Lo scorso 27 settembre il Ministro della Difesa ha trasmesso alle competenti Commissioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica la richiesta di parere parlamentare sullo schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 25/2024 “Rinnovamento della componente corazzata (nuovo Main Battle Tank e piattaforme derivate) dello Strumento Militare Terrestre” (Atto del Governo n.212).

Il programma è relativo all’acquisizione di piattaforme della componente pesante con particolare riferimento ai Main Battle Tank (MBT) di nuova generazione ed a piattaforme derivate, per recupero e
soccorso, gittaponte e pioniere, da affiancare alla flotta Ariete.
La scheda del programma pluriennale di A/R n. SMD 25/2024 annulla e sostituisce la scheda relativa al programma pluriennale di (A/R) nr. SMD 13/2023 (A.G. 119) già approvato dalle Camere, che riguardava il Leopard 2 e piattaforme derivate. La scheda tecnica precisa che la possibilità di acquisire piattaforme Leopard 2 non è più attuale.
Il programma consiste nell’approvvigionamento sia di nuovi MBT sia di piattaforme derivate (già disponibili sul mercato), predisposte interoperare con le piattaforme digitalizzate in servizio nell’Esercito,
compatibili con i criteri logistici ed operativi in ambito europeo e NATO. In particolare – si legge nella
scheda tecnica – tali piattaforme dispongono di “tecnologie in grado di massimizzare le prestazioni in
termini di protezione, letalità, potenza di fuoco, mobilità”, oltre che di tempi di decisione e di conoscenza
informativa.
Il programma, oltre al soddisfacimento dell’esigenza capacitiva, dovrà creare condizioni vantaggiose per l’espansione della partnership italiana in seno al programma di sviluppo di un futuro Main Ground Combat System (MGCS) in ambito europeo, seguendo i criteri ed i principi in elaborazione nell’alveo del progetto franco-tedesco. Il progetto MGCS è, infatti, ancora in una fase di sviluppo concettuale e c’è dunque il rischio concreto di una dilatazione dei tempi per la sua effettiva disponibilità.
Nelle more di questo percorso risulta fondamentale acquisire piattaforme combat e derivate in grado di soddisfare, in tempi ristretti, le esigenze operative dell’Esercito. L’acquisizione delle piattaforme prevede il contestuale approvvigionamento di sistemi di simulazione, favorendo ed agevolando la formazione e l’addestramento. Secondo la Difesa la flotta Ariete nella versione non ammodernata C1 e le piattaforme Leopard 1 derivate, infatti, oltre ad essere quantitativamente non sufficienti, non soddisfano più gli standard operativi richiesti dalla natura delle attuali minacce e dalle peculiari esigenze che caratterizzano il moderno campo di battaglia.
Il programma è stato concepito secondo un piano di sviluppo pluriennale con una durata complessiva ipotizzata di quattordici anni (2025 – 2038), strutturato in 2 fasi: la prima fase prevede lo sviluppo e la produzione di prototipi, ed omologazione delle piattaforme, mentre la seconda fase è finalizzata all’acquisizione di:
- fino a 132 piattaforme MBT, per equipaggiare 2 Reggimenti Carri e gli istituti di formazione;
- 140 piattaforme corazzate nelle versioni derivate per equipaggiare le unità delle Brigate pesanti e della Brigata Corazzata, tutti i Reggimenti Genio ed i Reggimenti Logistici dell’Esercito e gli istituti di formazione;
- supporto logistico pluriennale integrato che comprenda formazione di operatori e manutentori;
- munizionamento per le attività di omologazione, certificazione delle piattaforme, addestramento basico e costituzione di una scorta;
- veicoli e sistemi da trasporto;
- adeguamenti infrastrutturali.
L’onere finanziario del programma è stimato in 8 miliardi e 246 milioni di euro (condizioni economiche 2024) con una prima quota di 5 miliardi e 510 milioni, già finanziata a valere sugli stanziamenti derivanti da capitoli del settore investimento del Bilancio Ordinario del Ministero della Difesa nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente.
Il completamento del programma, per il restante valore previsionale complessivo di 2 miliardi e 736
milioni di Euro, sarà realizzato attraverso successivi provvedimenti finanziari finalizzati al completamento delle dotazioni ed all’acquisizione del supporto logistico pluriennale integrato.
Secondo il Governo Italiano il programma gode di un diffuso interesse da parte di altri Paesi alleati, nel
rinnovamento delle capacità di combattimento delle proprie Forze pesanti, che tiene conto della contemporanea progressiva obsolescenza cui stanno andando incontro i sistemi attualmente in linea, anche per i nuovi requisiti fissati della NATO, sulla base dei recenti sviluppi dello scenario internazionale.
La natura del progetto rende necessario il confronto con solide realtà industriali di comprovata expertise nello specifico settore dei corazzati, anche in ottica di partnership multinazionale.
Commento
A tal fine, lo scorso 15 ottobre è stata costituita la joint venture Leonardo Rheinmetall Military Vehicles formata con quote paritarie del 50% da Leonardo e Rheinmetall AG che avrà sede legale a Roma e sede operativa a La Spezia avente lo scopo primario di provvedere allo sviluppo industriale ed alla successiva commercializzazione del nuovo Main Battle Tank italiano (MBT) e della nuova piattaforma Lynx per il programma Armored Infantry Combat System (AICS) nel ambito del programma di rinnovamento dei sistemi terrestri dell’Esercito Italiano.
La detta jv prevede anche lo sviluppo e la produzione di altri veicoli di questa famiglia, come veicoli da recupero, del genio e gittaponti. Entrambi i partner industriali si aspettano inoltre che i loro prodotti congiunti offrano ampie opportunità di vendita sui mercati internazionali.
E’ stato specificato che il Panther KF51 sviluppato da Rheinmetall costituirà la base per il nuovo carro armato che affiancherà l’Ariete AMV C2 e sostituirà l’Ariete C1 nelle fila del Esercito Italiano.
E’ prevedibile il ricorso alla suite di osservazione e condotta di tiro con camera termica di 3a generazione Attila D e Lothar SD, II sviluppata da Leonardo per la blindo pesante Centauro II e che è in via di istallazione a bordo degli Ariete AMV, così come la RWS di tipo Hitrole per la protezione ravvicinata del mezzo nel ambito di un sistema C-UAS; per ovvi motivi è altamente probabile che anche il sistema di comando, controllo e navigazione (SICCONA) sarà italiano.
Per l’armamento principale il Panther è pensato sin da ora per ricevere alternativamente sia il cannone 120L55 che il 130L51 entrambi progettati e costruiti da Rheinmetall; entrambe le soluzioni prevedono il ricorso ad un sistema di caricamento automatico ed un equipaggio minimo di tre uomini che, sulla falsariga di quello della Centauro II può essere portato a quattro anche in presenza del auto-loader.
Il programma italiano del AICS prevede l’acquisizione futura di oltre 1.000 sistemi di combattimento corazzati in 16 varianti, comprese le versioni antiaeree (Skyranger), da ricognizione e anticarro. Tutti i modelli avranno un design modulare ed il veicolo da combattimento di fanteria Rheinmetall Lynx KF 41 costituirà la base tecnologica del AICS.
Fonte Atto del Governo n.212
Foto credit @Rheinmetall AG