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Dopo aver lanciato la missione di soccorso con l’avvenuto recupero del primo dei due membri dell’equipaggio del caccia bombardiere perso durante un’operazione di combattimento, gli sforzi statunitensi si erano concentrati sulle ricerche del secondo pilota.
Le Forze Armate iraniane, ovviamente, hanno ostacolato in tutti i modi le attività statunitense mettendo anche una taglia di 50.000 sterline come ricompensa a chi avesse riconsegnato sano il pilota alle autorità, per ottenere un ostaggio da impiegare per costringere gli Stati Uniti a trattare.

E’ stato lo stesso Presidente degli Stati Uniti Donald Trump a confermare che il secondo pilota dell’F-15E abbattuto venerdì sull’Iran è stato tratto in salvo.
Per eseguire la complessa missione l’US CENTCOM ha mobilitato decine di aerei ed operatori delle Forze Speciali del 160th SOAR e dell’Air Force Special Operations Command (AFSOC).
Nel corso di quest’operazione si sono registrate un paio di perdite di velivoli da trasporto del tipo Super Hercules che hanno avuto un problema tecnico e sono stati fatti esplodere per non lasciarli agli Iraniani, senza perdite tra i membri degli equipaggi tutti rientrati alle basi a bordo di altri velivoli.
I velivoli statunitensi hanno dato la massima copertura all’operazione di salvataggio colpendo i convogli iraniani diretti verso l’area di ricerca; si sono registrati violenti scontri a fuoco tra i soccorritori statunitensi e le formazioni iraniane.
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I due piloti del velivoli si sono eiettati; non appena è stato ricevuto il segnale di soccorso l’US CENTCOM ha mobilitato le forze necessarie al compimento della delicata missione.
Secondo funzionari militari statunitensi ed israeliani uno dei due membri dell’equipaggio dello Strike Eagle abbattuto è stato recuperato con successo sano e salvo e sta ricevendo le prime cure mediche.
Per il secondo membro dell’equipaggio sono tutt’ora in corso le ricerche per riportarlo alla base.
L’IRGC in un primo tempo aveva annunciato di aver abbattuto un F-35 ma le evidenze fotografiche indicano che trattasi di un F-15E, aereo che sta soffrendo diverse perdite in questa campagna aerea nei cieli mediorientali.
Inoltre, le autorità di Teheran hanno offerto una ricompensa per la cattura dei piloti statunitensi abbattuti, pari all’equivalente di 50.000 sterline.
Si sono visti filmati di un HC-130J Combat King II e due HH-60G Pave Hawk che volavano a bassissima quota per la ricerca dei due piloti dispersi.
Anche MQ-9A Reaper e A-10 Thunderbolt sono stati avvistati, il primo perché con la suite ISR e con i sistemi elettronici può localizzare i piloti abbattuti ed i secondi, perché grazie all’ampia protezione di cui sono dotati possono operare a bassa quota ed intervenire per eliminare con il potente cannone gatling da 30 mm e con altro armamento aria-superficie in dotazione qualunque tipo di minaccia si approssimasse nelle vicinanze dell’equipaggio abbattuto e per assicurare, laddove fosse necessario, il supporto di fuoco agli aero soccorritori nelle delicate fasi di recupero ed estrazione dall’area.
L’Aeronautica Israeliana ha sospeso gli attacchi nel quadrante dell’area in cui presumibilmente l’equipaggio si è eiettato e supporta la missione CSAR dell’USAF.
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L’abbattimento di tre velivoli dell’USAF in una sola occasione era già di per sé una notizia, o la Notizia; che fosse avvenuto a causa di “fuoco amico” la rendeva ancora più curiosa.
In un primo tempo la responsabilità dell’incidente, che per fortuna non ha causato feriti o perdite tra i sei uomini e donne degli equipaggi degli Strike Eagle, era stata addebitata alla difesa contraerea kuwaitiana che, sin dalle prime ore dell’attacco lanciato da Israele e Stati Uniti, era sotto forte pressione, impegnata a contrastare con i suoi sistemi i lanci ripetuti di missili e droni da parte dell’Iran.
Secondo le prime ricostruzioni la contraerea kuwaitiana, impegnata a rispondere agli attacchi iraniani, avrebbe abbattuto gli Strike Eagle statunitensi che si trovavano nel mezzo degli ingaggi e che, per incomprensioni con il controllo a terra e/o per la mancanza di attivazione dell’interrogatore “amico/nemico” (IFF), non avevano chiarito ai kuwaitiani la loro presenza nello spazio aereo interdetto per attivazione dei sistemi di difesa.
