“Spears of Victory 2026” in Arabia Saudita per Typhoon e CAEW della Aeronautica Militare

In Arabia Saudita ha preso il via l’esercitazione internazionale “Spears of Victory 2026” che si svolge presso l’Air Warfare Center nel settore orientale del Paese, con la partecipazione di unità e terrestri, aeree, navali e di difesa aerea saudite, oltre al Ministero della Guardia nazionale, alla Presidenza della sicurezza dello Stato ed al Comando militare unificato del Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC).

Alla “Spears of Victrory 2026” sono presenti Forze provenienti da 15 Paesi alleati e partner del Regno dell’Arabia Saudita di cui 5 come osservatori, vale a dire il Regno del Bahrein, il Bangladesh, la Francia, la Grecia, l’Italia, il Regno di Giordania, la Malesia, il Regno del Marocco, il Sultanato dell’Oman, il Pakistan, l’Emirato del Qatar, la Turchia, il Regno Unito e gli Stati Uniti.

Per l’Italia partecipa l’Aeronautica Militare con caccia Eurofighter F-2000 (Typhoon) del 36° Stormo di Gioia del Colle e da sorveglianza radar Conformal Airborne Early Warning E-550A del 71° Gruppo inquadrato nel 14° Stormo di Pratica di Mare.

L’esercitazione, uno dei più importanti eventi addestrativi della regione mediorientale, si svolgerà fino al prossimo 5 febbraio presso la base aerea King Abdulaziz di Dhahran.

Finalità dell’esercitazione

Uno dei principali obiettivi perseguiti dalla “Spears of Victory 2026” è migliorare la interoperabilità tra le Forze aeree, scambiare conoscenze e competenze tattiche e simulare minacce moderne in ambienti fortemente caratterizzati da guerra elettronica e da aspetti di cyberwarfare.

L’esercitazione mette alla prova i sistemi di comando e controllo (C2) integrati con le Forze Armate saudite e con il Comando Militare Unificato del GCC.

L’Air Warfare Center, una delle strutture di addestramento più avanzate presenti in Medio Oriente, supporta lo sviluppo di piani ed operazioni di combattimento, esegue la valutazione delle capacità e provvede alla sperimentazione ed analisi di sistemi ed armi.

Fonte e foto credit @Ministero della Difesa del Regno dell’Arabia Saudita