stabilità in un ambiente globale multi-dominio sempre più complesso.
Fonte e foto credit @Indra Group – ELT Group
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