Peraltro, ora sono emersi nuovi elementi che “scagionano” la difesa contraerea kuwaitiana e chiamano in causa un velivolo della Al-Quwwat al-Jawwiyya al-Kuwaytiyya o Kuwait Air Force (KAF) per l’esattezza un F/A-18C Hornet.
Questo velivolo era stato fatto decollare su allarme dalla KAF per contrastare minacce aeree che si avvicinavano al Paese.
Non avendo i velivoli statunitensi attivato i loro IFF, per il controllo a terra e per il pilota kuwaitiano sono stati attimi di vera difficoltà, non avendo alcun elemento per identificare gli Strike Eagle come amici.
Pertanto, in assenza di segnali identificativi si è deciso di ingaggiare le presunte minacce ed i missili lanciati dal Hornet hanno centrato i bersagli fortunatamente senza causare problemi agli equipaggi.
Resta da capire perché i sistemi di protezione degli Strike Eagle non abbiano funzionato evitando i missili in arrivo.
Si è trattato di uno scontro tra velivoli di quarta generazione tutta in casa Boeing (entrambi i modelli di velivoli già McDonnell Douglas) che ha visto largamente trionfare l’Hornet ai danni dello Strike Eagle.
Ironicamente, si può concludere che l’US Navy ha battuto l’US Air Force con un secco tre a zero.
Foto credit @USAF
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I sei membri degli equipaggi si sono eiettati con successo, sono stati recuperati e risultano in condizioni stabili. Le autorità del Kuwait hanno riconosciuto l’incidente e stanno cooperando nell’indagine con le forze statunitensi.
Il contesto operativo
Secondo la nota ufficiale, l’evento si è verificato mentre i velivoli operavano a supporto dell’Operazione Epic Fury, in uno scenario caratterizzato da attacchi di aerei iraniani, lanci di missili balistici e impiego di droni.
In un ambiente aereo saturo, con minacce multiple e traiettorie balistiche in arrivo, la pressione sui sistemi di difesa aerea e sulle catene di comando aumenta in modo esponenziale. È in questo contesto che, stando alle prime informazioni, le batterie kuwaitiane avrebbero erroneamente classificato i jet USA come ostili, aprendo il fuoco.
F-15E Strike Eagle

L’F-15E Strike Eagle è la versione d’attacco multiruolo del celebre F-15, progettata per missioni aria-suolo a lungo raggio, interdizione profonda e supporto ravvicinato, mantenendo al contempo capacità aria-aria avanzate.
La perdita simultanea di tre velivoli rappresenta un evento estremamente raro per l’USAF, soprattutto in assenza di abbattimento diretto da parte di forze avversarie.
Identificazione amico-nemico e “fog of war”
Le cause sono ancora oggetto di indagine, ma casi di friendly fire in contesti ad alta intensità possono derivare da una combinazione di fattori come la saturazione sensoriale dei radar di difesa aerea (tracce multiple, clutter, missili in arrivo), un malfunzionamento o mancata corretta lettura dei sistemi IFF (Identification Friend or Foe), un errore nella deconfliction aerea tra forze alleate nonché tensioni operative dovute alla rapidità dell’ingaggio.
In scenari con missili balistici e UAV in volo simultaneo, le finestre decisionali si comprimono a pochi secondi. Una classificazione errata può tradursi in un lancio difensivo immediato.
Implicazioni strategiche
Dal punto di vista politico-militare, la rapida ammissione dell’accaduto da parte del Kuwait e il tono cooperativo del CENTCOM mirano chiaramente a contenere ogni potenziale frizione diplomatica.
Stato degli equipaggi e indagine in corso
USCENTCOM ha precisato che tutti e sei gli aviatori si sono eiettati, sono stati recuperati con successo e sono in condizioni stabili supportati da personale del Kuwait.
Un’indagine congiunta è già stata avviata. Ulteriori dettagli verranno diffusi non appena disponibili.
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Tale lancio rappresenta un risultato fondamentale nel programma di modernizzazione e di mantenimento del sistema d’arma.
L’ufficio del programma Precision Strike Weapons (PMA-201), in collaborazione con Boeing, ha condotto il test presso la Naval Air Weapons Station China Lake ed il Point Mugu Sea Range in California.
Il test effettuato ha dimostrato il successo di una missione di soppressione di obiettivi costieri contro un bersaglio terrestre rappresentativo, con tutti gli obiettivi del test raggiunti in base alle valutazioni preliminari.
Durante la missione, il missile Harpoon ha eseguito diverse variazioni di quota per simulare uno scontro in ambiente costiero.

