Primo volo del dimostratore ad ala rotante unmanned Proteus di Leonardo per la Royal Navy

La Royal Navy ha raggiunto un significativo traguardo nella direzione dello sviluppo della capacità ibrida ‘manned-unmanned’ della propria Fleet Air Arm con il volo inaugurale della prima piattaforma ad ala rotante Proteus senza pilota e di dimensioni reali.

Sviluppato da Leonardo nell’ambito del Rotary Wing Uncrewed Air System (RWUAS) Phase 3A Technology Demonstrator Programme che le è stato assegnato nel luglio 2022, il dimostratore tecnologico Proteus ha effettuato il primo volo dall’aeroporto di Predannack in Cornovaglia, lo scorso 16 gennaio, segnando un ulteriore passo avanti nell’integrazione dei sistemi senza equipaggio nell’ambito delle operazioni navali.

Le prime prove effettuate

Il volo inaugurale è stato preceduto da un periodo di intense prove a terra, svoltesi nello scorso mese di dicembre presso lo stabilimento Leonardo di Yeovil, dove sono stati testati motori, comandi di volo, sensori e sistemi autonomi prima di ottenere l’autorizzazione al volo.

Le prime attività legate a quest’ultimo sono state realizzate dall’aeroporto di Predannack che, quale sito satellitare della vicina Navy Naval Air Station di Culdrose, è diventato un punto di riferimento per l’aviazione senza equipaggio in quanto designato quale National Drone Hub del Regno Unito, offrendo spazio aereo controllato e infrastrutture specialistiche per programmi sperimentali.

Il Proteus, secondo quanto riferito dalla Royal Navy, ha seguito un profilo di volo breve e rigorosamente controllato nel corso dei primi due voli, gestendo autonomamente i propri comandi di volo senza l’intervento diretto di un operatore umano, ma sotto la supervisione di piloti a terra per garantire la sicurezza.

Proteus si basa su un insieme di sensori e su sistemi di calcolo di bordo, supportati da software avanzato che gli consente di percepire l’ambiente circostante, prendere decisioni ed eseguire compiti con un intervento umano ridotto al minimo.

Sviluppato nell’ambito di un programma del valore di 60 milioni di sterline, il Proteus è una piattaforma dimostrativa ad ala rotante unmanned di dimensioni reali con capacità di carico, autonomia e livello di automazione nettamente superiori rispetto ai sistemi che già impiega operativamente la Royal Navy e rappresentati dal sistema Peregrine (Schiebel S-100) per missioni di sorveglianza da bordo di fregate, pattugliatori ed altre unità navali, nonchè dall’octocottero Malloy per il trasporto pesante impiegato dal ponte delle portaerei ed unità supporto ed anfibie.

Il progetto RWUAS e la derivazione dal Kopter AW09

Il concetto alla base delle attività dimostrative con il Proteus è progettare piattaforme ad ala rotante in grado di operare autonomamente per svolgere missioni persistenti o ad alto rischio con significativi carichi paganti di missione, affinché la limitata componente di elicotteri con equipaggio possa dedicarsi a portare a termine compiti in cui la presenza umana resta essenziale.

Per questo motivo, Leonardo ha sviluppato Proteus a partire dalla cellula e componentistica del proprio elicottero leggero monomotore Kopter AW09 in meno di due anni e mezzo, affinché abbia una capacità di carico superiore ad una tonnellata, con l’eliminazione della cabina di pilotaggio.

Al posto di quest’ultima, sono presenti sensori e sistemi computerizzati basati su software all’avanguardia, che consentono a Proteus di comprendere ed elaborare l’ambiente circostante, prendere decisioni ed agire di conseguenza.

Proteus è stato progettato da Leonardo per trasportare un’ampia gamma di equipaggiamenti di missione ed operare in condizioni meteo-marine impegnative, inclusi stati del mare elevati e forti venti.

Il concetto “Atlantic Bastion” della Royal Navy

In particolare nell’ambito del medesimo programma, sono allo studio diversi equipaggiamenti operativi per svolgere missioni di lotta antisom.

Lo scopo è quello di realizzare piattaforme e sistemi di missione senza intervento umano, per poter pattugliare vaste aree oceaniche, attingendo ai dati provenienti da navi, sottomarini, elicotteri della medesima Royal Navy e di forze alleate e sensori posizionati sui fondali, per contribuire all’individuazione e al tracciamento di sottomarini ostili.

Questo approccio in rete è al centro del concetto “Atlantic Bastion” della Royal Navy, destinato a creare una componente di piattaforme con equipaggio e senza, di superficie, subacquee ed aeree per la sorveglianza antisom nell’Alto Oceano Atlantico, con lo scopo di contrastare la componente sottomarina russa che opera dalle basi navali della Flotta del Nord.

Il futuro incerto di Leonardo a Yeovil

Il progetto RWUAS supporta il sito di Leonardo di Yeovil con l’impiego di circa 100 unità lavorative in un momento in cui la sopravvivenza del medesimo è legata all’incertezza sul programma per la Royal Air Force per un nuovo elicottero medio, a cui Leonardo ha risposto con la macchina AW-149 rimanendo l’unico concorrente in gara.

Foto credit @Royal Navy