Dopo il lancio effettuato da un F-15 a circa 12.000 piedi sopra il livello del suolo, il missile è sceso a una quota iniziale di 5.000 piedi, per poi dirigersi verso l’area bersaglio ed effettuare una picchiata terminale ripida prima dell’impatto.
La serie di test di volo dell’HIIU è consistita in tre eventi progettati per convalidare progressivamente le prestazioni del sistema in diverse missioni.
Il primo test ha verificato la guida e le prestazioni aerodinamiche, il secondo ha dimostrato l’ingaggio di un bersaglio di superficie marittimo in movimento e l’evento finale ha confermato l’efficacia contro un bersaglio terrestre, evidenziando la versatilità operativa dell’arma.
Dopo questo evento, i test di volo a livello di sistema per l’aggiornamento dell’obsolescenza dell’HIIU/SLAM ER sono quasi completati e le prime consegne sono previste per la fine dell’anno.
L’HIIU si basa sull’esperienza ultracinquantennale dell’Harpoon, affrontando la questione dei componenti obsoleti e preparando l’arma per estenderne la produzione in tutto il mondo.
La Marina degli Stati Uniti e oltre 30 partner stranieri utilizzano l’Harpoon/SLAM ER a supporto di missioni antinave e di attacco terrestre.
Fonte e foto credit @Naval Air Systems-Command (NAVAIR)
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Il Regno dell’Arabia Saudita ha richiesto l’acquisto dei seguenti equipaggiamenti di difesa non principali: parti di ricambio, materiali di consumo ed accessori, nonché supporto per la riparazione e la restituzione; equipaggiamento di terra e per il personale; software classificati e non classificati e supporto software; pubblicazioni classificate e non classificate e documentazione tecnica; addestramento del personale e relative attrezzature; servizi di supporto ingegneristico, tecnico e logistico del Governo statunitense e di appaltatori ed altri elementi correlati di supporto logistico e di programma.
La proposta di vendita rafforzerà la capacità dell’Arabia Saudita di scoraggiare le minacce attuali e future, fornendo supporto di supporto ed addestramento alla flotta di F-15 della Royal Saudi Air Force.
Saranno coinvolti diversi appaltatori associati alla fornitura di attrezzature e servizi in questo caso, e non esiste un appaltatore principale.
L’attuazione di questa proposta di vendita potrebbe richiedere l’assegnazione di un piccolo numero aggiuntivo di appaltatori civili o militari statunitensi a lungo termine nel Regno dell’Arabia Saudita; l’attuale numero di appaltatori che già forniscono il supporto logistico richiesto nel Paese rimarrà relativamente stabile.
Fonte Defense Security Cooperation Agency (DSCA)
Foto credit @Ministero della Difesa del Regno dell’Arabia Saudita
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Il contratto prevede la progettazione e lo sviluppo di una suite integrata di sistemi aeronautici a supporto delle modifiche degli aerei F-15K per l’Aeronautica Militare della Repubblica di Corea e la Defense Acquisition Program Administration (DAPA).
I lavori di questa commessa saranno eseguiti a St. Louis, nel Missouri, e si prevede che saranno completati entro il 31 dicembre 2037.
Il contratto appena aggiudicato prevede vendite di materiale militare estero (FMS) a favore della Repubblica di Corea.
Nel dicembre del 2024 la Repubblica di Corea aveva approvato un piano di aggiornamento della sua flotta di 59 caccia bombardieri Boeing F-15K, del valore di circa 3 miliardi di dollari, che includeva anche l’addestramento ed il supporto nonché la manutenzione.
L’aggiornamento comporterà l’installazione a bordo degli F-15K di sistemi avanzati come il radar APG82v1 AESA, il sistema di protezione avanzata Eagle (EPAWSS), nuovo computer di missione ADCPII e la cabina di pilotaggio di tipo digitale.
Tali miglioramenti aumenteranno notevolmente la capacità di missione e la sopravvivenza dell’aereo, consentendo alla Repubblica di Corea di contrastare efficacemente le minacce.
La Repubblica di Corea prevede di ricevere i primi due aerei modificati entro la fine del 2028 e l’intera flotta entro la metà degli anni 2030.
Fonte US Department of War (US DoW)
Foto credit @Ministero della Difesa della Corea del Sud
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Il contratto del valore di 8,57 miliardi di dollari prevede vendite militari all’Estero (FMS) a favore di Israele.
È contemplata anche l’opzione per altri 25 F-15 IA che servirebbero all’Aeronautica Israeliana a riarmare un secondo Gruppo da superiorità aerea.
I velivoli saranno realizzati a St. Louis in Missouri e la commessa sarà completata nel 2035.
Come l’F-35I “Adir” anche l’F-15 IA avrà equipaggiamenti peculiari in dotazione alla Aeronautica Israeliana nelle comunicazioni, protezione, guerra elettronica ed armamenti.
Per Boeing si tratta del primo importante contratto di esportazione dell’Eagle II al di fuori delle commesse fin qui assegnate dall’US Air Force per riequipaggiare gli squadroni della Air National Guard.
Fonte US Department of War
Immagine credit @Boeing
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L’Egitto sarebbe interessato ad acquistare un massimo di 46 velivoli; le discussioni con gli Stati Uniti vertono ovviamente sul equipaggiamento che dovrebbero ricevere tali velivoli in caso di approvazione della vendita.
Gli Stati Uniti, infatti, sono desiderosi di vendere questi caccia avanzati all’Estero, ma allo stesso tempo non vogliono creare una situazione di vantaggio a favore dell’Egitto a discapito dell’alleato stretto Israele che riceverà venticinque F-15EX (I) Eagle II con le dotazioni peculiari dell’Israelian Air Force e, pertanto, hanno offerto la versione Advanced Eagle che, al momento, sembrerebbe essere stata rifiutata dagli Egiziani.
Inoltre, l’eventuale contratto dovrà necessariamente passare attraverso i canali di vendita militare straniera (FMS) e, quindi, preventivamente approvato dal Congresso.
L’F-15 Advanced Eagle può essere considerato il velivolo dal quale è stato strettamente derivato l’attuale Eagle II (F-15EX) in produzione per l’USAF e la IAF (nella versione descritta sopra).
L’Advanced Eagle ha “figliato” le varianti F-15SA e F-15QA in servizio rispettivamente in Arabia Saudita e Qatar.
Oltre i velivoli, le contraparti egiziana e statunitense trattano il pacchetto di armi e quello relativo l’addestramento dei piloti e tecnici anche con l’ausilio di simulatori avanzati.
Gli Advanced Eagle o gli Eagle II andrebbero a sostituire probabilmente i MiG-29M/M2 che, seppur di recente immissione in linea, hanno dato più di un problema alla EAF.
Foto credit @@DVIDS/Master Sgt. Nancy Falcon
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Infatti, saranno ivi schierati caccia bombardieri F-15QA con piloti e personale tecnico dell’Emirato, per migliorare l’addestramento congiunto ed aumentare l’interoperabilità con l’USAF.
E’ stato il Segretario alla Guerra Pete Hegseth ad annunciare l’accordo in occassione della visita al Pentagono del Ministro della Difesa del Qatar, lo sceicco Saoud bin Abdulrahman Al Thani.
La base prescelta Mountain Home è la stessa dove è ospitato il dispositivo della Aeronautica Militare della Repubblica di Singapore (RSAF); ovviamente, i due contingenti stranieri rimarranno ben separati, ognuno con le rispettive infrastrutture che nel caso del Qatar dovranno essere realizzate.
Da decenni i rapporti tra Stati Uniti e Qatar sono strettissimi, nonostante il legame di Doha con Teheran ed “indirizzi” politci-strategici dell’Emirato nell’area mediorientale non sempre condivisi da Washington.
A riprova dei solidi legami in Qatar, dall’inizio del corrente secolo, gli Stati Uniti hanno il pieno controllo della base di Al Udeid, la più grande infrastruttura militare statunitense in Medio Oriente.
Gli Stati Uniti gestiscono in prima persona la difesa diretta ed indiretta dell’Emirato, come è avvenuto di recente in occasione dell’attacco di rappresaglia lanciato dall’Iran a seguito dei bombardamenti statunitensi eseguiti sugli impianti legati al programma nucleare di Teheran,
L’Aeronautica del Qatar o Qatar Emiri Air Force (QEAF) ha acquistato nel giugno 2017 trentasei esemplari di F-15QA (Qatar Advanced) ” Ababil”, ordine successivamente integrato da altri dodici velivoli, con consegne iniziate nel 2021.
Nel 2016 gli Stati Uniti avevano autorizzato la vendita al Qatar di un massimo di settandadue F-15QA nell’ambito di un pacchetto, comprensivo di velivoli, equipaggiamenti, armamenti, addestramento, supporto tecnico e logistico del valore di circa 21 miliardi di dollari.
Fino all’avvento del F-15EX Eagle II, il Qatar Advanced è stato l’Eagle più avanzato; parte del equipaggiamento e delle novità presenti sull’Eagle II sono stati sviluppati, integrati e testati proprio dal F-15QA.
Foto credit @DVIDS/Master Sgt. Nancy Falcon
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